Roma, 3 feb. (Adnkronos) – “Nel quadro internazionale attuale, caratterizzato da una competizione sempre più intensa e da equilibri instabili, soft power e hard power non sono dimensioni alternative, ma strumenti complementari”. Così è intervenuta in un videomessaggio il sottosegretario di Stato alla Difesa, Isabella RAUTI, in occasione
della presentazione del libro “Hard Power, perché la guerra cambia la storia” di Roberto Arditti, edito da Giubilei Regnani.
“La diplomazia, la cooperazione e la diplomazia scientifica restano leve fondamentali di stabilità e dialogo – prosegue RAUTI – ma per essere credibili devono poggiare su una capacità di difesa reale, in grado di prevenire le crisi e fronteggiare le minacce, come sottolinea anche l’autore. È in questo equilibrio, tra valori e forza, tra legittimità e deterrenza, che oggi si misura la responsabilità degli Stati e il ruolo della Difesa e dei decisori politici. Il libro analizza con lucidità il ritorno delle politiche di potenza, la contrapposizione tra i grandi player globali, la trasformazione dei conflitti e il rapporto tra libertà, sicurezza e capacità di difesa.
Nella fase geopolitica che stiamo attraversando, la sicurezza è tornata a essere una condizione essenziale della libertà, sia collettiva sia individuale. L’instabilità pervasiva, la guerra ibrida e le nuove minacce in tutti i domini ci ricordano infatti che la libertà non è mai scontata e va difesa costantemente. Difendere la libertà significa tutelare la tenuta delle democrazie, la sovranità degli Stati, la coesione sociale e la possibilità stessa di scegliere il proprio futuro. Il libro di Arditti ci introduce in un mondo in cui, per usare le sue parole, ‘i fattori pesanti determinano i cambiamenti’: l’hard power e i conflitti tornano a incidere sulla storia, come già analizzato anche nel suo volume precedente La guerra in casa. In questo contesto, quale può essere la forza del soft power, inteso come sistema di valori, cultura, mediazione, diplomazia e cooperazione? Per evitare che il soft power resti una semplice dichiarazione d’intenti, è necessaria una capacità di deterrenza e di difesa credibile”.
“La competizione strategica contemporanea tende infatti a svilupparsi sempre più sotto la soglia del conflitto armato: attraverso attacchi cibernetici, guerra cognitiva, campagne di disinformazione e minacce alle infrastrutture strategiche, anche spaziali e sottomarine. È il terreno della guerra ibrida, tema centrale del non paper del ministro della Difesa Guido Crosetto, ‘Contrasto alla guerra ibrida: una strategia attiva’, che analizza la natura della minaccia e sottolinea la necessità di una deterrenza preventiva e di una risposta proattiva, rafforzando la resilienza delle infrastrutture critiche e delle società democratiche. La Difesa è impegnata in un processo di evoluzione e riforma, con Forze Armate moderne, flessibili e integrate, capaci di operare in tutti i domini e di governare le nuove tecnologie, dall’intelligenza artificiale ai sistemi digitali avanzati. Sempre nella consapevolezza che il capitale umano rappresenta il primo moltiplicatore di sicurezza: da formare e addestrare, da rafforzare negli organici e da integrare attraverso nuovi modelli di reclutamento, come una riserva volontaria e specializzata, civile e militare. Il libro di Arditti pone domande di fondo sulla complessità del nostro tempo e richiama il Sistema Paese nel suo insieme – e non solo la Difesa – alla responsabilità di trovare le risposte. Alla Difesa spetta il compito di garantire strumenti di deterrenza difensiva credibili e proporzionati, a tutela della sicurezza e della libertà.”
(Red-Cro/Adnkronos)
ISSN 2465 – 1222
03-FEB-26 21:24
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