Percorso:

Interrogazione a risposta scritta – Atto n. 4-03308 – Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dello sviluppo economico e per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione – “Progetto Facta”

Atto n. 4-03308

Pubblicato il 30 aprile 2020, nella seduta n. 212

RAUTI , CIRIANI , BALBONI , BERTACCO , CALANDRINI , DE BERTOLDI , FAZZOLARI , GARNERO SANTANCHE’ , IANNONE , LA PIETRA , LA RUSSA , MAFFONI , NASTRI , PETRENGA , RUSPANDINI , TOTARO , URSO , ZAFFINI – Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dello sviluppo economico e per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione. –

Premesso che, per quanto risulta agli interroganti:

il 2 aprile 2020, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM) ha diramato un comunicato stampa in cui annunciava di aver inserito il “progetto Facta”, proposto da “Facebook”, tra le attività del «monitoraggio delle iniziative di auto-regolamentazione delle piattaforme on line volte a contrastare la disinformazione sulle tematiche Covid-19»;

nell’ambito del progetto Facta, il fact-checker, selezionato autonomamente da Facebook, è “Pagella Politica”, ed è dotato di un profilo “WhatsApp” e di una numerazione dedicata che riceva da parte di chiunque sia interessato informazioni o contenuti dedicati alla tematica “COVID-19” per verificarne autonomamente l’autenticità;

secondo quanto si apprende dal citato comunicato AGCOM, «Pagella Politica/Facta riceverà le segnalazioni da parte di quegli utenti della piattaforma che vorranno sottoporre contenuti alla verifica di autenticità», per poi inviare una notifica al segnalante pubblicando gli esiti dell’analisi svolta sulla notizia sul suo sito;

al contempo, Facta, secondo quanto comunicato dall’Autorità, aggiornerà costantemente la piattaforma WhatsApp sulle informazioni da essa stessa verificate e, se richiesto dagli utenti, invierà un messaggio di resoconto delle analisi effettuate e pubblicate sul sito;

considerato che:

Pagella Politica è stata selezionata da Facebook autonomamente, senza pubblicazione di alcun rapporto o relazione circa l’iter che ha condotto alla selezione di questo specifico fact-checker;

il progetto non ha una durata temporale limitata, non sono stabilite verifiche periodiche circa il persistere della necessità di trattamento alla finalità di contrasto della disinformazione relativa alla crisi connessa all’emergenza epidemiologica da COVID-19 e non è chiarito che il trattamento verrà soppresso e i dati irreversibilmente distrutti ad esito dello stesso;

Pagella Politica, secondo le informazioni disponibili sul suo sito, è una società a responsabilità limitata, attiva con un sito on line dal 3 ottobre 2012, che si finanzia attraverso attività di content providing, cioè “vendendo contenuti e/o servizi a terzi”;

il primo soggetto finanziatore di Pagella Politica risulta essere Facebook, che insieme agli altri due clienti principali, RAI ed AGI, ha rappresentato nel 2018 il 70 per cento delle entrate della società;

il direttore di Pagella Politica è anche membro della task force sulle fake news istituita presso la Presidenza del Consiglio dei ministri;

secondo le dichiarazioni rese dal sottosegretario per l’editoria, Andrea Martella, compito della task force «non è in nessun modo quello di esercitare censure o limitare la libertà di espressione o il diritto dei cittadini di informarsi. E quindi non è nostra intenzione assegnare patenti di veridicità alle notizie»;

Pagella Politica, con il progetto Facta, assegnerà «patenti di veridicità» alle notizie pur non oscurandone i contenuti;

a livello europeo, con la comunicazione della Commissione al Parlamento europeo a al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni del 26 aprile 2018, “Contrastare la disinformazione online: un approccio europeo”, la Commissione europea ha già chiarito che per contrastare la disinformazione on line, la credibilità dei fact-checker dipende dalla loro indipendenza e dalla misura in cui si attengono a rigorosi criteri etici e di trasparenza;

la tutela della vita privata e la protezione dei dati sono diritti fondamentali che possono essere lesi dall’utilizzo delle tecnologie per fronteggiare la crisi relativa all’emergenza epidemiologica da COVID-19 e di conseguenza ogni trattamento dati deve essere limitato a questo fine, periodicamente riesaminato per verificare il persistere della necessità, e i dati devono essere distrutti al cessare dell’emergenza,

si chiede di sapere:

se il Governo abbia verificato o intenda verificare che il Garante della protezione dei dati personali sia stato informato delle iniziative inerenti al progetto “Facta” e che abbia operato una valutazione preliminare della sua compatibilità con la normativa nazionale ed europea in materia di tutela della privacy e in ordine alla sussistenza di sufficienti garanzie di tutela dei dati degli utenti i cui contenuti vengono inoltrati a “Facta”;

se, anche tenendo conto del fatto che Facebook è stato più volte al centro di procedimenti per violazione della normativa in materia di privacy e tutela dei dati personali, siano note le modalità e i criteri di selezione, da parte dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, del progetto Facta proposto proprio da Facebook;

se siano note le modalità mediante le quali si intende monitorare l’attività di Pagella Politica, affinché il processo valutativo sia obiettivo, completo e imparziale nei confronti degli autori dei contenuti ritenuti falsi e i suoi esiti rispettosi dei diritti costituzionali alla libera manifestazione del pensiero e al contraddittorio;

se sia stato informato del progetto, ed in particolare delle misure necessarie a garantire che la piattaforma sulla quale avverrà lo scambio di dati necessari all’implementazione del progetto non sia esposta ad attacchi cibernetici che compromettano la sicurezza dei dati in transito;

se il Presidente del Consiglio dei ministri sia informato del ruolo che un consulente della Presidenza del Consiglio dei ministri, membro della task force sulle fake news, ha nel progetto Facta e quali siano le garanzie di indipendenza di Pagella Politica, in ragione del rischio di un possibile conflitto di interessi tra la società e il promotore del progetto, Facebook, da cui Pagella Politica trae una parte dei propri ricavi.

[Fonte: www.senato.it]

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