(di Silvia Mosca)
A nove anni dalla strage di Rigopiano, il sindaco di Farindola, Luca Labricciosa, denuncia l’assenza di risposte concrete da parte delle istituzioni e lancia, a poche ore dalla commemorazione per il nono anniversario della tragedia che provocò 29 vittime, l’appello su viabilità montana e ricostruzione, sostenendo che in questi anni sono state dette “molte parole”, ma realizzati “pochi fatti”.
In mattinata si sono svolte le commemorazioni a Chieti e Montesilvano, nel pomeriggio a Rigopiano. Sul luogo del disastro, nonostante la pioggia e il freddo, circa un centinaio di persone ha preso parte alla cerimonia: presenti rappresentanti delle istituzioni, delle forze dell’ordine e del volontariato, oltre ai familiari delle vittime.
Alla vigilia del decennale, il sindaco chiede che la memoria diventi un impegno concreto, “una scadenza di risultati”, ricordando come, a distanza di nove anni, il tessuto economico e sociale del territorio resti profondamente segnato: “attività cessate, famiglie costrette ad andare via e una ferita che – sottolinea – resta ancora aperta”.
Tra le priorità indicate da Labricciosa c’è l’urgenza di interventi sulla viabilità montana. “Non è accettabile che ogni autunno e inverno vaste aree restino di fatto isolate», denuncia il primo cittadino, facendo riferimento alla pedemontana che collega le province di Teramo, Pescara e L’Aquila. Secondo il sindaco servono opere strutturali sui tratti più critici, sistemi di monitoraggio e piani operativi condivisi per garantire collegamenti sicuri tutto l’anno. Altro nodo centrale è la ricostruzione economica e il ritorno dell’ospitalità. “Dieci anni fa albergo e camping non erano solo strutture, ma un motore di lavoro e indotto per l’intera Valle Vestina”, ricorda Labricciosa, chiedendo l’avvio di un percorso tecnico-amministrativo per consentire una nuova offerta ricettiva, anche attraverso eventuali delocalizzazioni in aree più sicure sotto il profilo valanghivo, idrogeologico e sismico. Un progetto che, sottolinea, potrebbe creare occupazione stabile e ridare futuro a un territorio colpito duramente dalla tragedia.
Alla commemorazione ha preso parte anche il sottosegretario alla Difesa Isabella Rauti, secondo la quale “si sta facendo e si può continuare a fare molto per ricostruire il tessuto sociale ed economico” della comunità di Farindola. Il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, ha parlato di “un calvario senza fine”, riferendosi anche all’attesa per le sentenze giudiziarie (l’11 febbraio è attesa la sentenza dell’appello bis in corso a Perugia, ndr), rivendicando al contempo gli interventi avviati sul fronte della pianificazione valanghe e del rafforzamento del sistema di protezione civile. Per il presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, “Farindola deve ripartire, a cominciare dalla sua vocazione turistica”.
La cerimonia a Rigopiano si è conclusa con una fiaccolata, l’alzabandiera accompagnato dal silenzio intonato dalla tromba, la deposizione di fiori e corone, la messa e la lettura dei nomi delle vittime, con la deposizione di 29 rose bianche. Alle 16.49, l’ora della valanga, il coro Pacini di Atri ha cantato ‘Signore delle Cime’, mentre 29 palloncini bianchi sono stati liberati in cielo. (ANSA).
2026-01-18T19:58:00+01:00
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