Video messaggio del Sottosegretario di Stato alla Difesa
Senatrice Isabella Rauti
Nel quadro internazionale attuale, caratterizzato da una competizione sempre più intensa e da equilibri instabili, soft power e hard power non sono dimensioni alternative, ma strumenti complementari.
La diplomazia, la cooperazione e la diplomazia scientifica restano leve fondamentali di stabilità e dialogo, ma per essere credibili devono poggiare su una capacità di difesa reale, per prevenire le crisi e fronteggiare le minacce, come sottolinea l’autore.
È in questo equilibrio, tra valori e forza, tra legittimità e deterrenza, che si misura oggi la responsabilità degli Stati e il ruolo della Difesa e dei decisori politici.
Il libro lucidamente analizza il ritorno delle politiche di potenza, la contrapposizione tra grandi player globali, la trasformazione dei conflitti e il rapporto tra libertà, sicurezza e capacità di difesa.
Nella fase geopolitica in cui viviamo, la sicurezza è tornata ad essere una condizione essenziale della libertà concettuale ed individuale.
L’instabilità pervasiva, la guerra ibrida, le nuove minacce in tutti i domini ci ricordano – infatti – che la libertà non è mai scontata e va difesa sempre.
Difendere la libertà è il prerequisito per la tenuta delle democrazie, la sovranità degli Stati, la coesione sociale, la possibilità stessa di scegliere il proprio futuro.
Il libro di Arditti ci introduce in un mondo in cui “i fattori pesanti determinano i cambiamenti”, nel senso che l’hard power e le guerre tornano a fare la storia. Concetto analizzato anche nel suo volume precedente “La guerra in casa”.
In questo contesto quale può essere la forza del soft power, come sistema di valori, cultura, mediazione, diplomazia e cooperazione?
Per evitare che il complesso del Soft Power resti solo una dichiarazione d’intenti, serve capacità di deterrenza e di difesa.
La competizione strategica contemporanea tende a svilupparsi sempre di più sotto la soglia del conflitto armato: con attacchi cibernetici; con la guerra cognitiva; con le leve di disinformazione e con gli attacchi ad infrastrutture strategiche sia spaziali che sottomarine.
È il terreno della guerra ibrida, tema centrale del ‘non paper’ del Ministro della Difesa Guido Crosetto: “Contrasto alla guerra ibrida: una strategia attiva”.
Un documento che analizza la minaccia e sottolinea la necessità di una deterrenza preventiva e di una reazione proattiva, rafforzando la resilienza delle infrastrutture critiche e delle società democratiche.
La Difesa si sta evolvendo e riformando con Forze Armate moderne, flessibili, integrate, capaci di operare in tutti i Domini, di impiegare e governare le nuove tecnologie dall’intelligenza artificiale ai sistemi digitali avanzati.
Sempre nella consapevolezza che il capitale umano è il primo moltiplicatore di sicurezza, da formare e da addestrare, da incrementare negli organici e da integrare con nuove forme di reclutamento sul modello di una riserva volontaria e specializzata, civile e militare.
Il libro di Arditti pone domande di fondo rispetto alla complessità in cui siamo immersi e richiama il ‘Sistema Paese’ nel suo insieme a trovare le risposte.
Alla Difesa spetta il compito di garantire sistemi di deterrenza difensiva con strumenti credibili e proporzionati
Grazie
Arditti Hard Power – Videomessaggio SSSD Sen Isabella Rauti
[File pdf – 2 Mb]






























