Percorso:

116ª Seduta Pubblica – Interrogazioni a risposta immediata ai sensi dell’articolo 151-bis del Regolamento – Question Time al Ministro Trenta sul tema dell’inclusione scelto per la sfilata militare ai Fori Imperiali del 2 giugno 2019

Il Question Time al Ministro Trenta sul tema dell’inclusione scelto per la sfilata militare ai Fori Imperiali del 2 giugno 2019

RESOCONTO STENOGRAFICO

PRESIDENTE. La senatrice Rauti ha facoltà di illustrare l’interrogazione 3-00867 sul tema scelto per la sfilata militare del 2 giugno 2019, per tre minuti.

RAUTI (FdI). Signor Presidente, signor Ministro, l’inclusione è il tema scelto quest’anno per la tradizionale parata militare ai Fori imperiali del 2 giugno. Un evento che di per sé è inclusivo, proprio perché si svolge in occasione della Festa della Repubblica, ricorrenza che unisce tutti gli italiani. Ma tra i compiti delle Forze armate ricordiamo: la difesa dello Stato, la sicurezza e la sovranità nazionale, la protezione dei confini della Patria, la costruzione e il mantenimento della pace nelle missioni internazionali, interventi in caso di calamità naturale, difesa collettiva in operazioni in ambienti complessi. Insomma, le Forze armate non sono organizzazioni non governative né associazioni di volontariato, e non è loro compito istituzionale combattere l’emarginazione sociale, né scambiare fucili con borse di studio per la pace, come ha chiesto e proposto il presidente Conte.

La parata del 2 giugno è, o dovrebbe essere, occasione per celebrare ed onorare l’impegno dei militari e rafforzare il senso dell’appartenenza nazionale. È proprio questa specificità delle Forze armate che andrebbe onorata e rispettata in occasione della ricorrenza del 2 giugno, ricordando sempre, ogni giorno, che i militari sono servitori dello Stato e ambasciatori dell’Italia nelle missioni all’estero. (Applausi dai Gruppi FdI e L-SP-PSd’Az).

L’aver dedicato la parata del 2 giugno al tema dell’inclusione ci sembra, signor Ministro, un’ipocrisia ideologica, un’alterazione politica e anche un mancato riconoscimento della vocazione principale delle Forze armate. Pur condividendo l’ottica che la strategia dual use non potrebbe essere diversa, riteniamo che la scelta finisca per privilegiare l’impegno civile con una deminutio dei valori militari che sono proprio quelli che una parata delle Forze armate dovrebbe celebrare.

Insomma, signor Ministro, più che una parata sarà una sfilata, più dai colori arcobaleno che dai colori del Tricolore. Buona festa buonista, signor Ministro. Peace and love!

PRESIDENTE. Il ministro della difesa, onorevole Trenta, ha facoltà di rispondere all’interrogazione testé illustrata, per tre minuti.

TRENTA, ministro della difesa. Peace and love a lei, senatrice! (Il Ministro rivolge il gesto cosiddetto di peace and love all’indirizzo della senatrice Rauti. Applausi dal Gruppo M5S. Proteste dal Gruppo FdI).

PRESIDENTE. Signor Ministro, non capisco questo gesticolare. Si rivolga all’Assemblea e si rivolga a me. (Applausi dal Gruppo FdI).

VOCE DAL GRUPPO FDI. Un Ministro che fa i gesti all’Assemblea!

PRESIDENTE. Il Ministro della difesa… (Proteste dal Gruppo FdI).

TRENTA, ministro della difesa. Non ho fatto il gesto delle corna, ma quello di peace and love.

PRESIDENTE. Ho appena detto che non trovo comprensibile questo tipo di gesticolazione, non idoneo a quest’Aula. L’ho appena detto. (Applausi dal Gruppo FdI).

TAVERNA (M5S). Lo dica a loro!

PRESIDENTE. Signor Ministro, per cortesia, risponda all’interrogazione illustrata.

TRENTA, ministro della difesa. Signor Presidente, la risposta all’interrogazione oggi in discussione mi consente di chiarire con esattezza una questione oggetto di particolare interesse ed evidenza mediatica, nell’auspicio che tale intervento possa dissipare tutti i dubbi e non dia spazio a strumentalizzazioni e interpretazioni di parte.

