Percorso: Isabella Rauti > Senato > Interrogazioni > Interrogazione a risposta orale – Atto n. 3-01539 – Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell’interno e delle infrastrutture e dei trasporti

Interrogazione a risposta orale – Atto n. 3-01539 – Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell’interno e delle infrastrutture e dei trasporti

Atto n. 3-01539 (in Commissione)

Pubblicato il 5 maggio 2020, nella seduta n. 213

LA PIETRA , RUSPANDINI , CIRIANI , CALANDRINI , DE BERTOLDI , IANNONE , PETRENGA , RAUTI , GARNERO SANTANCHE’ , TOTARO , URSO , ZAFFINI , BALBONI , MAFFONI – Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell’interno e delle infrastrutture e dei trasporti. –

Premesso che:

si apprende dalla stampa che l’imbarcazione «Alan Kurdi» battente bandiera tedesca di proprietà della ONG tedesca “Sea-Eye” nonostante la pandemia in atto, è stata autorizzata dal Governo spagnolo a partire dal porto di Burriana per il sud del Mediterraneo, raggiungendo la zona SAR («Search and Rescue» – Ricerca e Soccorso in mare) delle acque libiche in data 30 marzo 2020;

verosimilmente, la stessa Alan Kurdi, in data 6 aprile 2020 imbarcava, una volta raggiunte le acque libiche, 139 migranti provenienti da due barconi distinti;

in una nota, il presidente della ONG tedesca Sea-Eye affermava di aver richiesto al Governo tedesco di intervenire per effettuare l’evacuazione dei suddetti migranti e distribuirli nelle 150 città tedesche della «Coalizione Porti Sicuri»;

secondo quanto riportato dalle medesime dichiarazioni, il Governo tedesco rifiutava il trasferimento dei migranti e la successiva assistenza umanitaria così come il Governo maltese;

in una nota del 13 aprile il medico di bordo della Alan Kurdi, dichiarava che nessuno dei migranti imbarcati presentava sintomi da COVID-19;

nella stessa data, un’altra imbarcazione, la “Aita Mari”, di proprietà della ONG basca «Salvamento Maritimo Humanitario», imbarcava in acque libiche 43 migranti ed al diniego di assistenza da parte del Governo di Malta, il comandante della nave decideva di far rotta verso l’isola di Lampedusa;

nonostante il Governo italiano avesse dichiarato con decreto l’Italia «porto non sicuro» a causa dell’emergenza COVID-19, il ministro Paola De Micheli decideva di attivare una procedura d’emergenza per l’assistenza e l’eventuale sbarco dei migranti imbarcati sulle imbarcazioni gestite dalle ONG;

il 17 aprile avveniva il trasbordo di 146 migranti dalla Alan Kurdi alla nave “Rubattino” della società italiana Tirrenia, e successivamente venivano trasbordati sulla stessa nave anche i migranti provenienti dalla Aita Mari;

la nave Rubattino, avvalendosi dell’ausilio del personale sanitario della Croce Rossa, garantiva al Governo italiano la permanenza a bordo dei migranti, per tutto il periodo della quarantena;

secondo fonti stampa, le spese relative alla nave della società Tirrenia sarebbero stimate in una fascia di costo ricompresa tra i 60.000 e gli 85.000 euro al giorno, per un costo totale (per le due settimane di quarantena necessarie) pari a quasi 1 milione di euro;

in data 19 aprile, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti pubblicava sul proprio sito istituzionale un bando per manifestare l’interesse da parte di armatori per il servizio di noleggio di unità navali battenti bandiera italiana o comunitaria, funzionali all’assistenza sanitaria dei migranti soccorsi in mare a seguito di sbarchi autonomi;

il bando aveva scadenza il 24 aprile alle ore 24 e il corrispondente allegato tecnico prevedeva una serie di servizi tra cui: predisposizione di cabine singole con bagno, pasti etnici, connessione wi-fi, regolamenti tradotti in almeno dieci lingue;

il costo per lo svolgimento del servizio, come previsto dal bando, era costituito da un corrispettivo a corpo ed uno a misura per un importo complessivo stimato pari ad euro 1.199.250 oltre IVA;

il predetto appalto prevedeva una durata di trenta giorni dalla data di avvio dell’esecuzione del contratto, salvo eventuali proroghe, mentre la disponibilità richiesta a bordo delle navi era per circa 250 migranti in regime di quarantena;

al di là di una valutazione generale di carattere economico in ordine alla conformità ai prezzi di mercato dell’entità delle somme stanziate destinate a dette operazioni (con un evidente eccesso di costo rispetto ai servizi di alloggio, vitto e assistenza sanitaria che sarebbero resi a bordo delle imbarcazioni, che appare difficile da giustificare), gli interroganti ritengono necessario che il Governo valuti l’opportunità di rivedere la strategia di gestione del fenomeno migratorio, in questo periodo di grave emergenza sanitaria ed economica nazionale, identificando una soluzione alternativa che risulti al contempo compatibile con lo status di «non sicurezza dei porti italiani» e che non determini comunque una lievitazione, eccessiva e ingiustificata, di ulteriori costi a carico dello Stato italiano;

considerando infatti la grave crisi economica in atto appare opportuno identificare o adattare sul territorio nazionale, anche ricorrendo alle ordinarie risorse già stanziate per la gestione del fenomeno migratorio, punti temporanei di collocazione, in condizioni di sicurezza, dei migranti in quarantena, comunque prevedendo una ripartizione dei costi di gestione di tali strutture a livello europeo per poi procedere ad una ricollocazione degli stessi tra i vari Stati membri,

si chiede di sapere:

se i costi delle operazioni di soccorso descritti in premessa, stimati dalla stampa, corrispondano a quelli effettivamente sostenuti dal Governo italiano e, in caso contrario, quale sia l’entità delle somme stanziate per l’operazione di soccorso e isolamento in quarantena a largo dei migranti soccorsi dalla “Alan Kurdi” e trasbordate sulla nave “Rubattino”;

se il Presidente del Consiglio dei ministri e i Ministri in indirizzo, ciascuno per le proprie competenze ed anche in modo congiunto, alla luce della dichiarazione di porti italiani come «non sicuri» e della grave crisi dell’economia italiana, non considerino necessario rivedere e razionalizzare la strategia di accoglienza secondo criteri ottimali di economicità ed efficienza, con modalità meno onerose rispetto a quelle sin qui messe in campo e documentate in premessa e comunque prevedendo una collocazione temporanea dei migranti in quarantena sul territorio nazionale per poi procedere alla riallocazione degli stessi tra i vari Stati membri dell’Unione europea.

[Fonte: www.senato.it]

Questa voce è stata pubblicata in Interrogazioni.