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AirPress – Diavoli Rossi

Pagina-41-da-Airpress-n-101All’inizio della Prima Guerra Mondiale, veniva fondato, nel 1915, a Ghedi (Brescia) l’aeroporto militare – attuale base del 6° Stormo Caccia Bombardieri “Alfredo Fusco” – dedicato, nel 1921, alla memoria del tenente pilota Luigi Olivari, Medaglia d’Argento al Valor Militare. A questo asso dei cieli, eroe della prima guerra mondiale, ed alla base, D’Annunzio volle dedicare alcuni versi: “Questo campo di Ghedi, cimento e tempra d’eroiche giovinezze devote all’olocausto infinito, è oggi riconsacrato al puro nome di Luigi Olivari e nello splendore dei suoi puri occhi che non tra gli uomini e non tra le aquile, ebbero eguali nel fissare il sole e la morte”.

Il 6° Stormo ha una storia affascinante, lunga e complessa. Ci limitiamo a ricordare soltanto che venne costituito a Campoformido (UD) nel 1936 (con aliquote di personale proveniente dal 1°,2°,3°,4° e 5° Stormo); sciolto durante la guerra, il 6° si è ricostituito a Treviso il 1° gennaio 1951 e nel 1953 viene trasformato in Aerobrigata, disponendo dei 3 Gruppi di Volo (154°,155°,156°). Nel 1967 l’Aerobrigata si scioglie e ritorna ad essere il 6° Stormo. Nel 1951 lo Stormo si trasferisce all’aeroporto di Ghedi, che diventa la sede permanente del reparto e base d’eccellenza per l’Aeronautica italiana. La storia del 6° si intreccia con quella dei “Diavoli Rossi” del 154° Gruppo di volo, caratterizzati dal noto simbolo di un diavolo impugnante un tridente; nel 1957 viene organizzata la pattuglia acrobatica dei “Diavoli Rossi” che riscuoterà numerosi successi in Italia ed all’estero fino al 1959. Successivamente nel 1961 lo Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare decise di costituire la Pattuglia Acrobatica Nazionale (P.A.N.), composta da piloti provenienti da tutti i reparti dell’Aeronautica Militare, e nacquero le nostre amate “Frecce Tricolori”.

Il 6° Stormo di Ghedi ha ricevuto nel 1982 il primo Tornado dell’Aereonautica militare e, ad oggi, è l’unico reparto di volo in Italia ad essere equipaggiato con questi velivoli biposto (pilota e navigatore) da combattimento, che possono essere impiegati come cacciabombardieri e ricognitori.

Il 6° Stormo è stato impegnato nella Prima Guerra del Golfo, tra il 1990 ed il 1991, e successivamente, in molte missioni di pace; nel 1995 nella Ex Yugoslavia e nel 1999 in Kosovo. I velivoli Tornado del 6° sono stati impiegati anche nelle operazioni “ISAF” in Afghanistan e come contributo italiano alla coalizione internazionale di “contenimento” dell’Isis , con 3.000 ore di voli di ricognizione.

In tempo di pace la Missione del 6° Stormo è quella di mantenere la “Prontezza al Combattimento” degli equipaggi di volo, capacità operativa garantita con due Corsi addestrativi all’anno e con esercitazioni quotidiane di 3 turni di volo, cui si aggiungono i Voli al simulatore; inoltre il 6° ha il compito di cooperare con le autorità civili in caso di calamità naturali. In tempo di guerra, la missione è quella di condurre operazioni di attacco e di ricognizione per la difesa dell’area assegnata.

La base aerea di Ghedi oggi è una vera cittadella, con alloggi in campo per il personale, una piccola chiesa, una biblioteca, una sala espositiva museale, la palestra, la piscina ed altre strutture sportive e per il benessere del personale e, tra poco, sarà funzionante anche un asilo che potrà ospitare una quarantina di bambini e che sarà aperto anche all’utenza esterna all’aeroporto.

La costruzione dei Tornado è frutto del partenariato internazionale tra Italia, Inghilterra e Germania ma il velivolo si avvicina al termine del suo ciclo operativo; nelle previsioni i Tornado dovrebbero essere sostituiti dagli F-35. Ma questa è un’altra storia ed oggi non sappiamo cosa si deciderà sul programma caccia F-35; 13 velivoli sono stati consegnati ed entro il 2022 ne arriveranno altri 28. Per il resto si vedrà..!                                 

Isabella Rauti

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