“L’Italia è il primo Paese in Europa che chiede l’attivazione della clausola di salvaguardia nazionale non soltanto per le spese di difesa ma anche per quelle di sicurezza energetica”
Lo ha dichiarato il Sottosegretario di Stato alla Difesa , Senatrice Isabella Rauti, presente – tra i banchi del Governo – al dibattito in Aula Senato sulle comunicazioni del ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo GIORGETTI , in merito all’attivazione della clausola , prevista dal nuovo Patto di stabilità e crescita europeo .
“Attivare la clausola – ha sottolineato Rauti – significa utilizzare la flessibilità ed ulteriori spazi fiscali, per fronteggiare l’emergenza e per rafforzare l’autonomia e l’indipendenza energetiche del Paese. Tali spazi di bilancio vengono concessi per l’arco temporale 2025- 2028; con un tetto dell’1,5 % del Pil per ogni anno . Nello specifico: lo 0,6 per cento del Pil per la resilienza del sistema energetico e la sicurezza degli approvvigionamenti; lo 0,9 per cento del Pil per le spese in materia di difesa”.
“Il ricorso alla National Escape Clause (NEC) – fa notare la Senatrice di Fratelli d’Italia – è legato alla congiuntura negativa derivante dalla crisi ucraina e dallo “shock energetico” determinato dalla instabilità in Medio Oriente”.
Già 18 Stati Membri si sono avvalsi dell clausola di salvaguardia al Patto di stabilità per le spese della Difesa ma “solo l’Italia ha esteso tale facoltà agli investimenti nel settore energetico ; la sicurezza energetica viene affrontata, quindi . non in termini di settore ma con un approccio di sistema ed è un atto di responsabilità”.
«Non si tratta – sottolinea Rauti – di spesa automatica ma della creazione dello spazio necessario per assumere, nel quadro della programmazione di finanza pubblica e con il coinvolgimento del Parlamento, decisioni coerenti con le esigenze di sicurezza nazionale. La priorità è trasformare le risorse in capacità operative, innovazione tecnologica, rafforzamento dello strumento militare, sostegno alla base industriale e tecnologica della Difesa e tutela delle filiere strategiche. Anche l’eventuale ricorso al SAFE dovrà essere valutato sulla base delle condizioni finanziarie, delle ricadute industriali e dell’interesse nazionale”.
“L’Italia conferma così un approccio serio e pragmatico: rafforzare la sicurezza senza rinunciare alla responsabilità di bilancio, colmare le carenze capacitive e contribuire con al rafforzamento del pilastro europeo della NATO. La centralità del Parlamento – conclude Rauti – garantisce trasparenza, condivisione e responsabilità nelle scelte. Investire nella Difesa significa investire nella libertà, nella resilienza e nella sicurezza dei cittadini».
[Fonte: www.lavocedelpatriota.it]

































