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Senato della Repubblica – 55ª Seduta Pubblica – Esame del DDL per l’istituzione e disciplina di una Rete nazionale dei registri dei tumori e controllo sanitario della popolazione

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Intervento in Aula sull’esame del disegno di legge per l’istituzione e disciplina di una Rete nazionale dei registri dei tumori e controllo sanitario della popolazione

RESOCONTO STENOGRAFICO

RAUTI (FdI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

RAUTI (FdI). Signor Presidente, oggi ci troviamo finalmente in Aula (era un provvedimento a lungo atteso e rinviato) ad analizzare, a discutere e a votare un provvedimento giusto, molto giusto, teso a creare una Rete nazionale dei registri relativo dei tumori.

Voglio attirare l’attenzione dell’Assemblea su una patologia che continua a mietere vittime e mi permetto di sottoporre alla sensibilità di quest’Assemblea la particolare incidenza che questa patologia terribile ha sulla popolazione femminile. È di tutta evidenza statistica, infatti, che il tumore al seno è la prima causa di mortalità femminile e che siamo ancora molto indietro nel fronteggiare un altro fenomeno del quale si parla troppo poco, perché i numeri non sono tantissimi, ma è una situazione estremamente drammatica: mi riferisco al cosiddetto tumore metastatico, ovvero a quel tumore che da un organo si propaga agli altri. Si tratta evidentemente di un tumore cronico, rispetto al quale non c’è via d’uscita. Chi è vittima di questo purtroppo si trova spesso a dover lottare addirittura con pastoie burocratiche e a non poter accedere in modo proporzionale alla situazione che si trova a fronteggiare a tutti quei servizi che sarebbero dovuti ai pazienti.

Allora noi, con la Rete che oggi il provvedimento che ci apprestiamo a votare intende istituire, mettiamo finalmente un punto positivo su una situazione che vede anche la buona volontà, talvolta personalissima, di medici, primari e ricercatori; un punto da cui ripartire per investire maggiormente in termini di ricerca e di prevenzione, perché conosciamo tutti l’importanza di una diagnosi precoce nelle formazioni tumorali. Con questo registro si mette finalmente un paletto dal quale ripartire; c’è finalmente una messa a sistema di qualcosa che fino ad oggi viene affidato da un lato alla buona volontà e dall’altro all’intraprendenza di una Regione piuttosto che di un’altra. Con questo registro riusciremo anche a fronteggiare in modo più razionale gli aspetti di recidiva, perché avere un registro significa anche poter prendere in carico un paziente e accompagnarlo non solo durante il periodo di degenza, ma anche dopo, verso quel ritorno alla normalità che spesso è l’aspetto più frustrante (il post operatorio) per una persona che è stata operata. Il ritorno alla normalità, il ritorno al lavoro, il ritorno anche talvolta agli affetti; chi è passato attraverso questo cammino sa quanto sia difficile ritornare alla normalità e ricostruirla.

Fronteggiare i casi di recidiva significa un’assunzione di responsabilità e di presa in carico di pazienti che, purtroppo, magari dopo due, tre, quattro o cinque anni si ritrovano a rivivere questo incubo. Attraverso la Rete nazionale dei registri dei tumori potremo anche meglio fronteggiare e accompagnare le vittime. Stiamo introducendo, finalmente, una buona prassi.

Nonostante la materia, devo dire che sono contenta che oggi in quest’Assemblea venga portato all’attenzione di tutti noi e si vari un provvedimento così importante per la pelle e la salute di moltissimi – troppi – italiani.

Fratelli d’Italia dichiara il suo voto convintamente favorevole a questa iniziativa, che consentirà a tutti noi di fronteggiare questo fenomeno e ci metterà più dalla parte dei pazienti (in questo caso voglio usare la parola «vittime») e più vicini anche a tutti coloro che, ogni giorno, si impegnano nelle strutture ospedaliere in termini non solo di presa in carico dei pazienti, ma anche di ricerca, prevenzione e sensibilizzazione. (Applausi dal Gruppo FdI. Congratulazioni).

Resoconto stenografico della 55ª seduta pubblica del 7 novembre 2018
[File pdf – 2 Mb]

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