Percorso:

Corriere dell’Umbria.it – Aborto farmacologico, le opposizioni: “Tesei ritiri subito la delibera della vergogna”

Reazioni a valanga, di ogni credo e di ogni provenienza, dopo che ieri il ministro Speranza ha annunciato che cambierà le linee guida dell’aborto farmacologico in seguito al nuovo parere sollecitato dalla giunta umbra. I primi a intervenire sono stati due consiglieri regionali di opposizione, Tommaso Bori (Pd) e Thomas De Luca (M5S). Il capogruppo Bori ha detto: “ La nostra battaglia sull’interruzione volontaria di gravidanza era giusta: la Giunta Tesei chieda scusa e cambi subito la delibera della vergogna”. Sulla stessa lunghezza d’onda De Luca:” L’aborto farmacologico è sicuro. La presidente Tesei si adegui, riporti l’Umbria nel 2020 e chieda scusa”. Nel corso della giornata le reazioni si sono susseguite senza sosta e, come da programma, hanno spostato nella politica l’arena della polemica. A levare gli scudi, tra gli altri, è la senatrice di Fratelli d’Italia, Isabella Rauti: “La scelta del Consiglio superiore di Sanità sembra ispirata da un furore ideologico più che dal rispetto della salute delle donne” e “oltre ad essere pericoloso e irresponsabile apre sempre di più a un sistema di interruzione di gravidanza ‘fai da te’”. Il mondo antiabortista non sta a guardare alla finestra. Per Toni Brandi e Jacopo Coghe, presidente e vice presidente di Pro Vita e Famiglia “non c’è Speranza per questo governo, un ministro che approfitta ora dell’estate per far tornare le donne a casa mezz’ora dopo aver assunto il medicinale per abortire. Con un colpo di mano si legalizza di fatto l’aborto a domicilio, fregandosene della salute delle donne”. 
“Le nuove linee guida sono una risposta civile e moderna che spazza via ogni concezione medievale del ruolo delle donne e ogni tentativo di rimettere indietro le lancette dell’orologio della storia. Ci aspettiamo che la presidente della Regione Umbria chieda scusa alle donne, convochi immediatamente la Giunta, revochi quella pessima delibera che non doveva essere adottata e garantisca la piena applicazione di una legge come la 194”, ha detto il deputato Dem umbro, Walter Verini. “Le nuove linee guida mettono nero su bianco che la pillola abortiva RU486 può essere usata in day hospital fino alla nona settimana di gravidanza. Si tratta di un traguardo importante per le donne che si trovano a dover ricorrere a un’interruzione di gravidanza”, ha detto anche la senatrice umbra del MoVimento 5 Stelle Emma Pavanelli. Sull’argomento è intervenuta con un post anche la ex governatrice, Catiuscia Marini: “Quindi la delibera assunta dalla Giunta regionale Umbria precedente legislatura non solo era corretta ma coerente con le linee guida sanitarie che ora ISS e Ministero della Salute confermano dalla parte della salute delle donne senza ideologie reazionarie e senza vestali della rappresentanza ma con la coerenza di valori e conoscenza obiettiva dei doveri istituzionali, della legislazione e dell’amministrazione, in una parola della Laicità dello Stato”.

[Fonte: corrieredellumbria.corr.it]

Questa voce è stata pubblicata in Dip. FDI - Rassegna stampa, Rassegna stampa.