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RomaDailyNews.it – Rauti, dal governo una serie di misure contro il femminicidio

Il governo si accinge a contrastare e a prevenire il fenomeno del femminicidio con una serie di misure già individuate e ora in fase di realizzazione: lo ha annunciato in un’intervista sul numero di luglio di Poliziamoderna, il mensile ufficiale della polizia di Stato, Isabella Rauti neo-consigliere del ministro dell`Interno Angelino Alfano per le politiche contro la violenza di genere. Le cifre sulle violenze ai danni delle donne sono, infatti, da capogiro come emerge da un recentissimo rapporto dell’Oms: 6 milioni e 700 mila donne italiane tra i 16 e i 70 anni sarebbero vittime di abusi fisici e sessuali e circa un milione di donne potrebbero aver subito stupri o tentati stupri; eppure del 14,3% delle vittime di violenza solo il 7% lo ha denunciato. “Si sta predisponendo – ha spiegato Isabella Rauti – un pacchetto di misure di sicurezza in cui trova ampio spazio una integrazione alla legge sullo stalking con misure tese anche a dare una stretta sui reati di violenza domestica. I correttivi potrebbero essere molti, tra questi l’irrevocabilità della querela e all`arresto obbligatorio in flagranza di reato. In più potrebbero esserci l’ammonimento del questore già previsto per lo stalking anche in caso di percosse e l’istituzione di un’aggravante nelle violenze domestiche e in quelle assistite da minori. Senza dubbio le leggi sono necessarie ma non sufficienti. Ci vuole un’applicazione rigorosa delle norme accompagnata da una rivoluzione culturale, di costume e di mentalità”.

Per Rauti “Abbiamo come base un`ottima normativa, quella del 2009 contro lo stalking che consente di punire gli autori di atti reiterati di molestie e persecuzioni”. Inoltre sono state presentate alla Camera dei deputati proposte di legge bipartisan (ed una proposta di commissione bicamerale) tese a introdurre il reato specifico visto come un`aggravante, quando l`omicidio è motivato da un odio di genere. E la discussione è appena cominciata nella Commissione competente. Il tutto sarà accompagnato da una task force interministeriale e da corsi già avviati per preparare adeguatamente il personale che verrà a contatto con le donne vittime di violenze soprattutto in famiglia. La task force interministeriale si è già insediata, con il coordinamento del ministero per le Pari Opportunità ed è composta da rappresentanti dei ministeri Giustizia, Interno, Salute, Lavoro, Integrazione, Istruzione ed Economia. “La task force – ha sottolineatoil consigliere del ministero dell’interno – è un punto di forza di questo Governo non solo per l`approccio giustamente bipartisan alla questione ma anche per lo sforzo di mettere a sistema tutti gli interventi di settore”. “E’ un flagello sociale – ha sottolineato Isabella Rauti – per cui è importante avere la dimensione estesa del fenomeno per mettere in atto una efficace azione combinata di prevenzione e di contrasto”. Secondo i dati del Servizio Analisi criminale (Sac) della Direzione centrale della polizia criminale, crescono comunque le denunce per atti persecutori, segno di maggiore consapevolezza e fiducia in un aiuto delle forze dell’ordine. E in molte questure, una volta valutato il livello di rischio attraverso il metodo Sara (Spousal assault risk assessment), si procede con la gestione del rischio che implica il coinvolgimento di vari attori istituzionali con provvedimenti penali, civili o amministrativi per il monitoraggio e la protezione della vittima.

[Fonte: RomaDailyNews.it]

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