“La Difesa ne conta oltre 25.000, 9% del personale e con trend di crescita
(DIRE) Roma, 5 mar. – “Pari non significa uguali: la diversità è sempre una risorsa, e la presenza femminile nelle Forze Armate è una risorsa strategica per la Difesa italiana”. Sono le parole della Sottosegretaria di Stato alla Difesa, senatrice Isabella RAUTI, oggi a Roma in occasione della prima edizione del “Premio Eccellenza Donne nella Difesa”, da lei ideato e promosso nell’ambito della delega conferitale dal ministro della Difesa Guido Crosetto per la promozione delle politiche di parità di genere e pari opportunità.
Il riconoscimento – organizzato in vista della Giornata Internazionale della Donna – valorizza l’eccellenza di donne militari, civili della Difesa e Infermiere Volontarie della Croce Rossa Italiana che si sono particolarmente distinte nell’esercizio delle proprie funzioni. “Ciascuna delle premiate ha scritto, con il proprio servizio silenzioso e prezioso, una pagina importante della storia della Difesa italiana – ha dichiarato la senatrice – i loro successi sono frutto di merito, talento ed impegno e sono dedicati a tutte le ragazze che in loro vedono un esempio ed a tutte le colleghe che le hanno precedute o che le marciano accanto”.
Nel viaggio lungo ottant’ anni – dal 1946, quando le donne in Italia votarono per la prima volta – lastricato di determinazione e coraggio per realizzare la parità, nel 1963 entrano le prime donne civili nel comparto della Difesa e nel 2000 le donne vengono arruolate nelle Forze Armate. “Oggi la Difesa conta oltre 25.000 donne in uniforme, pari a circa il 9% del personale militare complessivo, con un trend di crescita costante – continua RAUTI – dal pionierismo è nata e si è consolidata una vera leadership femminile”.
Un riconoscimento anche alle donne impegnate in missione all’estero: nel corso dell’evento sono stati attivati collegamenti con i contingenti schierati in Libano nell’Operazione Leonte (UNIFIL) ed in Kosovo con KFOR dove è strategico il contributo del personale femminile. Per RAUTI “attraverso i Female Engagement Team (FET) le nostre soldatesse diventano ambasciatrici dei diritti umani universali e costruiscono ponti con le comunità locali, parlano alle donne, applicano sul terreno le Risoluzioni #ONU Donne, Pace e Sicurezza.
“Continuiamo sulla strada tracciata, senza dare nulla per scontato e senza stancarci di promuovere una parità di genere che sia effettiva, sostanziale, vissuta, non solo normativa e descrittiva. Così la Difesa sarà più forte e più inclusiva”, ha concluso.
(Com/Sim/ Dire)
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