Prime consegne nel 2035: integrazione di piattaforme, sensori e capacità spaziali
Il Global Combat Air Programme (Gcap) —il programma per l’aereo da combattimento di sesta generazione sviluppato con Regno Unito e Giappone— viene descritto come una scelta strategica e strutturale per la Difesa italiana. Lo ha sottolineato il sottosegretario alla Difesa Isabella Rauti, intervenendo alla III Commissione del Senato durante l’esame dell’atto del Governo sul progetto.
Il Gcap è concepito come un “sistema di sistemi” a carattere multidominio: piattaforme pilotate ed a pilotaggio remoto, sensori avanzati e capacità satellitari integrate per operare in contesti complessi e garantire continuità capacitiva all’Aeronautica militare nel corso dei prossimi decenni, con un progressivo affiancamento e sostituzione dell’attuale linea del velivolo Eurofighter.
Al vertice italo-giapponese di Tokyo (15-17 gennaio) il premier Sanae Takaichi ed il presidente del Consiglio Giorgia Meloni hanno espresso apprezzamento per lo stato di avanzamento del programma e hanno ribadito l’obiettivo di una prima consegna entro il 2035 (vedi AVIONEWS).
Rauti evidenzia come il programma travalichi la dimensione meramente militare: è anche un partenariato industriale in grado di rafforzare sicurezza, resilienza economica e sovranità tecnologica. Il Gcap è pensato per adattarsi all’evoluzione delle minacce e alle tecnologie emergenti —dall’intelligenza artificiale alla sensoristica— e costituisce una leva di politica industriale ed occupazionale per la filiera aeronautica ed elettronica nazionale (Pmi, centri di ricerca, università). Inserito in una più ampia prospettiva che collega sicurezza euro-atlantica ed indo-pacifica, il programma punta a consolidare le alleanze ed il ruolo dell’Italia nei grandi programmi tecnologici internazionali.
[Fonte: www.avionews.it]






























