Profili di donne che hanno conquistato il potere di cambiare il mondo con capacità, passione e dedizione. Per questo sono portatrici di merito e valore per la collettività
In un tempo che troppo spesso misura il valore del femminile attraverso la lente deformante degli stereotipi e delle banalizzazioni, emerge una forza silenziosa e tenace, capace di insinuarsi nelle pieghe della società per scuoterne le fondamenta più profonde.
È la forza delle donne che non attendono concessioni, che non chiedono il permesso di esistere, di affermarsi, di lasciare un segno. Donne che si sono costruite da sole, attraversando ostacoli, solitudini e responsabilità senza mai trasformare la fatica in vittimismo, ma piuttosto in disciplina interiore, in desiderio di crescita e incessante tensione verso il miglioramento. Le pagine di Valore Donna restituiscono il ritratto di un’Italia al femminile che resiste, crea, guida, cura, giudica, denuncia, innova.
Una rivoluzione culturale
Sono donne che hanno scelto di non arretrare davanti alle difficoltà, ma di trasformarle in testimonianza concreta. Un mosaico di voci autorevoli: magistrate (Paola Di Nicola Travaglini, Natalia Ceccarelli); giornaliste (Vittoriana Abate, Albina Perri, Chiara di Cristofaro); avvocate (Giada Bocellari, Claudia Eccher, Elena Biaggioni); rappresentanti delle istituzioni, come la vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno e la senatrice e presidente della Commissione Giustizia del Senato Giulia Bongiorno.
Al centro di questo numero di Valore Donna c’è il contrasto alla violenza di genere: la vera partita si gioca nella società, a ogni livello, in ogni suo risvolto. Lo testimoniano le riflessioni del magistrato Valerio De Gioia; del presidente del Tribunale di Milano Fabio Roia; di Francesco Menditto, che alla guida della Procura di Tivoli ha introdotto modelli operativi e buone pratiche divenuti riferimento nazionale. E ancora Cristina Carelli, presidente della rete dei centri antiviolenza. E infine Daniela Ferolla, presidente della Fondazione Le Stelle di Marisa ETS, e Roberta Beolchi, alla guida dell’associazione Edela: realtà che stanno accanto agli orfani di femminicidio. Ognuno di loro, attraverso il proprio lavoro e la propria esperienza sul campo, contribuisce a comporre il quadro complesso e doloroso di una delle emergenze civili più profonde del nostro tempo.
Autorevolezza femminile, oltre le quote rosa
Il vero cambiamento non risiede soltanto nelle norme, pur necessarie, ma nello sguardo collettivo. Nella capacità di riconoscere il talento femminile senza considerarlo un’eccezione. Nella maturità culturale di comprendere che l’autorevolezza non appartiene a un genere, ma alla qualità delle persone. E mentre il mondo continua a interrogarsi sulla leadership femminile, molte donne spostano più avanti la barra del progresso, con la forza delle idee e con una determinazione che lascia tracce profonde. Lo fanno nei tribunali, nelle redazioni, nelle aziende, nelle università, nelle istituzioni. Dal sottosegretario di Stato alla Difesa, Isabella Rauti, alla presidente di ANCE, Federica Brancaccio; dalla giornalista Chiara di Cristofaro alla deputata europarlamentare della Lega Anna Maria Cisint; dalla comandante della Nave Alpino della Marina Militare, Sara Vinci, a Romina Nicoletti, presidente della Italian Delegation Made in Italy; dal direttore generale di Cisambiente Confindustria, Lucia Leonessi, alla deputata Mara Carfagna; dalla presidente Fondazione Enasarco, Patrizia De Luise, al direttore generale ENIT, Elena Nembrini.
E ancora attraverso le storie imprenditoriali di Diana Bracco, Debora Paglieri, Eleonora Calavalle, Elisabetta Fabri, Maria Criscuolo, Cristina Rigoni, Monica Pedrali e Albiera Antinori. Forse è proprio qui il significato più profondo della parola valore: non il potere ostentato, ma quello conquistato con competenza e coraggio. Un valore che non ha bisogno di imporsi con le quote rosa, perché si afferma attraverso la credibilità. Che si nutre di talento, impegno e perseveranza.
[Fonte: www.corriere.it]
Leggi la mia intervista sulle pagine di “Valore Donna” di Maggio
[file pdf – 127 Kb]
Tra i temi affrontati:
- priorità della Difesa in contesto internazionale caratterizzato da instabilità pervasiva globale;
- impegno dell’Italia in Europa e nella Nato;
- nuove tecnologie e cooperazione industriale.


































