Percorso:

Per una alleanza contro la tratta degli esseri umani

OSCE Organization for Security and Co-operation in Europe
Vienna, Hofburg, Neuer Saal – Monday 22 and Tuesday 23 September 2008

“ALLIANCE AGAINST TRAFFICKING IN PERSONS”
“Follow-up Technical Seminar to the 6th Alliance Against Trafficking in Persons Conference on National Rapporteurs and Equivalent Mechanism”

Intervento della Prof.ssa Isabella Rauti , Capo del Dipartimento per le Pari Opportunità
Presidenza del Consiglio dei Ministri – Italia

Care colleghe e cari colleghi, gentile Eva Biaudet,

è con sincero piacere che partecipo ad un incontro di tale rilievo istituzionale ed importanza internazionale e ringrazio, in modo particolare, Eva Biaudet per l’invito e per l’attenzione sempre dimostrata per l’esperienze condotte dall’Italia contro il traffico degli esseri umani.

Il fenomeno del traffico degli esseri umani a scopo di sfruttamento sessuale e lavorativo, rappresenta una grave violazione dei fondamentali diritti umani e colpisce donne, uomini e minori assoggettandoli a forme di sfruttamento e di violenza; la regia occulta del traffico è nelle mani di organizzazioni criminali internazionali che controllano la vita stessa delle vittime.

Da tempo l’Italia ha avviato un processo normativo per dotarsi di strumenti di contrasto e di lotta al fenomeno della tratta e per l’assistenza delle vittime; il dispositivo di cui l’Italia si è munita rappresenta un “sistema” che poggia su strumenti moderni ed efficaci e che punta ad azioni prevenzione e di tutela delle vittime e, contestualmente, al contrasto delle attività delle organizzazioni criminali dedite alla tratta ed allo sfruttamento.

Il perimetro legislativo di riferimento e le norme che hanno contribuito alla costruzione del sistema italiano di intervento e di protezione sociale sono, in sintesi:

  • l’art.18 del Dlgs 286/98, “Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero” , che consente – tra l’altro – accertate le situazioni di violenza e grave sfruttamento nei confronti dello straniero, il rilascio di uno speciale “permesso di soggiorno” per accedere ad un programma di assistenza ed integrazione sociale ; la Legge 17 del 2007 ha modificato l’art. 18 del Dlgs 286/98, prevedendo la possibilità anche ai cittadini e cittadine di Stati membri dell’Unione di accedere ai programmi di protezione sociale.
  • la Legge 228/2003 “Misure contro la tratta di persone” che, prevede l’istituzione di un “Fondo speciale” per i programmi di assistenza e la “presa in carico”, per un periodo transitorio, delle vittime dei reati di riduzione in schiavitù e di tratta di persone sottoposte a sfruttamento di tipo sessuale ma anche lavorativo. Inoltre, questa legge, in un’ottica di tutela dei diritti delle vittime, introduce disposizioni (come il processo a porte chiuse ed altro) che salvaguardano la sicurezza della vittima di tratta qualora sia chiamata a testimoniare nei processi.

Dalle norme italiane e da quel “modello italiano” di protezione sociale derivano, in termini concreti, le seguenti forme o catena di interventi:

1) assistenza alle vittime di grave sfruttamento e di quante si trovano in condizione di pericolosità o che rischiano di essere oggetto di violenza quando decidono di allontanarsi dai meccanismi di assoggettamento. L’assistenza non si limita al primo soccorso, ma la vittima può intraprendere un percorso di protezione sociale individualizzato, e pattuito con servizi specializzati di sostegno psicologico, sociale e sanitario, nonché di sostegno legale e giuridico.

2) processo di integrazione/inserimento sociale e lavorativo previsto dopo l’assistenza e il percorso di protezione sociale, la vittima –dopo il compimento del programma previsto che dura dodici mesi- può fruire di un permesso di soggiorno per motivi di lavoro in presenza di una occupazione formale;

3) realizzazione di un Numero Verde antitratta nazionale (800 290 290) che raccoglie le richieste di aiuto delle vittime del traffico e dello sfruttamento sessuale. La funzione del Numero Verde è quello di soccorrere le vittime di tratta che si sganciano dallo sfruttamento e che possono essere messe in contatto immediatamente con i servizi territoriali; si specifica che il Numero Verde in questione è strutturato in una postazione centrale ed in 14 posizioni locali e che tale linea telefonica è finanziata dal Dipartimento come cosiddetta Azione di sistema, prevista dal citato art. 18 t.u., per il supporto propedeutico ai programmi di assistenza ed integrazione sociale;

