Percorso:

Martedì 20 luglio ore 19:00  – Conferenza “Attacco alla famiglia – ddlzan e dintorni”, secondo piano del Castello a Conversano

Ospiti: Jacopo Coghe, Vicepresidente Provitaefamiglia; Leo Binetti, Centro Studi Livatino

Introduce: Manuela Antonacci, coordinatrice regionale di Provitaefamiglia

Modera: Silvia Serena Perrone, referente regionale pari opportunità famiglia valori non negoziabili – Fratelli d’Italia Puglia

Grandissima la partecipazione, sala convegni del Castello di Conversano piena per l’occasione.
Il tema è stato approfondito sia dal punto culturale-filosofico-giuridico dall’avv. Leo Binetti del Centro Studi Livatino che dal punto di vista antropologico dal vice presidente di Provitaefamiglia, Jacopo Coghe.
Una sfida quella culturale ed antropologia che da anni abbiamo accettato e alla quale anche in questi giorni non ci stiamo sottraendo né come associazioni né come partito.
Come cittadini, come mamme e papà, come persone impegnate nell’associazionismo o in politica,  ci siamo sentiti in diritto dovere di scendere nell’Agorà per confutare quella che è per noi una legge liberticida, ideologica e che non riduce  ed elimina le discriminazioni così come in maniera equivoca viene detto dai proponenti del ddlzan. Al contrario ne crea di nuove.
In realtà si vorrebbe  a botte di denunce penali multe  e carcerazioni silenziare chi non è d’accordo con l’utero in affitto, ad introdurre nelle scuole la teoria del gender attraverso progetti o la  giornata del 17 maggio, alle adozioni dei bambini da parte delle coppie omosessuali, a considerare le unioni civili  egualitarie al matrimonio. 
I paladini dei diritti e del rispetto in maniera coercitiva, vorrebbero togliere il diritto di libertà educativa, libertà di culto, libertà di pensiero, parola, opinione, stampa a chi non la pensa come loro. 
Vogliamo essere liberi di poter dire  Viva la  mamma e non genitore 2,  che la festa del papà non va abolita. 
Vogliamo essere liberi di dire che i bambini hanno diritto ad avere una mamma ed un papà senza rischiare denunce penali e carcere. 
Vogliamo essere liberi di dire che la pratica dell’utero in affitto è un’ offesa alle donne ed una barbarie, e questa sì che dovrebbe diventare un reato universale. 
Non vogliono prendere atto i sostenitori di questa iniqua legge che la maggioranza dei italiani, degli europei e del mondo vuole restare libera e rifiuta la  dittatura del pensiero unico dilagante, dentro e fuori le istituzioni e i parlamenti. 
Attaccare la famiglia ed i bambini è un atto di suicidio da parte dello Stato che lo permette. Senza famiglia non esisterebbe lo Stato, la Nazione, né futuro.
Il ddlzan va bocciato dal Parlamento Italiano senza se e senza ma. Ci aspettiamo che ciò avvenga il prossimo settembre e che tutto il tempo perso per questa inutile e ridicola legge sia recuperato in favore di politiche giovanili e del lavoro, del welfare, della sanità,  del sostegno alla famiglia e alla natalità, trasporti e infrastrutture, scuole e università.

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