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Commissioni congiunte 4ª (Difesa) Senato e IV (Difesa) Camera – Audizione della Ministra della difesa sulle linee programmatiche del suo Dicastero

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RESOCONTO STENOGRAFICO

RAUTI (FdI). Signor Presidente, sarò sintetica al massimo perché ritengo che si debba parlare tutti e usare il tempo per fare delle domande.
Ringrazio il signor Ministro per la sua relazione. Mi permetto inoltre di salutarla perché sono della riserva selezionata, però devo dire che sono mancati, a nostro avviso, dei riferimenti rispetto alle materie più in discussione. Alcune domande dei colleghi mi hanno preceduta in questo senso, quindi ci torno ma in modo molto sintetico.
In primo luogo, per quanto riguarda l’European 12, lei ha già risposto. Noi però vorremmo sottolineare che mentre questo si decideva, noi erano qui nell’Aula di Palazzo Madama alla presenza del Presidente del Consiglio che era venuto in Aula prima dell’incontro di Bruxelles e la nostra mancata adesione all’European 12 è stata in realtà decisa senza alcuna forma di consultazione, senza nessun passaggio in Aula e nessuna consultazione del Parlamento. E’ vero che non sappiamo se questo organismo sarà utile o meno, ma questo non lo sapeva neanche il Governo nel momento in cui ha deciso, a priori, di non farne parte.
Ci preoccupa un po’ la non adesione (che si può sempre fare in un secondo momento), perché comunque questo strumento è agile. Esso, infatti, rispetto alla PESCO, conta dodici Paesi (attualmente nove, ma ne conta dodici) e, soprattutto, include un Paese come la Gran Bretagna che, sostanzialmente, per la prima volta dopo la Brexit si unisce a un organismo internazionale di difesa. Quindi, noi, non vorremmo che questa mancata adesione ci vedesse esclusi proprio ai tavoli dove si decide una materia di difesa come sistema comune e come esigenza geopolitica.
Per quanto riguarda, invece, il punto del riordino delle carriere, vorrei aggiungere soltanto una questione che viene sottoposta dal personale che ne è coinvolto, cioè la questione del riordino delle carriere del personale delle Forze armate, con un particolare riferimento a quando verranno stabiliti gli incarichi attribuiti ai primi luogotenenti, ai sergenti maggiori capo (mi sto riferendo a quelli a qualifica speciale) e anche ai caporalmaggiori e ai caposcelti (a qualifica speciale anch’essi), nonchè a quando verrà emanato il foglio d’ordine che fissa le caratteristiche dei gradi per le qualifiche speciali. Noi sappiamo che per la Marina c’è anche un termine indicato per l’utilizzo dei gradi in questione, i cosiddetti nuovi gradi. Vorremmo, dunque, sapere a che punto siamo per quanto riguarda il personale dell’Esercito. L’ultimo punto riguarda il sindacato.
Lei ha incontrato i rappresentanti del COCER e ha anche anticipato, evidentemente, un impegno legislativo perché, come è noto, dopo la sentenza della Corte costituzionale del 13 giugno scorso, non solo è legittimo ma anche necessario che si addivenga alla costituzione di un sindacato.
Manca, quindi, ancora un intervento legislativo ad hoc, una legge necessaria e vorremmo sapere, da questo punto di vista: a che punto è l’iter, se è stato avviato l’iter necessario e, soprattutto, se questo iter di discussione per l’approvazione di una legge del sindacato dei militari si richiamerà per esempio, alla forma già esistente del sindacato di Polizia; o ancora, se la rappresentanza sindacale militare sarà espressa da qualunque forma associativa (penso, per esempio, al neonato SIULM) o se verrà eletta dai militari; quali relazione sindacali dovrà avere questo sindacato con le altre realtà sindacali e chi lo presiederà. Altre ancora potrebbero essere le domande, ma resta la domanda di fondo che è capire a che punto siamo con l’ iter legislativo di riferimento.

Resoconto stenografico
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Questa voce è stata pubblicata in Commissione Difesa (4ª), Primo piano.