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LaPresse – Violenza donne, Rauti (FdI): Su prevenzione Italia in ritardo, molto da fare

Roma, 25 nov. (LaPresse) – “Ogni 15 minuti una donna subisce una qualche forma di violenza. Ogni due giorni una donna viene uccisa ‘in ragione’ del suo essere donna e spesso lascia uno o più orfani. E’ la pesante e triste “contabilità” – ma sono persone e vite non numeri- che racconta di un’emergenza strutturale che continua a rimanere tale e rispetto alla quale resta molto da fare. Il numero dei centri antiviolenza presenti sul territorio non è sufficiente e le risorse stanziate non arrivano o, quando ci sono, arrivano tardi; e pochissimi sono i centri dedicati al recupero del violento e del maltrattante. È necessario, inoltre, un monitoraggio completo dei centri antiviolenza e delle case rifugio, una loro mappatura completa e soprattutto il loro potenziamento, perché le donne ed i loro bambini ne hanno bisogno. Come Fratelli d’Italia abbiamo presentato al Senato una mozione denunciando l’assenza dei decreti attuativi della legge sugli orfani di femminicidio e di crimini domestici, e solo oggi arriva l’annuncio del ministro Gualtieri di aver avviato la procedura per sbloccare le risorse del relativo Fondo; abbiamo richiesto, inoltre, un maggiore stanziamento di fondi per gli orfani di femminicidio e le famiglie affidatarie, aumento che, abbiamo previsto con nostri emendamenti anche alla legge di Bilancio”. Lo dichiara la senatrice di Fratelli d’Italia, Isabella Rauti, responsabile Pari opportunità dell’Esecutivo nazionale di FdI e componente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio e la violenza di genere. “Sul piano dell’implementazione delle leggi, invece, siamo costretti a registrare molte disfunzioni e criticità di applicazione, nonché sconti di pena e riti abbreviati che non dovrebbero valere per certi reati e delitti. E rimane, sottesa e sullo sfondo, la questione culturale e di educazione ai sentimenti, su cui il nostro Paese sconta un ritardo e che rappresenta una sfida continua rispetto alla quale non soltanto la politica ma tutti devono sentirti chiamati in causa, dal mondo dello spettacolo alla cultura, da quello sociale a quello imprenditoriale. Per questo non basta un giorno di sensibilizzazione, ma piuttosto un impegno costante e quotidiano che eviti il rischio di vuote celebrazioni del 25 novembre, giornata mondiale contro le violenze, e sia premessa di cambiamenti radicali e sostanziali miglioramenti di una questione sociale sommersa e dolorosa”, conclude la senatrice Rauti. POL NG01 abf 251735 NOV 19

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