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Secolo d’Italia.it – Diventa finalmente carta da coriandoli la provocazione del passaporto italoaustriaco

Non ci provate proprio. L’Alto Adige è Italia e col doppio passaporto ci si farà al massimo carta da coriandoli. Pietra tombale finalmente, grazie all’iniziativa di Fratelli d’Italia, su una rogna che rischiava di funestare i rapporti tra Roma e Vienna. La questione del doppio passaporto italo-austriaco era esplosa vigorosamente qualche tempo fa, a causa di prese di posizione improvvide provenienti da oltreconfine. Ciclicamente riemergono vecchi rivendicazionismi antitaliani, ma stavolta si era spinta in avanti la coalizione di governo, poi caduta per i noti scandali.
I senatori della Meloni, con il capogruppo Ciriani assieme alla Rauti, Urso e Fazzolari, non si erano fatti cogliere di sorpresa dal tentato blitz, presentando un’interrogazione a Moavero.
Il tema erano la preoccupazione e lo sconcerto sulle “dichiarazioni ufficiali di rappresentanti del Governo e del Parlamento austriaco in merito alla prossima discussione di un disegno di legge per la concessione della cittadinanza austriaca ai cittadini italiani di lingua tedesca e ladina, residenti nella provincia già autonoma dell’Alto Adige“. In pratica, la pretesa era tale da prevedere per gli altoatesini di lingua tedesca e ladina la partecipazione alle elezioni per il Nationalrat, il Parlamento austriaco; il servizio civile e le prestazioni sociali sarebbero scattate solo per coloro che si fossero trasferiti in Austria. L’accesso alla cittadinanza avrebbe comportato un costo agevolato di appena 660 euro. Avrebbero potuto fare domanda gli altoatesini dichiaratisi, ai censimenti linguistici italiani previsti dallo statuto di autonomia, di lingua tedesca oppure ladina. Un progetto di assoluta gravità.

“Ambigua rivendicazione”
La vicenda ha tenuto banco sulle cronache giornalistiche. Tra gli altri si era segnalato Gian Enrico Rusconi a definire il passo intrapreso dall’Austria sulla doppia cittadinanza, “un gesto simbolico solo apparentemente innocuo“. Questo perché “l’indiretta offerta della cittadinanza austriaca, assolutamente inutile data l’ottima condizione dell’autonomia di cui godono i cittadini di lingua tedesca, aprirebbe una ambigua rivendicazione identitaria-linguistica“.
Una questione peraltro da considerare chiusa con il rilascio nel 1992 della cosiddetta quietanza liberatoria da parte dell’Austria.  E la decisione di riaprire la questione avrebbe riaperto inevitabilmente un conflitto internazionale faticosamente ricomposto.

La risposta del governo a Fratelli d’Italia
Nelle ultime ore è arrivata la risposta del Governo italiano alle sollecitazioni di Fdi. Roma ha manifestato a più riprese alle autorità austriache – si legge nella risposta all’interrogazione – la ferma contrarietà dell’Italia all’iniziativa della “doppia cittadinanza”.
A fronte delle dichiarazioni da parte di esponenti dell’ex Governo austriaco di voler procedere con l’iniziativa soltanto “d’intesa” con Roma, “è stata puntualmente ricordata l’indisponibilità dell’Italia verso ogni forma e ogni livello di discussione sul tema”. Perché si tratterebbe di un’iniziativa che ci vede categoricamente contrari “e della quale non si condividono i presupposti giuridici né si intravede l’opportunità politica“.
Vienna è pertanto ben consapevole – ha messo nero su bianco il governo – “che l’Italia non è disposta a sedersi ad alcun tavolo che abbia ad oggetto questa tematica“.
Fine di una commedia. L’auspicio è che non si debba più tornare su una 
questione che da parte italiana è giustamente considerata come una provocazione. Gli accordi internazionali hanno un valore che va rispettato e la loro messa in discussione è inaccettabile. Soprattutto quando è sollevata in modo prepotente ed unilaterale. Ora dovrebbero davvero smetterla.

[Fonte: www.secoloditalia.it]

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