A margine della quarta giornata di Sabaudia Incontra 2026, dedicata a Pubblica amministrazione, difesa, sicurezza e geopolitica, il sottosegretario alla Difesa Isabella Rauti ha sottolineato l’importanza di portare questi temi al grande pubblico.
La sottosegretaria alla Difesa indica la strada del governo: “Dobbiamo adeguarci alle minacce della guerra ibrida. La richiesta all’Ue? Meno della metà dei 14.9 miliardi. Decide il Parlamento”
Isabella Rauti, la sottosegretaria alla Difesa in quota FdI, lo assicura: “L’Italia e l’Europa vogliono assumersi le loro responsabilità”. La figlia dello storico segretario dell’Msi Pino Rauti parla al Foglio e interviene sul Safe. Prova a fare chiarezza dopo l’apertura – la fuga in avanti – di Antonio Tajani sui prestiti europei per la difesa e la sicurezza. Come stanno le cose? “Andiamo con ordine”, dice Rauti che fa una premessa di carattere tecnico. “L’Italia ha manifestato interesse per 14,9 miliardi, è un prestito che può essere restituito a lunga scadenza, massimo entro 45 anni. E’ un periodo lungo di ammortamento, con un tasso di interesse vantaggioso, ma anche con tutti gli svantaggi burocratici e di vincolo di scelta con gli altri partner europei. Il Safe infatti prevede alcuni requisiti”. Quali? “La presentazione di un piano nazionale di investimenti per la difesa, acquisti congiunti con un altro stato membro e che il 65 per cento del valore dei componenti del prodotto finale acquistati abbia origine nell’Ue. Si tratta inoltre di uno strumento economico alternativo ai Bot e ai Cct. Stiamo valutando costi e benefici, ma anche le criticità”. Quelle che spingono la Lega, soprattutto, a mostrare un certo scetticismo. Si riuscirà a trovare una sintesi in Parlamento? “Se accedere al Safe e in che misura si deciderà entro fine anno. E’ una scelta tecnica, non politica. Per intenderci – spiega il sottosegretario, guardando alle comunicazioni di Giorgetti della prossima settimana – la scelta politica sarà quella sullo scostamento di bilancio in relazione alle spese di difesa e di energia”.
L’intervista di Affaritaliani al sottosegretario alla Difesa Isabella Rauti sugli scontri in Val di Susa
Scontri in Val di Susa, Rauti ad Affaritaliani: “Non è protesta, ma guerriglia organizzata. Serve una stretta contro i violenti”
“Quanto accaduto ieri in Val di Susa non è protesta contro i cantieri ma guerriglia organizzata contro lo Stato“. È questa la posizione espressa dal sottosegretario alla Difesa Isabella Rauti dopo gli scontri avvenuti nell’area interessata dai lavori, dove si sono registrati numerosi feriti tra le Forze dell’Ordine: 48 carabinieri, 85 appartenenti alla Polizia di Stato e 10 militari della Guardia di Finanza. In una nota, Rauti ha sottolineato che “nessun atto simile può legittimare il dissenso e la libertà di protestare che deve restare sempre pacifica”.
La senatrice ha inoltre richiamato le parole di condanna arrivate dal Presidente del Consiglio e dal ministro della Difesa Guido Crosetto, sostenendo che davanti a episodi di questo tipo “non ci sono spazi per distinguo, ambiguità o silenzi compiacenti”. “Chi indossa una divisa e mette a rischio la propria vita per servire il Paese non può essere oggetto di violenza e chi aggredisce merita una condanna unanime”, le parole della Rauti, che ha assicurato che “lo Stato non arretra” e continuerà a sostenere chi svolge il proprio servizio a tutela della collettività. Di seguito l’intervista al sottosegretario.
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Madama Tricolore
Quattro anni in Senato: il bilancio della mia attività di senatrice di FDI
Cari amici, anche quest’anno voglio condividere il bilancio della mia attività di senatrice di Fratelli d’Italia.
Non solo numeri … ma un racconto di passione e impegno.
Grazie.
Sono trascorsi 3 anni dalla mia elezione al Senato e ad ogni “giro di boa” è bene fare un bilancio dell’attività parlamentare svolta e, condividerlo in trasparenza.
In questi primi 3 anni di una Legislatura segnata dalla pandemia e dalle sofferenze di una Nazione, sono cambiati 3 Governi e sono orgogliosa che FDI sia rimasta sempre coerentemente dalla stessa parte e a disposizione dell’Italia.
Dietro ed oltre i numeri del mio impegno, c’è la passione per la politica e per il nostro popolo e la militanza per il mio partito. Dedico il mio lavoro a chi ama il Tricolore e crede nella Patria.
Il bilancio della mia attività parlamentare; parlano i numeri
L’inizio di questa mia prima Legislatura, cominciata esattamente due anni fa, coincide con un momento molto particolare che ci spinge a guardarci dentro ed a fare varie riflessioni. Tra queste, ho fatto anche un bilancio dell’attività parlamentare svolta; e credo sia giusto e doveroso condividerlo in trasparenza.
Dietro ed oltre i numeri, c’è tanta passione e dedizione per l’Italia e per il mio partito.
Dedico il mio lavoro ed il mio impegno al Tricolore che ci unisce tutti e che ci permetterà di rialzare la testa come solo noi italiani sappiamo fare.
Grazie