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Penso a mio padre…

Manifesto Pino Rauti

Penso a mio padre come ad un grande sognatore e realizzatore di “un oltre” in cui ha creduto. In cui moltissimi hanno creduto e taluni continuano a credere. C’è una tale potenza vitale nelle parole che ha lasciato e nelle idee che ha trasmesso che supera la dimensione del tempo, del ricordo e della memoria, come qualcosa capace di morire e capace di rinascere.

La ricorrenza della sua scomparsa – oggi sono sette anni: un soffio e un secolo – è sempre per me un giorno particolarmente triste o più semplicemente un giorno particolare perché lentamente la tristezza sta scomparendo, sospinta lontano da questa energia di eterno ritorno e da questa straordinaria capacità di presenza . È vero, papà, c’è un filo d’acciaio che ci lega ma ti vorrei accanto ad ogni passo e in ogni momento, ti vorrei raccontare ogni pensiero e turbamento e la tua assenza è la mia solitudine. Quella dolorosa. Ma mi hai insegnato anche a vivere e ad attraversare il dolore, seguendo la “via più breve” quella esclusiva che “passa per le stelle”. 

Isabella

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