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ilGiornale.it – Minori sfruttati. Un fenomeno in aumento in ogni settore

I DATI Uno studio presentato dal sindaco Alemanno, dall’’assessore Bordoni e dal capo dipartimento delle Pari opportunità Isabella Rauti

I minori impegnati in diversi settori, dall’’edilizia alla ristorazione, dall’’artigianato alle attività illegali come borseggi o combattimenti clandestini, lavorano dalle 6 alle 9 ore al giorno, con limiti di 12 ore o addirittura senza limite di orario, nel caso di attività come mendicità e prostituzione.
È questa la prima immagine che emerge dalla terza inchiesta sul mercato dell’’Osservatorio comunale sull’’occupazione e le condizioni del lavoro, incentrata sul tema «I lavori minorili nell’area metropolitana di Roma», che è stata presentata ieri mattina in Campidoglio dal sindaco Gianni Alemanno e dall’’assessore al Lavoro Davide Bordoni, insieme al capo dipartimento del ministero delle Pari Opportunità Isabella Rauti, al direttore generale di Save the Children Valerio Neri e alla direttrice Ires (Istituto Ricerche Economico e Sociali) Giovanna Altieri.
Lo studio, frutto delle ricerche svolte da Ires e Save the Children Italia, ha analizzato il lavoro minorile attraverso le istituzioni scolastiche nei Municipi VIII, XII e XIX, nelle zone est, sud e ovest della città dove si concentra il più alto tasso di ragazzi che, in età scolare, sono costretti a lavorare. L’’inchiesta, in quattro mesi, ha raccolto oltre 60 storie, intervistando 42 ragazzi, tra gli 11 e i 21 anni di dieci nazionalità diverse (afghana, bengalese, rom-bosniaca, cinese, egiziana, indiana, italiana, marocchina, rumena, rumena-rom), incontrando complessivamente oltre 700 minori sotto i 15 anni.
Il 28 per cento lavora in concomitanza con l’’attività scolastica: in questa percentuale, il 26 per cento ha un’’età compresa tra i 12 e i 13 anni, mentre il 41 tra i 14 e i 15 anni, circa il 27 per cento è di nazionalità italiana e il 41 per xcento straniera. A prevalere, nel 70 per cento dei casi esaminati, è il sostegno alle famiglie; il 22 per cento, invece, lavora presso parenti, amici o conoscenti e il 9 presso persone sconosciute. Infine, poco più del 34 per cento è impegnato con una frequenza settimanale media, il 29,1 per cento con una frequenza alta e il 36,6 solo in alcuni giorni del mese.
«Quest’’inchiesta è importante e tempestiva per il contrasto al degrado nei campi nomadi e negli accampamenti abusivi situati nelle periferie – dichiara il sindaco Alemanno – in queste aree è necessario un monitoraggio delle varie situazioni per potenziare le capacità di intervento ed evitare che la formazione dei giovani venga sostituita con attività marginali, illegali e comportamenti devianti». Il lavoro minorile è un fenomeno di difficile considerazione e in notevole aumento a Roma. Isabella Rauti accenna all’’importanza della famiglia e delle famiglie considerate vulnerabili per le quali l’’utilizzo dei minori significa un reddito aggiuntivo. «Rappresenta un’’economia parallela a quella ufficiale con le sue regole di ingaggio e il passaparola, dietro si nascondono reti, racket internazionale per più fini di sfruttamento», spiega. «L’’amministrazione capitolina vuole porre l’attenzione su questo delicato tema e già da oggi partirà una cabina di regia a tutela dei minori, in particolare nel settore del lavoro che mette insieme gli assessorati alle politiche Sociali, alla Scuola e al Lavoro. – conclude l’assessore Davide Bordoni -. È necessario concentrare gli sforzi delle istituzioni locali attraverso la collaborazione con sindacati, imprese, associazioni e volontariato, per ridurre le condizioni di degrado che sono alla base dello sfruttamento minorile».

[Fonte: www.ilgiornale.it]

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