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AirPress – Il Persano, eccellenza d’addestramento

Pagina-48-da-Airpress-N-109C’era una volta, in provincia di Salerno, la real razza del cavallo Persano. C’era inoltre la settecentesca riserva di caccia della famiglia reale dei Borboni, ma questa è un’altra storia. Oggi, nell’area dell’ex tenuta borbonica c’è un’eccellenza militare, quella del Comando comprensorio di Persano. Gestisce l’area demaniale e coordina le attività addestrative e l’utilizzo dei moderni sistemi di simulazione dell’Esercito presenti nel comprensorio militare. Il territorio di antica proprietà borbonica è passato al ministero della Guerra del Regno d’Italia nel 1861. Dall’inizio del 2000 ospita il Comando militare di Persano.
Storicamente, si trattava di oltre 3mila ettari di terreno che nel tempo, con le cessioni al ministero delle Politiche agricole e quelle al Comune limitrofo di Serre, si sono ridotti a circa 1.100. Un’estensione che rappresenta una vasta area strategica per lo svolgimento delle attività e sulla quale sono di stanza cinque reparti (complessivamente 1.720 unità) alle dipendenze della Brigata bersaglieri Garibaldi. Con le sue infrastrutture, la capacità alloggiativa di 400 unità di transito e i poligoni, il comprensorio (che oggi rientra in parte nel progetto “Caserme verdi”) è vitale per le attività scolastico-addestrative e di approntamento dei moduli logistico-operativi per l’impiego fuori area, nonché per ospitare le esercitazioni interforze. Il territorio comprende tre caserme: la Cucci (sede del Comando), la Capone (8° Reggimento artiglieria terrestre
Pasubio e 4° Reggimento carri, unità operative della brigata) e la Ronca (Reggimento logistico Garibaldi e 10° Reparto sanità), che annovera tra le sue infrastrutture anche l’edificio storico della Real casina di caccia dei Borbone. La zona a essa circostante era dedicata all’allevamento di cavalli e qui nacque, per volontà di Carlo di Borbone, intorno al 1730 la pregiata razza equina denominata appunto Persano, ottenuta dall’incrocio tra tre fra le più importanti razze di cavalli dell’epoca – il turco, il salernitano e il siciliano – e diventata successivamente la razza ufficiale del Regio esercito. I reparti alle dipendenze della Brigata bersaglieri Garibaldi – annoverata dalla Forza armata come forza di proiezione – si sono distinti partecipando, complessivamente, a tutte le più importanti missioni internazionali in Bosnia Erzegovina, Macedonia, Kosovo, Albania, Iraq, Afghanistan e Libano. La Brigata Garibaldi è stata impiegata nel territorio nazionale anche per le operazioni di soccorso alle popolazioni terremotate del Friuli (1976) e in Campania (1980).
Con i reparti dipendenti ha operato nell’ambito dell’operazione “Vespri siciliani” e di numerose altre attività sul territorio nazionale, in supporto alle forze di sicurezza, finalizzate al controllo del territorio e al contrasto della criminalità a Riace (Calabria), Partenope (Napoli), Domino (Campania) e recentemente in Strade pulite (Campania) e Strade sicure (tuttora in corso sulle piazze di Napoli, Caserta e Roma). Per le attività di cooperazione civile e militare svolte all’estero – con la Croce rossa italiana, comitato locale di Serre – nell’ambito delle missioni in Kosovo, in Afghanistan e in Libano, l’8° Reggimento artiglieria terrestre Pasubio è stato insignito, il 10 ottobre 2008, della medaglia di bronzo al merito della Croce rossa italiana. Inoltre, attraverso il comando della missione bilaterale in Niger (Misin), il Pasubio ha contribuito attivamente ai progetti di aiuti umanitari promossi dal Comune di Contursi Terme in favore dei bambini del Niger, ospiti degli orfanotrofi di Niamey. Un esempio concreto che conferma l’impegno dei nostri soldati nelle missioni di internazionali di cooperazione civile-militare a sostegno delle popolazioni locali.

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