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reportdifesa.it – Convegni: a Roma l’XI Simposio di Fondazione Roma, dal titolo “Difesa, Sicurezza e Libertà”. Presente il sottosegretario Isabella Rauti

ROMA. In un contesto internazionale segnato da drammatiche tensioni geopolitiche e geoeconomiche, il tema della sicurezza torna al centro del dibattito pubblico e dell’agenda europea.

In questo scenario, si inserisce il dibattito al centro dell’XI Simposio di Fondazione Roma, dal titolo “Difesa, Sicurezza e Libertà”.

All’incontro, ieri a Roma, introdotto dal sottosegretario alla Difesa Isabella Rauti, hanno partecipato l’Ammiraglio di Squadra Gianfranco Annunziata capo Ufficio Generale di Consulenza dello Stato Maggiore della Difesa, delegato dal capo di Stato Maggiore Luciano Portolano, l’ambasciatore Pasquale Ferrara, Francesca Mariotti, presidente ENEA, Simone Ungaro, Co-General di Leonardo S.p.A.

Il confronto si è concentrato sui principali temi che ridefiniscono l’architettura della sicurezza  internazionale: il ruolo delle Forze Armate nell’ambito della stabilità globale, la protezione delle infrastrutture critiche, la sicurezza del cyberspazio, la cooperazione europea in materia di difesa, l’impatto delle nuove tecnologie e la necessità di garantire la sicurezza dei cittadini preservando al tempo stesso i valori di libertà, progresso, apertura e cooperazione che caratterizzano l’Europa.

“Difesa, sicurezza e libertà non sono concetti in contrapposizione, ma dimensioni che devono procedere insieme – ha dichiarato il presidente della Fondazione Roma Franco Parasassi -. In un mondo attraversato da nuove fragilità e crescenti tensioni è fondamentale promuovere luoghi di confronto tra istituzioni, accademia, industria e società civile”.

Difficile trovare nella storia la presenza contemporanea di tanti leader così “dominanti” che governano il mondo.

Le loro azioni, che incidono sulla nostra vita quotidiana, portano a grandi preoccupazioni per le tensioni già in atto e per gli scenari che potrebbero determinarsi, peraltro in presenza di un multilateralismo che sembra oramai fallito, con l’ONU che non sembra incidere più di tanto e con il diritto internazionale non sempre rispettato.

Ciò che è invece certo, è che la difesa e la sicurezza sono oramai componenti essenziali del nostro “welfare” al pari di sanità, istruzione, cultura, e sono alla base del nostro progresso e delle nostre libertà individuali, collettive e di impresa.

“Le minacce sono ibride e multidominio – ha sottolineato il sottosegretario Isabella Rauti – e si sviluppano non soltanto sul piano convenzionale, ma anche negli ambiti cibernetico, spaziale, subacqueo e cognitivo, rendendo necessario un approccio integrato alla sicurezza, capace di proteggere il funzionamento delle nostre società, le infrastrutture critiche la vita quotidiana dei cittadini”.

L’espansione degli investimenti militari si riflette anche sul peso crescente dell’industria della difesa.

In Italia il comparto rappresenta uno dei poli tecnologici più avanzati dell’economia nazionale, con una filiera che coinvolge grandi imprese, centri di ricerca e università. Molte innovazioni sviluppate per applicazioni militari – dai sistemi satellitari alle telecomunicazioni sicure, dalla sensoristica avanzata alla cybersicurezza – trovano applicazione anche in ambito civile, contribuendo alla diffusione di tecnologie dual-use con impatti su settori come gestione delle emergenze, monitoraggio ambientale e sicurezza delle infrastrutture.

[Fonte: www.reportdifesa.it]

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