Il Governo italiano a Parigi martedì scorso ha sottoscritto la Nota congiunta di Francia, Germania, Polonia, Spagna, Regno Unito e Danimarca in cui si ribadisce che la Groenlandia appartiene al suo popolo e che spettano a Groenlandia e Danimarca le decisioni che riguardano il suo futuro
di Isabella Rauti *
L’Artico è diventato un quadrante nevralgico e strategico, uno dei principali snodi della competizione geopolitica globale. Il progressivo scioglimento dei ghiacci, l’apertura di nuove rotte marittime e commerciali, l’accesso a risorse strategiche (materie prime e terre rare) e il crescente interesse delle maggiori potenze mondiali rendono il Grande Nord una “frontiera” decisiva per gli equilibri mondiali.
In questo contesto, l’Italia – che ha una lunga tradizione artica, in termini di spedizioni e ricerche scientifiche – è molto attenta alle nuove dinamiche che riguardano la regione artica ed allineata sui principi del diritto internazionale e della cooperazione euro-atlantica.
Il Governo italiano a Parigi martedì scorso ha sottoscritto la Nota congiunta di Francia, Germania, Polonia, Spagna, Regno Unito e Danimarca in cui si ribadisce che la Groenlandia appartiene al suo popolo e che spettano a Groenlandia e Danimarca le decisioni che riguardano il suo futuro. La cornice di riferimento è e resta quella dell’Unione europea e della Nato, ed il principio base quello di preservare la sicurezza e la stabilità dell’area artica. È una presa di posizione europea unitaria che riafferma la centralità del rispetto delle regole e delle alleanze come strumenti di deterrenza e garanzia di pace. La dichiarazione congiunta dei leader europei rientra nei principi della Carta delle Nazioni Unite e riafferma il diritto alla sovranità, all’integrità territoriale ed all’inviolabilità dei confini. È una linea che tiene insieme il principio dell’autodeterminazione con quello della stabilità regionale e della sicurezza collettiva.
Posizione linea strategica dell’Italia nel Grande Nord, ribadita anche oggi dal Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nel corso della Conferenza Stampa di inizio anno: “Preservare la Groenlandia come zona di pace e cooperazione, contribuire alla sicurezza della regione, aiutare le aziende italiane che volessero investire e favorire la ricerca. Spero si possa rispondere insieme agli alleati atlantici alle ingerenze di altri paesi sulla regione”.
La Groenlandia – isola artica – è oggi al centro di dinamiche complesse che intrecciano aspirazioni politiche, interessi economici confliggenti e nuove strategie. Inoltre , alle ultime elezioni politiche del marzo scorso, i partiti che hanno registrato maggior successo sono quelli nazionalisti ed indipendentisti che da tempo spingono per un referendum secessionista dalla Danimarca. Processo non facile anche per la dipendenza economica della Groenlandia dalla Danimarca. La situazione complessiva, con i crescenti interessi dell’Amministrazione Usa per la Groenlandia, richiede un approccio prudente che eviti letture o scorciatoie geopolitiche. L’Artico è uno spazio in cui si intrecciano difesa, economia, ricerca e diplomazia scientifica, comunicazioni avanzate ed energia, ambiti nei quali l’Italia è già attore presente e impegnato, con un approccio che integra responsabilità strategica e cooperazione internazionale. È indispensabile garantire una deterrenza credibile, che resta la cifra dell’Alleanza Atlantica: una deterrenza difensiva, orientata alla prevenzione.
Preservare lo spazio artico come area di stabilità, pace e cooperazione non è una scelta opzionale ma una responsabilità geopolitica condivisa. Da questo dipenderanno non solo gli equilibri del grande Nord ma la sicurezza dell’Europa e dell’intera area euro-atlantica.
* Sottosegretario di Stato alla Difesa con Delega all’Ambiente artico subartico e antartico
[Fonte: www.ilgiornale.it]






























