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ofcs.report – Navi all’Egitto: il Cocer Marina chiede blocco della vendita

E Fratelli d’Italia presenta un’interrogazione ai ministri di Difesa e Esteri

L’accordo tra Italia e Egitto per la vendita della navi militari Fremm non va giù a molti. “Se qualcuno può bloccare la vendita delle due fregate lo faccia!”, è l’appello del Cocer Marina che in una nota esprime tutto il disappunto per la decisione del governo e chiede un incontro al ministro della Difesa.

E in alcuni ambienti circola la voce che la vendita delle due fregate Fremm (Nave Bianchi e Nave Schergat) sia in qualche modo la contropartita di una operazione che coinvolge l’Eni, interessata a nuovi giacimenti scoperti al largo delle coste egiziane. Ma potrebbe anche esserci un accordo, secondo altre indiscrezioni, riguardante il flusso dei migranti e più in generale nella stabilizzazione della Libia. Indiscrezioni che trovano un riscontro nelle parole del premier Giuseppe Conte che, davanti alla Commissione di inchiesta sulla morte di Giulio Regeni, ha ribadito l’importanza dell’Egitto per quello che riguarda appunto la Libia e i migranti. “Il Cairo – ha detto Conte – può avere un ruolo non marginale in dossier come il conflitto in Libia, così anche nella gestione dei flussi migratori e la collaborazione in campo energetico. Interessi che vanno al di là della mera collaborazione economica”.
Quale che sia il retroscena di questa vicenda, sicuramente la notizia non è piaciuta a molti. “Interveniamo su questa vicenda per esprimere una totale vicinanza e solidarietà ai Comandanti ed agli equipaggi di Nave Bianchi e Nave Schergat ed esternare il motivo della delusione e dell’amarezza del personale, vittima anch’esso della situazione, anche perché non riesce a capire le ragioni di tale cessione ed a chi giova”, si legge nel comunicato stampa del Cocer Marina diffuso nel pomeriggio del 18 giugno 2020

Dubbi e domande sono state espressi anche dalla senatrice di Fratelli d’Italia, Isabella Rauti, che ha presentato un’interrogazione diretta ai ministri della Difesa e degli Esteri per “fornire chiarimenti ufficiali sulla cessione delle due navi Fremm e sulle condizioni contrattuali ed economiche di tale cessione nell’accordo bilaterale italo-egiziano”. E ancora, “quali iniziative i Ministri interrogati intendano adottare per compensare la perdita subita dalla nostra Marina Militare in termini di mezzi navali, ovvero in termini di eventuale risarcimento economico”. Infine, nell’interrogazione si chiede “se trovano riscontro le ipotesi di cessione di 20 pattugliatori d’altura di Fincantieri, 24 caccia Eurofighter Typhoon, 20 velivoli da addestramento M-346 di Leonardo più un satellite da osservazione, per un valore complessivo di 10,7 miliardi di dollari”.
E il Cocer Marina rincara la dose, soprattutto perché le due navi erano state varate con bandiera italiana, e quindi provviste di equipaggio, non tanto tempo fa.

“Questo Consiglio storicamente è stato sempre propositivo affinché le condizioni di sicurezza, salubrità e logistiche delle navi e delle infrastrutture della Forza Armata migliorassero – si legge ancora nella nota – Finalmente la Marina poteva disporre di Fregate di nuova generazione che avrebbero consentito migliori condizioni di vita e professionali grazie alla razionalizzazione degli spazi ed all’ ampio uso della tecnologia, adeguate alle attuali esigenze marittime che impegnano le Unità in lunghe missioni internazionali. Poco ci consola pensare che potranno essere in futuro realizzate due navi in sostituzione di quelle cedute – prosegue il Cocer – la vendita delle nuove fregate, infatti, costringerà la Marina Militare a mantenere in linea, per altri lunghi anni, unità navali di vecchia concezione, con il doppio del personale imbarcato, proprio nel momento in cui è in corso la forte riduzione del personale in applicazione della sciagurata ed insostenibile Legge 244 cosiddetta Di Paola”. Per questo motivo – conclude il Cocer – abbiamo chiesto un urgente incontro con il Ministro della Difesa, ma intanto se qualcuno può bloccare la vendita delle due fregate lo faccia!”.
Immediata la risposta della Marina Militare, che prende le distanze dal Cocer precisando che “quanto diffuso ai media non costituisce espressione di una posizione ufficiale della Forza Armata”.

E mentre la polemica sulla cessione delle navi non accenna a placarsi, il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, prova a gettare acqua sul fuoco annunciando di avere “mandato una lettera al ministro degli Esteri egiziano Shoukry ribadendo che serve un efficace segnale di svolta sul caso di Giulio Regeni. Bisogna far luce definitivamente sulla morte di Giulio perché il tempo dell’attesa è finito”. Di Maio individua la data del 1° luglio come scadenza quando “i magistrati italiani ed egiziani si incontreranno”.

[Fonte: ofcs.report]

Questa voce è stata pubblicata in Commissione Difesa (4ª), Rassegna stampa.