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243ª Seduta Pubblica – Dichiarazioni di voto sulla tutela del patrimonio artistico nazionale

Resoconto stenografico in corso di seduta

PRESIDENTE. Sulla mozione n. 258, presentata dalla senatrice Rauti ed altri, le proposte di riformulazione riguardano le premesse. Vi è una contrarietà rispetto ai punti 4), 11), 12) e 13) delle premesse, che si chiede vengano espunti. Con tali riformulazioni, il parere è favorevole.

Chiedo alla senatrice Rauti se accoglie tutte le riformulazioni proposte dal Governo.

RAUTI (FdI). Sì, signor Presidente.

RAUTI (FdI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

RAUTI (FdI). Signor Presidente, sarò brevissima, non solo per ciò che ha detto lei, ma perché non ho più voce. Siamo contenti che questo tema della tutela del patrimonio artistico, dopo la nostra mozione, abbia visto la presentazione di altre quattro mozioni, tutte animate dalla medesima volontà di valorizzazione e tutela del patrimonio artistico nazionale.

È stato anche bello il dibattito che abbiamo ascoltato in Aula, perché sono stati molti gli spunti, che io ho apprezzato, anche delle mozioni altrui. Mi ha colpito molto l’intervento del collega Aimi, con il quale condivido la preoccupazione per i recenti attentati ad opere simbolo di storia e di cultura, episodi che la cronaca ci ha restituito. Una sorta di furore neoiconoclasta, che viene ricondotto da taluni analisti alla cosiddetta categoria della cancel culture, ovvero la cultura della cancellazione, dettata dalla volontà di rimuovere la storia e la memoria, attaccando statue, monumenti simbolici e i valori che rappresentano.

Ci preoccupa questo fenomeno di cancellazione e di rimozione del passato, che ha nei social, come è noto, il suo megafono e che, dal nostro punto di vista, rappresenta una deriva pericolosa anticulturale. Anche noi, collega Aimi, abbiamo presentato un disegno di legge, che, senza entrare nell’articolato, concettualmente punta a inasprire le pene per chi compie atti vandalici, deturpa e distrugge beni storici e artistici.

È anche in virtù del disegno di legge che abbiamo presentato che mi sento, come ho dichiarato, di accettare quanto è stato proposto dal Governo rispetto alla nostra mozione, ovvero espungere due parti e riformularne alcune.

Annuncio altresì un voto favorevole rispetto alle altre mozioni e le cito per numero: nn. 263, 264, 266, 269. Credo, in sintesi, di poter dire, anche per quello che ho ascoltato, che vi sia un filo rosso che le attraversa e le accomuna tutte; sia pure con diversi accenti e sfumature, tutte nascono dall’esigenza condivisa di difesa del patrimonio nazionale, della storia che esso rappresenta e della memoria che ci tramanda. È quindi qualcosa di collettivo, di condiviso, di comunitario, di comune senso di appartenenza e di orgoglio. Aggiungo che in tutte le mozioni c’è, a mio avviso, il desiderio – forse, lasciatemelo dire, anche accentuato dalla crisi che stiamo attraversando – di restituzione di senso e di valore a tutto ciò che ci circonda, a tutto ciò che abbiamo ricevuto, che troppo spesso non abbiamo saputo rispettare abbastanza, dall’ambiente al patrimonio artistico. È allora forse il momento di rovesciare i negativi paradigmi e quello spirito di unanimità che mi auguro ci sia oggi in Assemblea potrebbe rafforzare questa volontà.

Come è noto, «La bellezza salverà il mondo» (la frase ovviamente non è mia, è il titolo di un libro famoso). Ma se la bellezza salverà il mondo, salverà anche noi. (Applausi).

[Fonte: www.senato.it]

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