“La NATO, con la sua struttura di difesa, ha garantito all’Occidente decenni di pace e rappresenta ancora oggi il sistema di difesa più credibile ma l’Europa deve assumersi maggiori responsabilità”. Lo ha affermato il Sottosegretario di Stato alla Difesa, senatrice Isabella Rauti, nel videomessaggio trasmesso al Festival Internazionale della Geopolitica Europea in corso a Venezia.
Nel suo intervento, Rauti ha ribadito la necessità di una difesa europea “più organica, integrata ed interoperabile” e ha indicato nella Readiness 2030 l’architettura di riferimento per una difesa europea quale pilastro complementare della NATO, pienamente integrato nel sistema di sicurezza euro-atlantica. “Rafforzare il pilastro europeo non significa indebolire l’Alleanza Atlantica ma renderla più solida, equilibrata e pronta”, ha sottolineato.
Il Sottosegretario ha richiamato il quadro di “instabilità pervasiva” che caratterizza lo scenario globale, segnato dalla trasformazione della natura dei conflitti e dalla diffusione di minacce ibride, cyber attacchi, sabotaggi, campagne di disinformazione e pressioni economiche. In questo contesto, ha ricordato il documento strategico del ministro della Difesa Guido Crosetto sul contrasto alla guerra ibrida, fondato su prevenzione proattiva, resilienza delle infrastrutture e risposta integrata a livello nazionale, europeo e dell’Alleanza Atlantica.
“La sicurezza oggi non coincide solo con gli strumenti militari in senso stretto ma riguarda la protezione delle reti, dei nodi logistici, delle dorsali energetiche e digitali, della capacità di risposta nazionale alle minacce ibride e alla guerra dei droni”, ha aggiunto Rauti, sottolineando la necessità di investire per difesa e sicurezza, secondo una visione strategica di sistema nella produzione industriale e nell’impiego delle nuove tecnologie.
Rauti ha infine ricordato che l’obiettivo del 5% del PIL indicato dalla NATO agli Alleati entro il 2035 prevede un 3,5% per spese militari e di difesa e un 1,5% per la sicurezza, con investimenti destinati alla protezione delle infrastrutture critiche, alla resilienza delle reti, alle comunicazioni, all’energia, all’innovazione tecnologica e alla cyber security. Rafforzare la difesa nazionale ed europea, ha concluso, “non è più una scelta ma una necessità per garantire pace, libertà, democrazia, sovranità e tutela degli interessi nazionali”
2026-04-11 12:14:49 4655550
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