Roma, 11 apr – (Agenzia_Nova) – La Nato, con la sua struttura di difesa, “ha garantito all’Occidente decenni di pace e rappresenta ancora oggi il sistema di difesa piu’ credibile ma l’Europa deve assumersi maggiori responsabilita’”. Lo ha affermato la sottosegretaria di Stato alla Difesa, Isabella Rauti, nel videomessaggio trasmesso al Festival internazionale della geopolitica europea in corso a Venezia. Nel suo intervento, Rauti ha ribadito la necessita’ di una difesa europea “piu’ organica, integrata ed interoperabile” e ha indicato nella Readiness 2030 l’architettura di riferimento per una difesa europea quale pilastro complementare della Nato, pienamente integrato nel sistema di sicurezza euro-atlantica.
“Rafforzare il pilastro europeo non significa indebolire l’Alleanza Atlantica ma renderla piu’ solida, equilibrata e pronta”, ha sottolineato. La sottosegretaria ha richiamato il quadro di “instabilita’ pervasiva” che caratterizza lo scenario globale, segnato dalla trasformazione della natura dei conflitti e dalla diffusione di minacce ibride, cyber attacchi, sabotaggi, campagne di disinformazione e pressioni economiche. In questo contesto, ha ricordato il documento strategico del ministro della Difesa Guido Crosetto sul contrasto alla guerra ibrida, fondato su prevenzione proattiva, resilienza delle infrastrutture e risposta integrata a livello nazionale, europeo e dell’Alleanza Atlantica. “La sicurezza oggi non coincide solo con gli strumenti militari in senso stretto ma riguarda la protezione delle reti, dei nodi logistici, delle dorsali energetiche e digitali, della capacita’ di risposta nazionale alle minacce ibride e alla guerra dei droni”, ha aggiunto Rauti, sottolineando la necessita’ di investire per difesa e sicurezza, secondo una visione strategica di sistema nella produzione industriale e nell’impiego delle nuove tecnologie. Rauti ha infine ricordato che l’obiettivo del cinque per cento del Pil indicato dalla Nato agli alleati entro il 2035 prevede un 3,5 per cento per spese militari e di difesa e un 1,5 per cento per la sicurezza, con investimenti destinati alla protezione delle infrastrutture critiche, alla resilienza delle reti, alle comunicazioni, all’energia, all’innovazione tecnologica e alla cyber security. Rafforzare la difesa nazionale ed europea, ha concluso, “non e’ piu’ una scelta ma una necessita’ per garantire pace, liberta’, democrazia, sovranita’ e tutela degli interessi nazionali”. (Rin)
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