Il Premio Eccellenza Donne nella Difesa racconta il contributo delle donne nelle Forze Armate italiane: oltre 25 mila militari tra missioni internazionali, operazioni sul campo e servizio allo Stato.
Pari non significa uguali: «La diversità è sempre una risorsa e la presenza femminile nelle Forze Armate è una risorsa strategica per la Difesa italiana». Con queste parole il sottosegretario alla Difesa Isabella Rauti ha aperto la prima edizione del Premio Eccellenza Donne nella Difesa, il riconoscimento ideato per valorizzare il contributo delle donne in uniforme e raccontare il percorso compiuto dalla Difesa italiana negli ultimi venticinque anni. Il premio nasce in vista della Giornata internazionale della donna e mette al centro il lavoro quotidiano delle donne che servono lo Stato nelle Forze Armate, nelle missioni internazionali e nelle strutture dell’Amministrazione della Difesa.
«Ciascuna delle premiate ha scritto, con il proprio servizio silenzioso e prezioso, una pagina importante della storia della Difesa italiana», ha sottolineato il sottosegretario Rauti. «I loro successi sono frutto di merito, talento e impegno e sono dedicati a tutte le ragazze che in loro vedono un esempio e a tutte le colleghe che le hanno precedute o che oggi marciano accanto a loro». Il ministro della Difesa Guido Crosetto, impegnato nel seguire in prima persona il delicato momento internazionale, ha affidato il suo intervento a un messaggio letto nel corso della cerimonia. Nel suo intervento scritto ha sottolineato come la presenza femminile rappresenti ormai una componente strutturale dello strumento militare italiano. «Oggi oltre 25 mila donne servono lo Stato nelle Forze Armate italiane», ha affermato il ministro, ricordando come questa presenza rappresenti circa il 9% del personale militare complessivo, con un trend di crescita costante. «Essere parte delle Forze Armate significa lavorare insieme con responsabilità e consapevolezza», ha aggiunto. «Prospettive diverse generano approcci diversi e rendono le organizzazioni più forti».
Durante la cerimonia sono stati attivati collegamenti con i contingenti italiani impegnati in Libano nella missione ONU UNIFIL, nell’ambito dell’Operazione Leonte, e in Kosovo con la missione NATO KFOR. Dal Libano è arrivata anche la testimonianza del tenente psicologo Tagliacozzo, che ha raccontato il ruolo delle donne nelle attività sul campo. «La difesa non significa solo sicurezza militare», ha spiegato. «Significa anche proteggere le persone e soprattutto le donne, che spesso rappresentano il cuore delle comunità locali. Le nostre soldatesse riescono a entrare in contatto con loro, ad ascoltarle, a costruire relazioni che altrimenti sarebbero impossibili». Un lavoro silenzioso ma essenziale, che contribuisce alla stabilità dei territori e alla tutela dei diritti.
Il premio ha voluto raccontare storie diverse, accomunate dal servizio allo Stato. Tra le premiate il sergente Eva Prayer Galletti della Brigata Paracadutisti Folgore, protagonista di un gesto di grande prontezza e umanità: fuori dal servizio ha sventato il tentativo di suicidio di una donna. La militare è anche madre di tre figlie e racconta con semplicità il delicato equilibrio tra vita familiare e servizio in uniforme. «Sì, è possibile conciliare lavoro e famiglia», ha spiegato. «Io ho tre figlie e andiamo avanti. Certo, serve il sostegno della famiglia: ho un marito che mi aiuta in tutto e una madre che è sempre al mio fianco».
Per la Marina Militare è stata premiata Sonia Bedogni, mentre per l’Aeronautica Militare il riconoscimento è andato a Francesca Lollobrigida. La storia di Francesca Lollobrigida racconta un percorso che unisce sport e servizio. Cresciuta in una famiglia legata allo sport olimpico, ha respirato fin da piccola valori come disciplina, sacrificio e determinazione, gli stessi che oggi porta nella sua esperienza militare. La sua esperienza dimostra come sia possibile essere madri e allo stesso tempo campionesse olimpiche, portando nella divisa gli stessi valori di impegno e resilienza dello sport di alto livello. Per l’Arma dei Carabinieri è stata premiata Noemi Schiraldi, mentre il riconoscimento per il Corpo delle Infermiere Volontarie della Croce Rossa Italiana è andato a Manuela Leonardelli. Premiata anche Elisa Regalbuto, funzionario tecnico biologo dell’Amministrazione civile della Difesa. Particolarmente toccante il premio alla memoria conferito al luogotenente dei Carabinieri Mariangela Spedicato, ricordata dal ministro Crosetto come una delle prime donne a prestare servizio nella Benemerita e come esempio di equilibrio, competenza e spirito di servizio.
Il premio ha celebrato alcune storie di eccellenza, ma il riconoscimento va idealmente a tutte le donne in uniforme: a quelle premiate e a quelle che ogni giorno, spesso lontano dai riflettori, servono lo Stato con competenza, coraggio e dedizione. Nel suo intervento il sottosegretario Rauti ha ricordato anche una caratteristica che distingue l’Italia rispetto ad altri Paesi: il modello completamente paritario con cui le donne sono entrate nelle Forze Armate. Dal momento dell’apertura delle carriere militari femminili nel 2000, il sistema italiano ha previsto gli stessi percorsi di selezione, la stessa formazione e gli stessi criteri di avanzamento per uomini e donne. In poco più di vent’anni le donne sono passate dall’essere una novità nelle Forze Armate a diventare una presenza centrale nei reparti e nelle missioni internazionali. Una realtà che cresce ogni anno e che contribuisce in modo concreto alla sicurezza del Paese e alla credibilità dell’Italia nel mondo.
[Fonte: itabloid.it]































