Percorso:

Mozione – Atto di Sindacato Ispettivo n. 1-00219 – Rischio della chiusura di Radio Capodistria

Atto n. 1-00219

Pubblicato il 20 febbraio 2020, nella seduta n. 194

RAUTI , BERTACCO , CALANDRINI , DE BERTOLDI , FAZZOLARI , LA PIETRA , RUSPANDINI , URSO

Il Senato,

premesso che:

è di questi giorni la notizia che la frequenza 103.1 di Radio Capodistria, la radio in lingua italiana della Slovenia, rischia di essere chiusa per dare la stessa frequenza a Radio Slovenia International;

come si legge in una nota dei lavoratori dell’emittente stessa “togliere a Radio Capodistria la sua frequenza radio più importante equivale, in pratica, al suo spegnimento nel contesto transfrontaliero, al suo oscuramento, al suo allontanamento dalla Nazione Madre e dai suoi numerosi ascoltatori”;

aggiungono che la frequenza 103.1 “ci permette di esser presenti su gran parte del territorio del Friuli Venezia Giulia e in Istria”;

la chiusura di una frequenza così importante per la minoranza italiana e l’italofonia della Slovenia e della Croazia è molto grave, visto il ruolo storico della radio nei rapporti di queste con il Friuli-Venezia Giulia;

Radio Capodistria, infatti, è un’emittente slovena nata il 25 maggio 1949 con il nome di Radio Trieste Zona Jugoslava e nel 1955, con il secondo esodo che riguardava la “zona B”, divenne espressione di quanto di italiano rimaneva in Istria e, insieme e più ancora, punto di raccordo per una visione conciliativa dell’intero territorio giuliano a favore di una convivenza tra le culture: slovena, italiana e croata;

Radio Capodistria è stata una delle prime emittenti bilingui in Europa e nel 1979 il programma sloveno e quello italiano iniziarono a trasmettere su frequenze separate proprio per contribuire maggiormente alla diffusione delle due lingue e in particolare difendendo l’italofonia in Slovenia e nelle parti della Croazia raggiunte dal segnale dell’emittente;

proprio per questo, nel 2005, ha ricevuto il premio “Italradio” per la promozione e il sostegno alle trasmissioni in lingua italiana e nel 2012 il premio “Cuffie d’Argento radio senza confini – premio Aeroporto FVG” nell’ambito del prestigioso premio radio “Cuffie d’Oro Lelio Luttazzi 2012” svoltosi a Trieste;

oggi essa continua ad essere ascoltata in Slovenia ma anche in Friuli-Venezia Giulia e in Croazia difendendo, attraverso notiziari e programmi generalisti, la cultura della minoranza italiana in Slovenia e Croazia e raccontando in Friuli-Venezia Giulia abitudini, iniziative e realtà degli italiani oltre confine;

in particolare, il programma radiofonico per la comunità nazionale italiana (come viene definito dalla legge sull’emittenza pubblica radiotelevisiva in Slovenia) attua il diritto costituzionale della minoranza italiana all’informazione pubblica nella propria lingua madre ed ai contatti con la nazione madre e svolge un ruolo importante anche negli scambi culturali e nei contatti del gruppo italofono con la maggioranza slovena, contribuendo all’informazione, alla conoscenza reciproca ed allo sviluppo dei buoni rapporti in un’area di contatto fra tre nazioni diverse, Slovenia, Croazia e Italia;

considerato, dunque, che la prevista e paventata chiusura della frequenza 103.1 costituisce senz’altro un danno per la cultura italiana e della minoranza italofona in Slovenia e in Croazia, ma costituisce anche una vera e propria lesione dei diritti dei concittadini che, secondo la costituzione slovena, hanno non solo il diritto di vedere difesa la propria lingua ma anche il diritto, nei comuni a forte presenza italofona, all’utilizzo dell’italiano come lingua ufficiale accanto allo sloveno;

impegna il Governo ad intervenire nelle sedi opportune, anche internazionali, per risolvere la situazione di precarietà ed incertezza in cui si trova Radio Capodistria, che deve poter continuare a coprire con le sue trasmissioni il contesto transfrontaliero a tutela il diritto all’informazione nella propria lingua madre della comunità italiana in Slovenia e Croazia.

Mozione Radio Capodistria
[File pdf – 169 Kb]

[Fonte: www.senato.it]

Questa voce è stata pubblicata in Mozioni prima firmataria.