Percorso:

Interrogazione a risposta scritta – Atto n. 4-05225 – Al Ministro dello sviluppo economico

Atto n. 4-05225

Pubblicato il 6 aprile 2021, nella seduta n. 311

FAZZOLARI , BALBONI , CALANDRINI , DE BERTOLDI , LA PIETRA , PETRENGA , RAUTI , GARNERO SANTANCHE’ , URSO , TOTARO – Al Ministro dello sviluppo economico. -Premesso che:

il tema della raccolta, gestione e diffusione di notizie e contenuti vari sulle piattaforme digitali rappresenta, nell’epoca dell’informazione globalizzata, uno snodo centrale in termini di garanzie democratiche e libertà d’espressione;

la libera manifestazione del pensiero, nelle democrazie occidentali, costituisce da sempre l’architrave di ogni libertà: lo Stato garantisce ad ogni individuo la possibilità di veicolare, attraverso tutti i mezzi di diffusione, le proprie opinioni o convinzioni al di fuori della propria sfera personale;

a tal fine, è bene ricordare il principio sancito dall’articolo 21 della Costituzione, che disciplina e protegge la libera manifestazione del pensiero, così come l’articolo 10 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, che attribuisce a ogni persona il diritto alla libertà di espressione, declinandola in libertà d’opinione e libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee;

in questo quadro operano, con una diffusione di contenuti sempre più ampia e variegata e con un’utenza in costante aumento, diverse piattaforme digitali, tramite le quali gli utenti sono in grado di diffondere i contenuti da loro stessi proposti o semplicemente godere dei contenuti da altri prodotti;

questo sistema di comunicazione è gestito da pochi soggetti privati in regime sostanzialmente monopolistico, soggetti che in assoluta autonomia stabiliscono regole di policy nell’utilizzo dei mezzi e dei codici di condotta cui attenersi nella diffusione di ogni contenuto ivi veicolato, stabilendo quali possano essere i contenuti proposti dagli utenti meritevoli di essere condivisi e diffusi e, di conseguenza, quali debbano essere al contrario quelli da rimuovere;

in ragione di ciò, sempre più frequentemente si assiste a vere e proprie forme di censura messe in atto dai gestori delle piattaforme digitali, società private che hanno (o dovrebbero avere) come naturale scopo la massimizzazione del profitto, secondo un’ottica commerciale in un mercato sempre più affollato;

nel corso degli ultimi mesi, importanti esponenti del mondo politico o del mondo scientifico sono stati oggetto di forme di censura che hanno suscitato scalpore e destato preoccupazione e interrogativi per lo strapotere che stanno assumendo i proprietari delle piattaforme digitali, verso le quali è doveroso porre la massima attenzione;

è notizia di due giorni fa che “YouTube” abbia chiuso il canale “Byoblu”, una testata giornalistica regolarmente registrata e operante in Italia da diversi anni, con circa 500.000 utenti iscritti, rimuovendo al contempo i contenuti diffusi negli ultimi 14 anni;

la nostra Costituzione, al richiamato articolo 21, in relazione ai contenuti di stampa, quali possono essere quelli di una testata giornalistica regolarmente registrata, dispone che se ne “può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dall’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili”;

l’arbitrario atto di rimozione del canale Byoblu, adottato secondo le regole di policy di YouTube, ovvero le cosiddette condizioni d’uso che costituiscono parte delle clausole contrattuali che si sottoscrivono al momento dell’adesione alla piattaforma, è sintomo del fatto che le stesse regole di policy si ritengono sovraordinate agli stessi principi costituzionali;

è invece palese come le regole di policy non possano essere considerate il parametro di valutazione per misurare il rispetto della garanzia di libertà nella manifestazione del pensiero, né tantomeno possano prevalere sulle norme di diritto interno che garantiscono libertà di espressione, parità di trattamento, trasparenza;

è assolutamente indispensabile porre un argine invalicabile alle arbitrarie dinamiche delle piattaforme digitali, anche per ribadire la superiorità del sistema democratico, del diritto interno, dei principi di libertà di espressione, di pluralismo, di parità di trattamento e di non discriminazione,

si chiede di sapere:

quali immediate iniziative di competenza il Ministro in indirizzo intenda assumere per garantire il ripristino del canale Byoblu sulla piattaforma YouTube, in maniera tale che sia ribadita e dimostrata la supremazia delle norme costituzionali sulle regole di policy proprie della piattaforma;

se non ritenga opportuno adottare provvedimenti che impongano alle piattaforme digitali di esplicitare in maniera chiara l’assoggettamento delle regole di policy alle norme del diritto interno, prevedendo commisurate sanzioni economiche in mancanza delle stesse.

[Fonte: www.senato.it]

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