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lalpino.net – Cortina, il “Sistema Italia” delle Olimpiadi: alpini e Joint Task Force modello per il futuro

anaLe Olimpiadi e Paralimpiadi di Milano Cortina 2026 non solo come grande evento sportivo, ma come occasione per costruire un modello organizzativo stabile capace di integrare istituzioni, imprese, mondo militare e volontariato. È questo il messaggio emerso dalla “Conversazione Sistema Italia – per una società più inclusiva”, incontro promosso dall’europarlamentare Elena Donazzan, Assosport e Fondazione Cortina, e ospitato giovedì 12 al Dolomiti Lounge di Cortina d’Ampezzo.
Il confronto ha posto al centro una riflessione precisa: non disperdere l’esperienza costruita attorno ai Giochi, trasformandola in un modello replicabile per il futuro. In questo quadro, uno dei temi più rilevanti emersi nel dibattito è stato il ruolo della Joint Task Force interforze, indicata da diversi relatori come la principale innovazione organizzativa nata nel percorso di preparazione olimpica.

Il dispositivo, sviluppato progressivamente tra il 2024 e il 2025 nell’ambito della Difesa, ha consentito di costruire una piattaforma di coordinamento tra amministrazioni pubbliche, strutture militari e realtà civili impegnate nell’organizzazione dei Giochi. Un sistema operativo che, secondo quanto emerso nel dibattito, rappresenta un precedente significativo nel panorama dei grandi eventi italiani.
Nel suo intervento, la sottosegretaria alla Difesa Isabella Rauti ha ripercorso proprio la nascita di questo modello, spiegando come il lavoro iniziale avviato nel 2024 sia evoluto nel 2025 nella costituzione della Joint Task Force interforze, chiamata a coordinare operativamente il contributo della Difesa alla macchina organizzativa olimpica.

Tra gli elementi più innovativi del sistema è stato sottolineato l’inserimento dei volontari dell’Associazione Nazionale Alpini all’interno della linea di comando militare, un passaggio che ha rappresentato un’esperienza inedita di integrazione tra sistema militare e volontariato organizzato.
Il tema è stato ripreso anche nell’intervento conclusivo del secondo panel dal presidente nazionale dell’Associazione Nazionale Alpini Sebastiano Favero, che ha evidenziato come la disponibilità dei volontari alpini rappresenti una risorsa preziosa per il Paese. Favero ha sottolineato che l’esperienza maturata durante la preparazione dei Giochi dimostra la possibilità concreta di integrare competenze civili e militari in un unico sistema operativo, valorizzando lo spirito di servizio e la capacità organizzativa del volontariato alpino.
Secondo il presidente ANA, proprio questo modello potrebbe costituire la base per sviluppare in prospettiva una forma di riserva volontaria, capace di mettere a disposizione dello Stato professionalità e competenze in occasione di emergenze o grandi eventi, consolidando il rapporto tra società civile e istituzioni.

Nel corso dell’incontro non è mancato anche il contributo del mondo industriale dello sport, protagonista del primo panel con gli interventi di Emilio Fontana (Amer Sports), Arianna Colombari (Tecnica Group), Cristiano Barbazza (Rudy Project) e Tommaso Balasso (Diversity and Inclusion in Sports). I rappresentanti delle aziende hanno evidenziato come i grandi eventi sportivi costituiscano un importante motore di innovazione tecnologica, ricerca sui materiali e sviluppo di soluzioni sempre più avanzate per l’attività agonistica, confermando il ruolo strategico dell’industria sportiva italiana nel sistema olimpico.
Il dibattito ha inoltre evidenziato come il volontariato italiano – fondato su gratuità, disponibilità e coesione sociale – rappresenti già oggi un riferimento a livello europeo, in particolare nel campo della protezione civile.

A chiudere l’incontro è stata la vicepresidente del Parlamento europeo Antonella Sberna, che ha richiamato l’importanza di trasformare l’esperienza organizzativa maturata con Milano Cortina 2026 in una vera “legacy” istituzionale, capace di essere codificata e replicata anche in futuro.

Dal confronto di Cortina emerge dunque un’indicazione chiara: il valore dei Giochi non sarà solo nelle infrastrutture o nelle competizioni sportive, ma nella capacità di aver costruito un modello di cooperazione nazionale in cui istituzioni, imprese, Difesa e volontariato – con il contributo decisivo degli alpini – hanno saputo operare come un unico sistema. Un patrimonio di esperienza che, secondo molti degli interventi, merita ora di essere stabilizzato e sviluppato anche oltre l’appuntamento olimpico.

[Fonte: lalpino.net]

Questa voce è stata pubblicata in Rassegna stampa, Rassegna stampa - Sottosegretario alla Difesa.