La festa della Repubblica è la festa di tutti i cittadini e di tutti i militari che rappresentano la Repubblica e i valori di unità che essa sottende. Per tale motivo, come parte essenziale della Repubblica, i militari rappresentano l’incarnazione stessa dei principi e dei valori costitutivi dello Stato. Il concetto di inclusione è interno alla difesa. Inclusione vuol dire considerare come parte integrante della compagine difesa tutti i militari che hanno rischiato la vita per il servizio e che, ad esempio, si sono ammalati a seguito del loro impiego nei teatri operativi. Questi militari per tanto tempo non hanno trovato un riconoscimento formale e solo ora, finalmente, si sta facendo chiarezza sulla genesi delle patologie collegate all’esposizione ad agenti nocivi, con il preciso intento di ridurre al minimo, se non addirittura eliminare, ogni fattore di rischio per la salute dei militari impiegati.

L’occasione di questa ricorrenza così speciale per la storia della Repubblica mi ha imposto di tenere tutti nella loro debita considerazione, affinché nessuno, nella difesa, debba rimanere indietro. Per tale motivo, nel corso della sfilata avremo con noi rappresentanti delle vittime del dovere e delle famiglie di coloro che sono caduti per il bene della Patria. (Applausi dal Gruppo M5S).

Inclusione vuol dire che, per la prima volta, parteciperanno i civili della Difesa e per la prima volta la riserva selezionata. La diversità delle scelte e delle abilità è un patrimonio comune e rispettare l’autodeterminazione delle persone è necessario perché un Paese si mantenga vivo e competitivo, anche nella considerazione solidale per chi ha maggiormente pagato per il proprio impegno.

Tali considerazioni e argomentazioni mi consentono di affermare che la dedica della parata della festa della Repubblica al tema dell’inclusione non possa costituire una sorta di deminutio dei valori militari o un mancato riconoscimento della vocazione principale delle Forze armate. Anzi, è un ringraziamento dovuto a tutti coloro che hanno dato la vita e sacrificato parte importante di essa per servire la patria. È la festa degli eroi del Paese, anche di quelli che, ammalatisi per il servizio, sono transitati al ruolo civile.

In tale ottica, il tema che ha ispirato l’organizzazione dei festeggiamenti per il 2 giugno mi pare del tutto coerente con la vocazione delle Forze armate ed in perfetta armonia con il dettato costituzionale. (Applausi dal Gruppo M5S).

PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica il senatore La Russa, per due minuti.

LA RUSSA (FdI). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LA RUSSA (FdI). Signor Presidente, io ho sempre apprezzato i Ministri della difesa degli ultimi Governi, a partire dalla senatrice Pinotti. Questa volta, però, proprio non siamo soddisfatti, perché la toppa che il ministro Trenta ha cercato di mettere al buco ci sembra colorata e la rende ancora più visibile.

Io ho capito, signor Ministro, che lei si è vergognata di aver fatto capire che questa storia dell’inclusione fosse un attacco a chi ha altre visioni, per esempio sul tema dell’immigrazione, che fosse un attacco al suo presunto alleato Salvini. Adesso ha cercato di aggiustare tale storia, ma non è andata come dice lei. Angelo Tofalo, il suo Sottosegretario, del MoVimento 5 Stelle (che ha applaudito senza leggere i comunicati), un’ora fa ha detto che ha cercato per un anno di stare accanto al ministro Trenta e di spiegarle che il nemico non è Salvini o chissà chi altro ma che, purtroppo, il Ministro ha deciso di fare valutazioni diverse. Non lo dico io, lo dice il suo Sottosegretario.

E stia tranquilla: Gianfranco Paglia e Luca Barisonzi, medaglie d’oro ferite in Afghanistan e in altre missioni, non hanno bisogno della sua inclusione, perché sono già nel cuore delle Forze armate e di tutti gli italiani, senza bisogno che lei dedichi loro il 2 giugno. (Applausi dai Gruppi FdI e L-SP-PSd’Az).

Vede, quando al Presidente del Consiglio, che ha detto che vendeva sette fucili per creare una borsa di studio, hanno chiesto cosa avrebbero fatto i sette militari senza fucile, egli ha risposto che li avrebbe messi nelle retrovie a parlare di pace. E lei non ha detto una parola; quasi che non siano tutti i militari, con il loro impegno, a difendere ogni giorno in armi la pace! Non sono certo amanti della guerra, i militari! (Applausi dai Gruppi FdI e L-SP-PSd’Az).

Caro ministro Trenta, noi, più che la bandiera arcobaleno, amiamo il Tricolore. Amiamo il Tricolore. (I senatori del Gruppo FdI espongono il Tricolore. Applausi dal Gruppo FdI e della senatrice Bonfrisco).

PRESIDENTE. No, mi stupisce…

LA RUSSA (FdI). E siccome, come insegna il proverbio, dopo il trenta verrà il trentuno, speriamo che lei passi presto.

PRESIDENTE. Sospendo la seduta.

(La seduta, sospesa alle ore 15,46, è ripresa alle ore 15,48).

Resoconto stenografico della seduta n 116 del 30-05-2019
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