4) promozione della cooperazione allo sviluppo, con la realizzazione di programmi di rientro assistito, di formazione professionale attivata nelle aree di esodo delle vittime; a questo proposito si vuole fare cenno al Protocollo d’Intesa, sottoscritto nel luglio scorso dal Dipartimento, con il Ministero del lavoro, famiglia e pari opportunità del Governo Romeno, per combattere il fenomeno del traffico, attraverso progetti finanziati dal Fondo Sociale Europeo.

Il Dipartimento per le Pari Opportunità, in applicazione delle previsioni normative,sovrintende e coordina la realizzazione di programmi di assistenza ed integrazione sociale delle vittime e vorrei porre all’attenzione solo qualche dato, relativo alle attività : in applicazione dell’articolo 18 D.lgs 286/98 (comma 1) il Dipartimento per le pari opportunità, dal 2000 al 2008, ha bandito n. 9 Avvisi, pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, per la presentazione di progetti in questo ambito e ne ha co-finanziati n. 533 che interessano l’intero territorio nazionale. ( Tab. A in allegato)

Inoltre, in applicazione dell’art. 13 della legge 228/2003, che prevede l’istituzione di un “Fondo speciale” per la realizzazione programmi di assistenza, il Dipartimento ha emanato tre bandi, pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, per l’attuazione di progetti destinati alle vittime dei reati di riduzione in schiavitù o mantenimento in schiavitù o in servitù e di tratta di persone. Ad oggi il Dipartimento ha co-finanziato n. 49 programmi, elencati nella allegata tabella B.

Per brevità rinvio alla lettura delle tabelle allegate A e B e delle tabelle 1,2,3, contenenti, rispettivamente, i numeri: 1) delle persone contattate e che hanno ricevuto assistenza dal 2000 al 2007; 2) dei permessi di soggiorno ottenuti dal 2000 al 2007 3) degli interventi volti all’inserimento socio lavorativo attuati dai progetti art. 18 dal 2000 al 2007.

Tali programmi di assistenza ed integrazione sociale sono concretamente gestiti da Regioni ed Enti locali o organizzazioni non governative (ong) convenzionate con tali Istituzioni ed iscritte in un apposito registro.

Tra i vari compiti che il Ministero per le Pari Opportunità deve svolgere vi è quello di contribuire alla protezione ed al sostegno delle vittime della tratta. E, in questo contesto, come organo di coordinamento del monitoraggio del fenomeno, si colloca la gestione da parte del Dipartimento per le Pari Opportunità, della “Commissione Interministeriale per il sostegno alle vittime di tratta, violenza e grave sfruttamento”, che mi onoro di presiedere, e che vede al suo interno i rappresentanti dei Ministeri dell’Interno, di Giustizia, del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali.

La Commissione gestisce il fondo finanziario per l’erogazione di contributi economici (in misura del 70%) agli enti locali pubblici e a quelli privati convenzionati (registratati in un apposito Albo che ne certifica la professionalità e l’impegno sociale senza scolo di lucro) sulla base di progetti di protezione sociale. La Commissione, inoltre, svolge anche un ruolo di verifica dello stato di attuazione dei programmi e la loro efficacia, anche con sopralluoghi e valutazioni in itinere.

Dai progetti che le organizzazioni realizzano, emergono sia i dati relativi alle persone effettivamente “prese in carico” (che hanno volontariamente intrapreso percorsi di protezione individualizzati) che informazioni sul fenomeno e le caratteristiche strutturali che assume nei differenti territori. Dati ed informazioni sono contenuti nelle relazioni trimestrali che vengono inviate alla struttura tecnica della Commissione, che – in collaborazione con esperti del settore – redige la documentazione che diventa patrimonio conoscitivo dell’Intera Commissione, di tutto il Dipartimento e dei Ministeri direttamente coinvolti.

