Percorso:

Legislatura 19ª – Aula – Resoconto stenografico della seduta n. 392 del 24/02/2026

*RAUTI, sottosegretario di Stato per la difesa. Signor Presidente, ministro Ciriani, onorevoli senatori, ho ascoltato con estrema attenzione tutti gli interventi di questo pomeriggio. Vi sono stati alcuni interventi molto appassionati, da parte della maggioranza e da parte dell’opposizione. Ciò accade in un giorno che coincide con il quarto anniversario dell’aggressione russa all’Ucraina, della violazione del diritto internazionale, di quell’esercizio di volontà di potenza, di quella voglia di far prevalere la legge del più forte.

In questi quattro anni, come è stato ricordato, la posizione dell’Italia non è mai cambiata. È sempre stata la stessa dai tempi del Governo Draghi, quindi dall’inizio dell’invasione e del conflitto, e poi con il Governo Meloni. In questi quattro anni, in questo impegno costante, sono proseguiti i decreti di cessione di mezzi e materiali, di equipaggiamenti militari e di difesa civile, di aiuti umanitari. Penso anche a quanto inviato recentemente: strumenti sanitari, generatori, caldaie per la popolazione civile.

In questo provvedimento, come è stato ricordato, è inserita anche la proroga del meccanismo dei permessi di soggiorno e di protezione speciale per i cittadini ucraini che sono nel territorio italiano, nonché gli aspetti di tutela necessaria a quei giornalisti che, per raccontarci davvero come vanno le cose, si spingono in scenari di guerra e di conflitto.

L’Italia, in questi quattro anni, ha assicurato e assicura il suo sostegno al popolo ucraino e lo fa insieme agli alleati europei ed occidentali. Dopo quattro anni, finalmente si intravede uno spiraglio nel processo negoziale promosso dagli Stati Uniti e che l’Italia sostiene.

Siamo impegnati nel più volte richiamato sforzo internazionale per arrivare al cessate il fuoco e ad un processo di pace. Una pace, come ripetiamo tutti, giusta e duratura. Che cosa significa? Significa nel rispetto e secondo il principio della sovranità e della integrità territoriale dell’Ucraina. Noi pensiamo che l’Europa debba avere un ruolo in questo processo e che l’Ucraina debba avere un ruolo. Noi pensiamo che l’Europa e l’Ucraina debbano e possano giudicare anche il grado di compromesso eventuale e possibile cui arrivare per concludere una pace giusta.

L’Italia è impegnata anche nelle attività, insieme alla coalizione dei volenterosi, per definire norme solide di sicurezza; questo richiamo non l’ho sentito molto oggi, quindi mi permetto di sottolinearlo. Dicevo, un impegno per definire una cornice di solide garanzie di sicurezza per l’Ucraina (mi sto riferendo evidentemente all’articolo “5-like”), e stiamo lavorando nella prospettiva della futura ricostruzione post-conflict. Sosteniamo il popolo ucraino, il suo diritto a difendersi e la sua capacità di deterrenza. Resistere non è vincere, ma resistere – e questi quattro anni lo dimostrano – significa impedire al nemico di vincere. L’alternativa a questo è solo una resa, e gli ucraini ci stanno dimostrando ogni giorno che non sono disposti alla resa, non sono disposti ad arrendersi. (Applausi). È questo il punto: è il loro coraggio, è la loro eroica resistenza.

La risoluzione del conflitto riguarda evidentemente l’Ucraina, ma non riguarda soltanto l’Ucraina: ci riguarda e riguarda tutti, perché rappresenta un interesse strategico europeo prioritario. È per questo che rappresenta – e l’abbiamo assunta – una responsabilità per la comunità internazionale. Allora il principio è sempre quello di partenza: c’è un Paese aggredito e c’è un Paese aggressore. L’Ucraina è il Paese aggredito ed ha il diritto all’autodifesa: è questa la posizione italiana ed è per questo che la sosteniamo; lo abbiamo fatto in questi anni, lo stiamo facendo, lo continueremo a fare in modo concreto e convinto, e in modo coerente; lo facciamo in linea con le decisioni assunte dal Parlamento.

Voglio concludere ringraziando anche tutti coloro che sono intervenuti oggi, ringraziando il relatore, ringraziando anche i lavori di Commissione che ci hanno condotti fin qui. Il conflitto in Ucraina ha davvero riportato la guerra – non in termini di fantasma, ma in termini di certezza – nel cuore dell’Europa, alle porte di casa nostra, e ha spezzato un paradigma nel quale probabilmente ci eravamo cullati in modo anche inconsapevole: quello di una pace garantita e scontata. Invece, la pace purtroppo non è scontata, la libertà ha un prezzo ed è questa la lezione che non avremmo mai voluto imparare. Ripeto, è questa la lezione. Siamo sempre più consapevoli che il sostegno al popolo ucraino sia la difesa degli equilibri di sicurezza del nostro continente, e siamo sempre più convinti e consapevoli che la sicurezza del nostro continente è garanzia degli equilibri globali. (Applausi).

Intervento SSS al Senato su proroga aiuti Ucraina
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