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Interrogazione a risposta scritta – Atto n. 4-03323 – Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale

Atto n. 4-03323

Pubblicato il 5 maggio 2020, nella seduta n. 213

FAZZOLARI , CALANDRINI , LA PIETRA , RAUTI , DE BERTOLDI , URSO , ZAFFINI , TOTARO , PETRENGA – Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. –

Premesso che:

pervengono all’interrogante, da fonti qualificate, segnalazioni in ordine al forte depotenziamento, in relazione e per effetto alla pandemia da COVID-19, delle funzionalità della rete consolare degli uffici italiani all’estero, che vedono fortemente contratte le loro normali funzioni con una conseguente drastica riduzione nell’erogazione di servizi essenziali per i nostri connazionali all’estero;

ai sensi dell’articolo 62 del decreto legislativo n. 71 del 2011 (recante «Ordinamento e funzioni degli uffici consolari»), tra le attività essenziali da essi svolte, vi è il registro e la conservazione di tutti gli atti ivi formati riguardanti la cittadinanza, la nascita, i matrimoni, le unioni civili e la morte, e a tali fini sono tenuti appositi registri, dettagliatamente elencati dalla medesima norma;

l’attuale situazione di contrazione delle attività degli uffici consolari, segnalata all’interrogante, starebbe determinando l’impossibilità di procedere a tali adempimenti, compresa la fondamentale attività di registrazione degli atti di nascita;

al riguardo, appare opportuno rimarcare come, ai sensi dell’articolo 29 del decreto del Presidente della Repubblica 3 novembre 2000, n. 396, la nascita deve essere obbligatoriamente dichiarata, entro 10 giorni dall’evento, all’ufficiale dello stato civile, ai fini della formazione dell’atto di nascita:

adempimento, questo, essenziale e strettamente connesso alla capacità giuridica del nascituro: sebbene questa si acquisiti «al momento della nascita» (come espressamente previsto dall’articolo 1 del codice civile), questa circostanza non è sufficiente, da sola, a garantire pienamente alla persona quei diritti civili essenziali, classificati come «diritti della personalità», quali il diritto al nome o il diritto all’identità personale, vale a dire tutti quei diritti di cui la persona umana è portatrice «innata», che l’ordinamento giuridico non attribuisce, ma riconosce, e che, in quanto tali, sono annoverati tra i diritti inviolabili di cui all’articolo 2 della Costituzione;

la quasi totale chiusura o forte riduzione delle attività dei consolati italiani nel mondo (mai ufficializzate nelle rispettive pagine web, ma che sarebbero di fatto effettuate da oltre un mese), di fatto non consentono la registrazione, tra gli altri documenti civili, degli atti di nascita dei neonati italiani nel mondo;

l’interrogante rimarca come gli iscritti all’AIRE siano 5,5 milioni, e che ad oggi, alla luce della riduzione della funzionalità degli uffici consolari che viene segnalata, non è noto quante trascrizioni degli atti di nascita dei figli dei nostri connazionali siano state regolarmente effettuate e quante invece siano state sospese, rinviate o non consentite per effetto delle circostanze descritte,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia in grado di verificare, alla luce della pandemia connessa all’emergenza epidemiologica da COVID-19, quale sia l’effettivo volume di attività e livello di funzionalità degli uffici consolari, e se la piena operatività che sembrerebbe risultare dalle pagine web dei medesimi uffici sia confermata da effettivi riscontri;

se, con riferimento ad atti essenziali e connessi alla fondamentale garanzia di diritti inviolabili della persona, come gli atti di nascita, il Ministro abbia verificato se tale attività è effettivamente garantita e se abbia verificato o intenda verificare, anche mediante eventuali raffronti con i valori medi e gli andamenti dei dati relativi alla natalità all’estero nelle annualità pregresse, se gli atti trasmessi nell’ultimo trimestre siano in linea con tali valori o se si registrino significative contrazioni;

se ed in quale misura ritenga di poter confermare che l’attività degli uffici della rete consolare all’estero, anche alla luce dell’emergenza connessa alla pandemia in corso, sia stata organizzata, anche eventualmente in modalità telematiche o con forme semplificate, in modo tale da garantire comunque l’erogazione di servizi prioritari ed indispensabili per la sicurezza e protezione personale e sociale dei neonati italiani all’estero, quale la trascrizione degli atti di nascita nei termini obbligatori previsti dalla legge e in ordine ai quali non è prevista, né sarebbe del resto ammissibile, alcuna deroga.

[Fonte: www.senato.it]

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