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119ª Seduta Pubblica – Illustrazione della mozione n. 109 di Fratelli d’Italia su Radio Radicale

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RESOCONTO STENOGRAFICO

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare la senatrice Rauti per illustrare la mozione n. 109.

RAUTI (FdI). Signor Presidente, finalmente arriviamo a discutere in Aula queste mozioni. Dico finalmente perché la maggior parte di esse, tra cui anche la nostra, sono state presentate tra marzo e aprile e altre due se ne sono aggiunte successivamente, il 5 giugno. C’era urgenza di parlarne perché la scadenza, di cui tutti siamo a conoscenza, era fissata al 31 maggio. Tuttavia, meglio di niente, come si suol dire.

Il punto è che Radio Radicale, fondata nel 1976, ha in essere una convenzione stipulata nel 1994 con il MISE; quindi si tratta della concessione di un servizio, quindi di una convenzione di cui noi chiediamo il rinnovo e non di un finanziamento. Con l’ultima legge di bilancio accade che le risorse per questo servizio vengono dimezzate, a fronte del fatto che Radio Radicale viene riconosciuta dal Governo quale impresa radiofonica che svolge attività di informazione di interesse generale, effettua servizio pubblico che consiste nel trasmettere le sedute del Parlamento e non solo, trasmette anche – lo voglio ricordare – l’attività dei Consigli comunali, della Corte dei conti, del Consiglio superiore della magistratura, del Parlamento europeo, nonché di una serie di eventi importanti di rilievo nazionale come congressi, festival, assemblee di partiti. È evidente e non sfugge a nessuno che Radio Radicale è, al di là di ogni eventuale giudizio o pregiudizio ideologico, un’emittente storica che trasmette e pubblica documenti di interesse generale per il nostro Paese. Voglio ricordare anche che per noi è un’emittente storica, perché fu la prima radio a trasmettere anche i congressi del Movimento sociale (ma questa è un’altra storia).

Veniamo ad oggi. C’è un altro punto molto importante, ovvero che Radio Radicale è depositaria di un archivio audio-video sterminato, in cui c’è la storia del nostro Paese: la storia giudiziaria, perché c’è un archivio giudiziario, e la storia politica, perché c’è l’archivio dei partiti e dei movimenti politici. Noi chiediamo, quindi, il rinnovo della convenzione, ma voglio anche dire che, nell’attesa che si arrivasse a discutere le mozioni presentate nel corso del tempo, c’è stato un cambiamento di rotta nella linea governativa. Tutti ricorderanno che il sottosegretario Vito Crimi, che ha la delega all’editoria, si era battuto per non prorogare la convenzione stipulata, mentre anche oggi è in discussione una mozione successivamente depositata dalla Lega e dal MoVimento 5 Stelle che tende a salvare Radio Radicale – sia pure con una specifica, che esporranno i colleghi estensori – e che soprattutto – siamo contenti che ci sia stato un ravvedimento – propone di digitalizzare gli archivi di Radio Radicale. Leggo oggi sul giornale che lunedì pomeriggio nelle Commissioni finanze e bilancio della Camera, dove si voterà il disegno di legge crescita, ci sarà anche un passaggio teso a salvare, nel pacchetto editoria, anche Radio Radicale.

Nella linea del Governo c’è stata quindi, evidentemente, una saggia inversione di tendenza che salutiamo con favore, ma speriamo che si passi dalle parole ai fatti, perché le mozioni impegnano i Governi ma non li vincolano; vedremo.

Quindi da parte nostra vi è la richiesta del rinnovo della convenzione. (Applausi dal Gruppo FdI).

Resoconto stenografico seduta n 119
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