Percorso:

ITALIAchiamaITALIA.it – Rauti, ‘non si può chiudere dialogo con Salvini’. Fini, ‘destra scomparsa: ex An devono riprovarci’

‘Sarebbe il modo migliore per ricordare, vent’anni dopo il congresso di Fiuggi, la nascita di quella destra di stampo europeo, di cui oggi si sono perse, purtroppo, le tracce’

Gianfranco Fini torna a farsi sentire. Il centrodestra è attualmente in crisi, in Forza Italia è guerra aperta, l’Ncd di Angelino Alfano non è mai decollato, Area Popolare è divisa. Solo la Lega continua a macinare consensi, ma non basta. Così l’ex leader di Alleanza Nazionale prende carta e penna e con un intervento pubblicato dal Corriere della Sera lancia un messaggio: bisogna fare uscire la destra dalla marginalità e dalla tendenza a vivacchiare. “Credo che, a prescindere dalle scelte di ognuno negli ultimi anni, coloro che hanno rappresentato Alleanza nazionale abbiano il dovere almeno di provarci”, commenta Fini.

Hanno il dovere di riprovarci, gli ex An, “non per riportare indietro le lancette dell’orologio, ma per rispetto verso una comunità umana e politica. Sarebbe il modo migliore per ricordare, vent’anni dopo il congresso di Fiuggi, la nascita di quella destra di stampo europeo, di cui oggi si sono perse, purtroppo, le tracce”.

Per l’ex presidente della Camera “l’elezione di Sergio Mattarella ha evidenziato la desolante condizione del centrodestra, balcanizzato e privo di credibilità come alternativa al Pd”. Le responsabilità? “Non sono solo di Berlusconi – personalmente non mi considero esente da colpe” ma, scrive tra l’altro l’ex leader di An e poi di Fli “quel che deve far riflettere è la scomparsa della destra qual è stata rappresentata da Alleanza nazionale: una forza politica che ambiva ad agire con cultura di governo, aliena cioè a demagogie e populismi, anche quando si trovava all’opposizione”.

IL COMMENTO Isabella Rauti, portavoce del movimento Prima l’Italia e moglie di Gianni Alemanno, in una nota commenta l’articolo dell’ex presidente della Camera: “la proposta di Gianfranco Fini di rifondare una casa comune per la destra, riprendendo l’eredità di Alleanza Nazionale, è giusta – e infatti ci stiamo lavorando da tempo – ma rimangono fuorvianti i contenuti proposti dall’ex Presidente della Camera. Per essere una destra di governo non è obbligatorio né indispensabile aderire ed appiattirsi su tutti i luoghi comuni del Partito Popolare Europeo”.

“Non si possono semplicisticamente screditare e liquidare come populismo le critiche contro l’euro che oggi stanno crescendo in tutta Europa – e fortemente anche in Italia – e non si può vedere nella rivendicazione dell’identità e sovranità nazionale un ritorno al vecchio nazionalismo del secolo scorso. Soprattutto, dopo che An ha governato per vent’anni con la Lega di Bossi, non si può chiudere la porta ad un dialogo propositivo con Matteo Salvini, che insieme a Fratelli d’Italia rappresentano le uniche forze politiche che hanno il coraggio di fare una vera opposizione a Matteo Renzi”. “E, infine, non si può – prosegue Rauti – continuare a ripetere i vecchi schemi demonizzanti nei confronti di un movimento che ha già raccolto il consenso di un quarto dei francesi, come il Front National di Marine Le Pen. Quindi, costruiamo la casa comune della destra, ma senza farci dettare la nostra identità dalla cultura dominante e dagli stereotipi della sinistra. Il dibattito deve essere libero, senza schemi precostituiti, ed è per questo che invitiamo tutti alla manifestazione promossa da Prima l’Italia domenica 8 febbraio alle ore 10.30 al cinema Adriano di Roma dal titolo: “#UnNuovoInizio: riaggregare la Destra in una nuova Alleanza per l’identità e la sovranità nazionale”.

[Fonte: www.italiachiamaitalia.it]

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