Al fine di ottimizzare gli interventi in materia anti –tratta, è stato costituito presso Il Ministero per le Pari Opportunità il Comitato di coordinamento delle azioni di Governo contro la Tratta degli esseri umani. Quest’organismo, istituito con Decreto del Ministro per le Pari Opportunità del 21.03.2007, si compone di rappresentanti delle associazioni della società civile (organizzazioni sindacali, del terzo settore, del mondo cattolico cattoliche e del no profit in generale) e di rappresentanti di Polizia di Sicurezza e di Polizia Giudiziaria, nonché di magistrati e studiosi del diritto. Il Comitato, strutturato in gruppi tematici, è un esempio di buona pratica; ha il compito di analizzare il fenomeno della tratta e le sue trasformazioni strutturali per delinearne gli aspetti quantitativi e qualitativi ed individuare innovativi scenari di intervento, anche in considerazione del crescente coinvolgimento delle Forze di polizia e dell’impegno della rete dei servizi territoriali.

Il Comitato ha tra i suoi obiettivi quello di definire strategie di intervento sociale in favore delle vittime di grave sfruttamento sessuale, lavorativo e di accattonaggio; nonché di contribuire alla sensibilizzazione dei mass media e dell’opinione pubblica sulle problematiche relative al traffico di esseri umani e alla privazione dei diritti che le persone trafficate subiscono. Infine, dato il carattere transnazionale del fenomeno, l’obiettivo è anche quello di definire modalità innovative di intervento anche nei paesi/regioni di maggior esodo delle persone trafficate, soprattutto per quanto concerne la protezione sociale.

E’ fondamentale, inoltre, fare riferimento all’Osservatorio sulla tratta di esseri umani, istituito con Decreto del Ministro per le Pari Opportunità del 21 marzo 2007, con la vocazione scientifica di studiare ed analizzare i fenomeni di grave sfruttamento sessuale, lavorativo e di accattonaggio.

Il principale impegno dell’Osservatorio sarà quello di monitoraggio del fenomeno e delle azioni poste in essere, al fine di fornirne una lettura aggiornata ed approfondita delle caratteristiche strutturali dei fenomeni di sfruttamento e di contribuire così alla loro ri-programmazione strategica, in termini di prevenzione, tutela e contrasto di livello nazionale e transnazionale.

L’Osservatorio sul fenomeno del traffico degli esseri umani si articolerà secondo le seguenti macrolinee di attività: elaborazione di strumenti 1) per il monitoraggio e l’analisi del fenomeno; 2) per il monitoraggio degli interventi realizzati dai progetti finanziati ai sensi dell’art.18 (T.U.. 286/98) e dell’art.13 (Legge 228/2003); 3) per il monitoraggio delle attività del Numero verde nazionale antitratta; nonché e lo sottolineo, funzioni di 4) raccolta di dati, elaborazione e lettura degli stessi e formulazione di stime; 5) elaborazione ed implementazione di un sistema informatico che consenta la più efficace raccolta, lettura ed elaborazione dei dati concernenti il fenomeno, nel pieno rispetto delle garanzie della riservatezza rispetto agli eventuali dati sensibili; 6) ricerche e studi sul fenomeno della tratta sia a livello nazionale che a livello internazionale.

Le azioni di questo organismo di coordinamento e di monitoraggio saranno di supporto sia alle attività del Comitato di coordinamento delle azioni di governo contro la tratta degli esseri umani che a quelle della Commissione interministeriale per il sostegno delle vittime di tratta, violenza e grave sfruttamento.

E, in particolare, mi permetto di sottolineare l’importanza strategica che andrà a rivestire la costituzione della banca dati relativa al fenomeno e sono convinta che lo sforzo congiunto dei tre Organismi contribuirà a consolidare l’intero Piano Nazionale Antitratta che l’Italia si è data.

Infine, mi permetto di anticipare in questa sede che il Ministro per le Pari Opportunità, on. Maria Rosaria Carfagna, in vista della prossima riunione del G8 del 2009, ha proposto al Governo di inserire nell’agenda un incontro interministeriale che affronti la tratta degli esseri umani con particolare riferimento allo sfruttamento lavorativo (lavoro forzato e paraschiavistico).

I passi intrapresi e quelli indicati confermano e rafforzano l’impegno italiano sul fronte della lotta al traffico degli esseri umani; l’Italia si offre come esempio di buona pratica nella consapevolezza che sono necessarie strategie internazionali, comuni e condivisi, per fronteggiare un fenomeno che per dimensioni quantitative e caratteristiche qualitative può essere definito, con una metafora, un mondo che attraversa il mondo.

Vi ringrazio per l’attenzione.
Isabella Rauti

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