Roma, 5 ago. (askanews) – “A Roma Termini, come negli altri grandi scali ferroviari – fa notare Rauti – la presenza dei militari e dei mezzi viene pianificata dalle autorità competenti e modulata nell’arco della giornata sulla base dei flussi dei viaggiatori, degli orari dei collegamenti e delle valutazioni operative. Nelle ore centrali della notte, quando il movimento dei passeggeri raggiunge i livelli minimi, il dispositivo militare viene rimodulato per tornare pienamente operativo con la ripresa dei flussi del mattino». La sicurezza delle stazioni è garantita continuativamente da un sistema articolato, in cui il personale militare opera in concorso con la Polizia Ferroviaria e con le altre Forze di Polizia. Lo spostamento di alcuni mezzi militari non determina l’ interruzione del presidio che resta assicurato nella forma dinamica. «Un dispositivo efficace – sottolinea il Sottosegretario, che anche quest’anno a Ferragosto visiterà alcune postazioni per ringraziare il personale impegnato – nelle forme previste di statico e dinamico, deve essere flessibile per adattarsi dall’andamento dei flussi dei viaggiatori ed al contempo garantire il massimo livello di efficacia operativa e la necessaria rotazione del personale di turno”.
“Strade Sicure” e “Stazioni Sicure” impegnano complessivamente 6800 militari dell’Esercito italiano e delle altre Forze Armate, presenti in quasi 60 città e in una dozzina dei principali scali ferroviari nazionali. Non uno “spot” sulla sicurezza ma una presenza capillare, quotidiana ed operativa che negli anni ha visto crescere il numero dei risultati ottenuti ed anche il gradimento da parte dei cittadini .
Red/Mos 20260805T172219Z
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