Milano, 11 apr. (LaPresse) – “La sicurezza oggi non coincide solo con gli strumenti militari in senso stretto ma riguarda la protezione delle reti, dei nodi logistici, delle dorsali energetiche e digitali, della capacità di risposta nazionale alle minacce ibride e alla guerra dei droni”, ha aggiunto Rauti, sottolineando la necessità di investire per difesa e sicurezza, secondo una visione strategica di sistema nella produzione industriale e nell’impiego delle nuove tecnologie.Rauti ha infine ricordato che l’obiettivo del 5% del Pil indicato dalla Nato agli Alleati entro il 2035 prevede un 3,5% per spese militari e di difesa e un 1,5% per la sicurezza, con investimenti destinati alla protezione delle infrastrutture critiche, alla resilienza delle reti, alle comunicazioni, all’energia, all’innovazione tecnologica e alla cyber security. Rafforzare la difesa nazionale ed europea, ha concluso, “non è più una scelta ma una necessità per garantire pace, libertà, democrazia, sovranità e tutela degli interessi nazionali”. POL NG01 lrs 111229 APR 26
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