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194ª Seduta Pubblica – Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata, ai sensi dell’articolo 151-bis del Regolamento (ore 15:01)

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RESOCONTO STENOGRAFICO – Question Time

Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata, ai sensi dell’articolo 151-bis del Regolamento (ore 15,01)

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata (cosiddetto question time), ai sensi dell’articolo 151-bis del Regolamento, alle quali risponderanno il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali e le autonomie e il Ministro per la pubblica amministrazione.

Invito gli oratori ad un rigoroso rispetto dei tempi, considerata la diretta televisiva in corso.

La senatrice Rauti ha facoltà di illustrare l’interrogazione 3-01405 sull’avvio di una nuova missione aeronavale nel Mediterraneo centrale, per tre minuti.

RAUTI (FdI). Signor Presidente, Ministro, Governo, onorevoli colleghi, lo scorso 17 febbraio i Ministri degli esteri dell’Unione europea hanno raggiunto un accordo politico per l’avvio di una nuova missione aeronavale nel Mediterraneo con l’obiettivo di attuare l’embargo ONU sulle armi in Libia. La nuova operazione sostituirà l’attuale missione Sophia, a guida italiana, avviata nel 2015. Si tratta di una nuova operazione che impiegherà aerei, satelliti, droni e navi operando in un tratto di mare più a est rispetto a quello interessato da Sophia e, quindi, non tutta la costa libica, come era in precedenza.

A fronte dell’entusiasmo e delle dichiarazioni del Ministro in merito a tale accordo, ci sono tuttavia criticità e incertezze riguardo l’operatività e l’efficacia dell’intera operazione, nonché sulle sue regole di ingaggio. Come confermato anche dal commissario Borrell, sono legittime – e le facciamo nostre – le preoccupazioni sui potenziali effetti di attrazione per i flussi migratori (il cosiddetto pull factor). È stato deciso in merito che, se i flussi migratori aumenteranno, gli asset marittimi saranno ritirati lì dove il pull factor si è manifestato. Quindi, resta l’obbligo per legge di mare di soccorrere i migranti, ma in assenza di un accordo – la domanda è: che fine hanno fatto i mirabolanti accordi di Malta di settembre 2019? – tra Paesi europei su dove sbarcare i migranti, i 27 hanno concordato che se i flussi aumenteranno verrà sospeso il pattugliamento navale.

Ministro, con quali criteri e parametri si misurerà il rischio del pull factor? Qual è la soglia che definisce un’ondata migratoria? Noi temiamo che proprio questa decisione possa incoraggiare i trafficanti di esseri umani e di migranti ad aumentare il flusso per costringere così le navi a fermarsi facendo venir meno anche lo scopo principale della missione. Inoltre, Sophia aveva una guida italiana e l’Italia potrebbe rivendicare la guida della nuova missione. A chi spetterà, invece, la missione voluta dall’asse franco-tedesco?

Abbiamo cambiato idea e vogliamo capire perché si voleva ampliare Sophia e, invece, si è deciso per una nuova missione, anche se i vertici militari hanno sempre detto che era meglio fortificare Sophia che avviarne una nuova.

Se si possono schierare le navi per attuare l’embargo sulle armi, che già esiste ma è inefficace, allora vuol dire che le navi possono essere schierate anche per attivare il blocco navale che Fratelli d’Italia invoca da sempre per impedire ai barconi della morte di partire e per bloccare gli scafisti e la tratta degli esseri umani. (Applausi dal Gruppo FdI).

PRESIDENTE. Il ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, onorevole Di Maio, ha facoltà di rispondere all’interrogazione testé illustrata, per tre minuti.

DI MAIO, ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. Signor Presidente, senatrici e senatori, nell’ultimo Consiglio degli affari esteri dell’Unione europea tutti gli Stati all’unanimità convenivano sul fatto che Sophia non potesse soddisfare le esigenze di una missione che in questo momento deve bloccare l’ingresso di armi in Libia.

Per fermare anche ulteriori potenziali partenze di migranti o la proliferazione del terrorismo in Libia, dobbiamo arrivare ad un cessate il fuoco; per arrivare ad un cessate il fuoco, dobbiamo bloccare l’ingresso di armi via aerea, via mare e via terra in Libia, per farlo abbiamo creato una nuova missione con un mandato esclusivo che, in primo luogo, va nella direzione di bloccare l’ingresso di armi con sorveglianza aerea, navale, ma se le parti libiche saranno d’accordo, anche ai confini terrestri. In secondo luogo, con questa missione ovviamente continuiamo a formare la guardia costiera libica e questo pure è stato deciso all’unanimità per gestire le rotte dei migranti. In terzo luogo, portiamo avanti in maniera secondaria anche quelli che erano gli obiettivi di contrasto ai cosiddetti scafisti.

