Percorso:

Interrogazioni a risposta scritta – Atto n. 4-04525 – Ai Ministri dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e della salute

Atto n. 4-04525

Pubblicato il 26 novembre 2020, nella seduta n. 278

RAUTI – Ai Ministri dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e della salute. -Premesso che:

si apprende da organi di stampa che nel comune di Borgo Mantovano (Mantova), nato nel 2017 dalla fusione tra Revere, Villa Poma e Pieve di Coriano, nella località di Pieve di Coriano, è stata concessa alla società Mantova Ambiente, appartenente alla multiutility locale TEA, l’autorizzazione per il “revamping” dell’impianto di trattamento della frazione organica del rifiuto solido urbano (FORSU) con l’esclusione della procedura di Valutazione dell’Impatto Ambientale (V.I.A.);

l’autorizzazione, data dalla Provincia di Mantova non permette, quindi, la preventiva individuazione, sia quantitativa che qualitativa, degli eventuali impatti negativi sul territorio e degli effetti generati dalla produzione di biometano derivante dalla digestione di 80.000 tonnellate all’anno, suddivise tra FORSU (50.000 t) e “sfalci” (30.000 t), sull’ambiente, sulla biodiversità e sulla salute degli abitanti; e proprio su tale questione l’associazione “Ambiente e Vita” di Borgo Mantovano ha presentato nel settembre 2020 un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica;

premesso altresì che l’impianto di biometano da FORSU di Pieve di Coriano non è previsto nel piano regionale dei rifiuti, e tutta la FORSU prodotta nel territorio dell’Oltrepò mantovano viene già lavorata nell’impianto di compostaggio aerobico funzionante a Pieve di Coriano nel pieno rispetto della gerarchia europea della gestione dei rifiuti e l’aumento del trattamento della FORSU, proveniente da altri luoghi, potrebbe anche causare un ulteriore incremento dell’inquinamento legato anche al trasporto su gomma;

considerato che:

nella stessa zona del basso mantovano sono già presenti due centrali termoelettriche a metano, una dell’azienda “A2A Gencogas” a Sermide (15 chilometri da Pieve di Coriano), e una dell’azienda “EP Produzione” nel Comune di Ostiglia (5 chilometri da Pieve di Coriano,) per la quale è stato presentato recentemente al Ministero dell’ambiente un progetto di potenziamento;

nello stesso comune di Borgo Mantovano, in località Revere (3 chilometri da Pieve di Coriano) è in avanzato stato di costruzione e prossimo ad essere ultimato un altro impianto di biometano, che utilizzerà circa 37.000 t/anno di FORSU e 13.000 t/anno di “sfalci”;

tale produzione energetica, con risvolti inquinanti, è concentrata in un’area ristretta e limitrofa alle aree protette dell’Isola Boschina, della zona di protezione speciale (ZPS) Viadana – Portiolo -San Benedetto Po – Ostiglia, comprese le Paludi del Busatello, e sia l’impianto di biometano di Revere che quello di Pieve di Coriano rientrano nella “zona buffer”, una delle tre aree della Riserva MaB-UNESCO Po Grande, riconosciuta nel 2019;

considerato altresì che:

tutto il territorio è attualmente interessato da una procedura di infrazione europea per le polveri sottili, essendo posto all’interno della pianura Padana nota per la bassa pressione e per essere poco ventilata, fattori determinanti per il ristagno dell’inquinamento;

gli effetti dell’esposizione alle polveri sottili PM10 e PM 2,5 sull’incidenza delle malattie respiratorie sono ormai comprovati, esistono, infatti, studi che correlano la maggior virulenza della pandemia di coronavirus in quelle zone dove i tassi di inquinamento dell’aria sono maggiori;

il fattore di pressione è un elemento da considerare per la corretta applicazione del principio di precauzione al fine di impedire di aprire o potenziare impianti in zone già sottoposte a stress ambientale,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano al corrente della situazione descritta;

come intendano intervenire riguardo all’esclusione della procedura di V.I.A. per il “revamping” dell’impianto di Pieve di Coriano e alla concentrazione territoriale dei diversi impianti di biometano, e quali misure vogliano adottare per preservare l’ambiente naturale, la salute e la qualità della vita degli abitanti di quest’area del basso mantovano, già soggetta all’azione di agenti inquinanti dovuti, in parte, proprio all’alto numero di impianti biogas esistenti.

[Fonte: www.senato.it]

RAUTI interrogazione Basso Mantovano
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Questa voce è stata pubblicata in Attività parlamentare nel collegio elettorale di Mantova, Interrogazioni prima firmataria.