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119ª Seduta Pubblica – Dichiarazioni di voto sulla chiusura di Radio Radicale

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RESOCONTO STENOGRAFICO

RAUTI (FdI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

RAUTI (FdI). Signor Presidente, anche sulla questione di Radio Radicale, oggi si riproduce in modo plastico una doppia velocità, anzi una doppia anima che è all’interno di questa maggioranza. È evidente che una parte di essa, come annunciato nei mesi scorsi con molta fermezza e con veemenza, non ha mai pensato di salvare Radio Radicale, non ha mai pensato di dare una proroga. Un’altra parte di essa, un’altra anima, evidentemente la pensa in modo diverso e ha tentato una mediazione.

Noi non perdiamo le speranze perché c’è comunque il cosiddetto decreto-legge crescita che potrebbe prevedere al suo interno un emendamento di proroga del fondo editoria che permetta di arrivare al 2020, inserendo anche, all’interno di tale provvedimento, il salvataggio di Radio Radicale.

Certo è che oggi, pur apprezzando lo sforzo della maggioranza che ha chiesto una sospensione di quindici minuti dell’Aula ed un confronto per riconsiderare la questione e apportare delle modifiche, introducendo quindi una prospettiva di normativa di riferimento e prevedendo anche una fase transitoria e una necessaria gara nonché – e questo lo condividiamo – una convenzione separata per la digitalizzazione dell’archivio, il risultato è uno solo: non ci sarà la proroga del servizio fornito da Radio Radicale. Radio Radicale non verrà salvata. Queste erano le mozioni per salvare Radio Radicale e tale salvataggio non avverrà. Pur apprezzando il tentativo, dobbiamo anche guardare la realtà è la realtà è questa.

È di pochi minuti fa una notizia che sembra quasi disegnare un destino. Domani a Rimini verrà conferito il premio Massimo Bordin, nell’open day dell’Unione delle camere penali italiane, quindi non esattamente un’associazione né un partitino. Tale premio verrà conferito dai penalisti «per giornalismo e informazione giudiziaria». Vorrei leggere, sia pure brevemente e stralciandola, la motivazione del premio, perché non si dica che Radio Radicale svolge soltanto, come unico servizio di interesse generale, quello delle dirette delle sedute d’Aula. Per noi offre un servizio pubblico ma, al di là di noi, la motivazione che sto per leggervi rafforza questo concetto perché il premio di cui stiamo parlando sarà assegnato domani a Radio Radicale perché: «rappresenta un imprescindibile punto di riferimento per chiunque intenda occuparsi dei temi della giustizia. Rubriche, spazi e approfondimenti condotti con competenza e sapere sono luoghi trasversalmente riconosciuti del confronto laico e democratico». E ancora: «Radio Radicale ha consentito e consente a centinaia di migliaia di persone di accedere ad una corretta informazione giudiziaria», quindi non politica, giudiziaria, di cui c’è tanto bisogno, «attraverso l’integrale trasmissione dei dibattimenti finali, senza filtri né interpretazioni».

E, ancora su questo argomento, conclude: «La Radio ha svolto in questo lungo periodo l’essenziale ruolo di servizio pubblico riportando gli eventi istituzionali e politici, così offrendo a tutti un’informazione obiettiva e indipendente». Questa è la motivazione del premio Bordin.

Credo che questo vada al di là di ciò che posso dire io in quest’Aula o di quello che possiamo dire noi, con le nostre emozioni. Un fatto è certo. Mi dispiace, pur apprezzando lo sforzo di riconsiderazione, che non si sia trovata la strada per salvare Radio Radicale; mi dispiace perché Radio Radicale è garanzia di pluralismo e di libertà di espressione, oltre a fornire un servizio di interesse generale e, sottolineo, di interesse pubblico.

Non siamo nella Turchia di Erdogan, dove si chiudono le fonti che dissentono; siamo in una società civile e democratica, che ha bisogno del pluralismo dell’informazione. Ben venga allora questo profilo, questo cammino, questo iter che avete indicato come maggioranza. Ma oggi, che condannate alla sospensione del servizio pubblico Radio Radicale, noi annunciamo un voto favorevole su tutte quelle mozioni, a cominciare dalla nostra, su cui il Governo ha espresso il parere contrario e annunciamo convintamente la nostra astensione sulla mozione espressa dalla maggioranza, comprese le modifiche introdotte. (Applausi dai Gruppi FdI, PD e FI-BP).

Resoconto stenografico seduta n 119
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