Che cosa abbiamo convenuto lunedì nell’ambito del Consiglio affari esteri (CAE)? I punti sono semplici, pubblici e vorrei lasciarli anche alla disponibilità della Presidenza. Concordiamo di lanciare una nuova operazione nel Mediterraneo; l’operazione Sophia sarà chiusa. Concordiamo che tale operazione avrà come obiettivo l’attuazione dell’embargo sulle armi. L’operazione includerà sette aerei satellitari e marittimi. L’area delle operazioni sarà definita in linea con il mandato concordato. Concordiamo che manterrà altri compiti secondari, incluso il combattimento e la lotta al crimine organizzato responsabile per le migrazioni nonché il training della Marina e della Guardia costiera libica. Registriamo preoccupazioni sul potenziale impatto sui flussi migratori e indichiamo che questo aspetto verrà monitorato con attenzione e il comandante dell’operazione riferirà regolarmente.

Su tale base, in caso di osservazione di pull factor sulla migrazione, gli assetti navali saranno ritirati dall’area interessata. Tutti i criteri che lei legittimamente ha chiesto, senatrice, saranno discussi nei prossimi giorni nel Comitato politico e di sicurezza (COPS) e nel Comitato dei rappresentanti permanenti (Coreper), per individuare tutte le regole di ingaggio di questa missione a livello tecnico. Dopodiché l’obiettivo è che il 23 Marzo, il prossimo CAE possa deliberare definitivamente la missione. Ovviamente noi faremo notare che il quartier generale, nello specifico, ma anche il comando, sono in Italia e non è un caso – credo – che comunque la fase istruttoria sia stata affidata a quell’impianto di personale e di sedi che gestivano Sophia. La fase istruttoria tecnica che dovremo decidere nei prossimi giorni la sta seguendo cioè l’ex comando di Sophia; ciò è molto importante perché vuol dire che si continua a riconoscere l’importanza dell’Italia nel guidare queste missioni. (Applausi dal Gruppo M5S).

PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire in replica la senatrice Rauti, per due minuti.

RAUTI (FdI). Signor Ministro, noi volevamo essere rassicurati e invece ora – mi dispiace dirlo – siamo preoccupati, magari dopo marzo il quadro sarà più felice. Siamo preoccupati per la difesa e la sicurezza nazionale. Siamo preoccupati per le mancate risposte perché è tutto un «vedremo e faremo notare». Siamo preoccupati sulla mancata risposta sul blocco navale all’interdizione marittima che lei stesso aveva invocato prima della Conferenza di Berlino. Siamo preoccupati per la mancata risposta sapendo lei benissimo che le armi vengono da terra e invece rispetto a questa, che è una missione soltanto navale e aerea, lei dice «se le parti libiche saranno d’accordo». Quindi, se saranno d’accordo.

E ancora la preoccupazione maggiore nasce dal fatto che spostare le navi da un lato solo, significa, o comunque potrebbe significare, la riduzione di un’attenzione sul fianco Sud che vuol dire anche ridurre la capacità di monitoraggio, di fare intelligence, non solo sul traffico delle armi, ma anche sul traffico degli esseri umani che, tra l’altro, lei ci dice diventare un task secondario; ciò è decisamente preoccupante.

Questo significa abbassare complessivamente la guardia nel contrasto all’attività dei trafficanti, con l’effetto, in riferimento al pull factor, che avremo un aumento incontrollato dei flussi migratori e soprattutto non abbiamo specificato dove andranno i migranti raccolti nel mare, nei Paesi di bandiera, come lei ha dichiarato in un’intervista, o nella rotazione dei porti? Questo significa che non c’è un accordo a livello europeo, che è fallita la politica migratoria e quella della rotazione dei porti, che avevate in qualche modo dato per conquistata.

In conclusione, Presidente, ci auguriamo di sbagliare, perché l’interesse nazionale per noi patrioti è sempre prioritario, però, ad oggi, temiamo che non ci sarà una guida italiana, che perderemo la guida italiana della missione, che sarà molto più utile alla Francia che all’Italia; lei capisce a cosa mi riferisco. Ci auguriamo di sbagliare perché quello che vediamo non difeso e non rappresentato è proprio l’interesse nazionale. (Applausi dal Gruppo FdI).

[Fonte: www.senato.it]

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