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ANSA – Afghanistan: Consiglio Lazio, contributo a figlio parà ucciso (2)

(ANSA) – ROMA, 21 FEB – ”Si tratta di un piccolo contributo a sostegno dell’Unità nazionale, della bandiera italiana, per non dimenticare chi ci ha rimesso la vita per quei valori. Sono gli stessi valori che pervadono la nostra associazione e ai quali non rinunceremo mai”, ha detto Raffaele Romano, segretario dell’Associazione degli ex consiglieri regionali del Lazio. Concetti ribaditi dal presidente dell’associazione Bernardi: ”Un ricordo dovuto per questo ragazzo”. Il colonnello Gianmarco Badialetti, comandante del 187/o Reggimento della Folgore, ha ricordato che il prezzo che a volte si paga è drammatico, ma fa parte ”dell’etica del militare, che prevede l’eventualità della morte. Noi soldati l’accettiamo, ma è chiaro che le persone a noi più care hanno delle emozioni più difficili da gestire”. Stefania Giannattasio ha espresso gratitudine e riconoscenza ”per aver contribuito fattivamente – ha detto – al futuro di mio figlio, privato a soli due anni di cio’ che piu’ caro c’e’ al mondo. Oggi più che mai ho la consapevolezza che il sacrificio di mio marito non sara’ stato vano se c’è ancora chi crede in un domani migliore. Roberto era fiero di appartenere al 187/o reggimento e di servire il proprio Paese”. Alla cerimonia è intervenuta anche Isabella Rauti, consigliere membro dell’ufficio di presidenza del Consiglio, la quale ha ricordato di essere stata due volte in Afghanistan e di aver potuto apprezzare ”il grande lavoro svolto dai nostri militari, che sono i più amati dalla popolazione locale, per la loro umanità e per la loro professionalita’. La nostra opera in missione – ha aggiunto Rauti – si manifesta in atti concreti per la pace, per la sicurezza, per la creazione di infrastrutture, scuole e formazione, ma anche in rispetto e difesa dei diritti umani e delle donne”. Il presidente del Consiglio regionale Abbruzzese si è quindi direttamente al piccolo Simone. ”Tuo padre Roberto – ha detto – non è stato solamente un soldato dell’esercito che ha perso la vita in missione. Il Sergente Maggiore Valente è stato l’esempio concreto di come si possa accettare anche il sacrificio della propria vita pur di contribuire ad una grande causa, la grande causa dei popoli liberi che hanno pagato e pagano la loro libertà con il sangue dei loro figli migliori”.

(ANSA).

SV

21-FEB-12 15:54 NNNN

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