Percorso:

Interrogazione a risposta orale – Atto n. 3-01899 – Ai Ministri della salute e dell’interno

Atto n. 3-01899 (con carattere d’urgenza)

Pubblicato il 8 settembre 2020, nella seduta n. 255

ZAFFINI , IANNONE , RAUTI , URSO , GARNERO SANTANCHE’ , LA PIETRA , MAFFONI , NASTRI , RUSPANDINI , TOTARO , CALANDRINI , DE BERTOLDI – Ai Ministri della salute e dell’interno. –

Premesso che:

nei giorni scorsi, Walter Ricciardi, professore di Igiene dell’Università Cattolica e consulente del Ministero della salute, esprimendosi in merito alla rapida risalita della curva epidemica, ha affermato che abbassare la guardia ora potrebbe essere controproducente tra due o tre settimane per la diffusione dei contagi, con il rischio così di mettere a repentaglio gli sforzi di contenimento post lockdown, anche in vista del voto del 20-21 settembre;

Ricciardi, come riportato dalla stampa nazionale, ha affermato: “dobbiamo mettere sotto controllo questa curva epidemica che si è rialzata. Da noi si è rialzata poco. Ma in altri Paesi come la Spagna e la Croazia si è rialzata moltissimo. Ecco, in quei Paesi oggi non si potrebbe votare. In Italia ancora sì. A maggior ragione si potrà votare se tutte le fasce di età, specie quella tra i 20 e i 40 anni, rimodificano positivamente i propri comportamenti. Se questo viene fatto, sicuramente si potrà andare a votare e riprendere la scuola. Se invece questo non succede e la circolazione del virus riaumenta, ci troveremo nelle condizioni, come in altri Paesi, in cui queste attività sono messe a rischio. Speriamo di no”;

al riguardo preme ribadire la necessità di garantire agli elettori l’inalienabile diritto a esprimersi nei tempi stabiliti;

garantire tale diritto, compatibilmente con l’andamento dell’epidemia, non significa contemplare l’ipotesi di rinviare per la seconda volta l’election day, ma predisporre tutte le misure necessarie per consentire lo svolgimento della consultazione elettorale in totale sicurezza, al pari di quanto già fatto per la riapertura e la ripresa di tutte le attività del Paese e per garantire l’esercizio del diritto di voto a tutti gli elettori, ivi compresi quelli sottoposti a trattamento domiciliare o in condizioni di quarantena o di isolamento fiduciario per COVID-19;

in recepimento di quanto disposto dall’articolo 1-ter del decreto-legge 20 aprile 2020, n. 26, il Governo ha predisposto un “Protocollo sanitario e di sicurezza per lo svolgimento delle consultazioni elettorali e referendarie dell’anno 2020” e ha emanato un apposito decreto-legge (il decreto-legge 14 agosto 2020, n. 103) concernente “Modalità operative, precauzionali e di sicurezza per la raccolta del voto nelle consultazioni elettorali e referendarie dell’anno 2020”;

il Protocollo sanitario individua, tra l’altro, le condizioni necessarie per garantire l’accesso in sicurezza ai seggi prevedendo, in particolare che: non sia rilevata la temperatura corporea, perché il CTS non lo ritiene necessario; sia rimesso alla responsabilità di ciascun elettore il non recarsi alle urne in caso di sintomatologia respiratoria o di temperatura corporea superiore a 37.5°C o si è stati in isolamento domiciliare o quarantena nei 14 giorni precedenti; elettori e rappresentanti di lista debbano indossare le mascherine, mentre per i componenti dei seggi, si specifica che debbano indossare la mascherina chirurgica;

il decreto-legge n. 103 del 2020 prevede, tra l’altro, il voto domiciliare per chi sia in quarantena o in isolamento domiciliare, ma impone, a carico degli interessati, nonché dei Comuni e delle ASL, una serie di adempimenti, come il rilascio/ottenimento dei certificati di quarantena e isolamento, cui né gli uni né gli altri saranno in grado di far fronte;

considerato che:

la misurazione della temperatura per l’accesso ai locali che ospitano i seggi è indispensabile, al pari di quanto avviene per l’accesso nei luoghi di lavoro: sebbene la permanenza dell’elettore all’interno dei locali sia relativamente breve, l’elevato numero di accessi nel medesimo ridotto spazio dei seggi rende necessaria la rilevazione della temperatura corporea all’ingresso;

il divieto di accesso ai locali dei seggi in caso di sintomatologia respiratoria o di temperatura corporea superiore a 37.5°C o di quarantena o isolamento domiciliare nei 14 giorni precedenti o di contatto con persone positive negli ultimi 14 giorni non può essere rimesso all’esclusivo buon senso dell’elettore;

a parere dell’interrogante, è necessario che i seggi dispongano dell’accesso a una banca dati nazionale che contenga i nominativi e gli estremi di tutti i soggetti sottoposti a misure di quarantena o isolamento: in tal modo il controllo sarebbe immediato ed efficace; la disponibilità di tale banca dati è indispensabile anche per evitare la farraginosità del meccanismo previsto dal decreto-legge n. 103 del 2020 per il voto domiciliare dei soggetti sottoposti alle citate misure, farraginosità che non solo fungerebbe da deterrente anche per il più determinato elettore, ma, considerando l’elevatissimo numero di elettori sottoposti alle misure di quarantena e isolamento, comporterebbe un aggravio di adempimenti insostenibili, soprattutto per i piccoli Comuni, e minerebbe l’efficacia, nonché il corretto e snello funzionamento del meccanismo del voto domiciliare, oltre a compromettere di fatto l’esercizio del diritto di voto da parte degli elettori in condizioni di trattamento domiciliare o di quarantena o di isolamento fiduciario per COVID-19;

è necessario che tutti i soggetti che accedono ai seggi siano dotati di mascherine chirurgiche e non solo i componenti dei seggi, anche tenendo apposite scorte all’ingresso per chi ne fosse sprovvisto,

si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo non intendano rivedere le disposizioni del Protocollo sanitario e del decreto-legge n. 103 del 2020, in modo da garantire l’effettivo svolgimento in sicurezza della prossima tornata elettorale, nonché la reale possibilità per gli elettori in condizioni di trattamento domiciliare o di quarantena o di isolamento fiduciario per COVID-19, di esercitare il proprio diritto di voto, senza dover provvedere ad una serie di adempimenti per i quali è invece indispensabile un automatismo, che garantirebbe snellezza alle procedure e sostenibilità delle stesse per tutti i soggetti coinvolti.

[Fonte: www.senato.it]

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