(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Roma, 18 feb – I costi previsti per il programma del caccia Gcap sono “certamente significativi” ma i ritorni attesi sull’investimento sono “più che proporzionali” per l’industria, per l’occupazione e per l’export del prodotto. E’ quanto si legge nella scheda tecnica presentata alla Commissione Affari esteri e Difesa del Senato dal sottosegretario alla Difesa, Isabella Rauti, in risposta ai quesiti sui costi aggiornati del programma per il nuovo aereo da combattimento. I ritorni attesi per il Gcap “permetteranno di mantenere la stabilità del tessuto produttivo nazionale per lunghissimo periodo di tempo” e di garantire “capacità di innovazione continua in molteplici settori”. Nel programma sono coinvolte Leonardo, Mbda Italia, Elettronica, Avio Aero e molte pmi oltre a centri di ricerca e università.
A fronte dell’onere iniziale stimato nel 2021 a 6 miliardi di euro – quando ancora “non era stata avviata alcuna attività nè di concepting ingegneristico nè di design organizzativo – i costi stimati, a condizioni economiche 2025, per completare la fase 1 e 2 del progetto (valutazione del concept e progettazione preliminare; sviluppo completo) ammontano a 18,6 miliardi di euro. Come già indicato nei giorni scorsi dal sottosegretario all’Economia Federico Freni, Rauti ha ribadito che le stime sui costi “potranno stabilizzarsi” solo con l’avvio del design del sistema Gcap a partire dal 2028.
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(RADIOCOR) 18-02-26 13:41:22 (0369) 5 NNNN
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