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l’Altro quotidiano.it – 7GIORNI IN SENATO (n. 63)/ Due sedute dominate dal dibattito sulla politica estera (Libia e Medio Ortiente in particolare). Poi pausa per le elezioni regionali in Emilia Romagna e Calabria

di Francesco Maria Provenzano

Martedì 14 gennaio l’Aula si è riunita alle ore 16 e il Presidente di turno, Calderoli, ha reso comunicazioni all’Assemblea in ordine alla presentazione del decreto-legge recante disposizioni urgenti per l‘istituzione del Ministero dell’Istruzione e del Ministero dell’Università e della Ricerca; alla nomina del ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina e del ministro dell’Università e della Ricerca Gaetano Manfredi; alla richiesta di referendum popolare promossa da un quinto dei componenti del Senato sul testo di legge costituzionale in materia di riduzione del numero dei parlamentari. La seduta è terminata alle ore 16:30.

Mercoledì 15 la seduta dell’Aula è iniziata alle ore 11:30 Il ministro degli Affari Esteri,  Di Maio, ha reso un’informativa sull’attuale scenario internazionale, con particolare riferimento alla situazione in Iran, Iraq e Libia. L’instabilità diffusa in Iran, Iraq e Libia, ma anche in Siria e Yemen, tocca l’interesse nazionale per la sicurezza (flussi migratori, terrorismo), gli interessi economici (forniture energetiche e penetrazione delle imprese) e il ruolo geopolitico dell’Italia. Rispetto alla Libia, dove il conflitto interno si è trasformato in una guerra per procura tra potenze straniere, l’Italia ha fatto la sua parte per il raggiungimento del cessate il fuoco, ha avuto contatti bilaterali con Turchia e Russia, colloqui con il generale Haftar e Serraj, ma anche con i Paesi confinanti della Libia; è stata presente a tutti i tavoli di confronto, adoperandosi per il coinvolgimento della comunità internazionale e per un coordinamento europeo che ha avuto un primo risultato nella convocazione della Conferenza di Berlino.

Cinque le linee guida del Governo. Il ministro Di Maio le ha elencati in questo ordine: l’impraticabilità della soluzione militare; la riapertura del dialogo sotto l’egida dell’Onu; la fine di ogni ingerenza esterna; l’unità, sovranità e stabilità territoriale della Libia; l’inclusività dell’accordo.

La Conferenza di Berlino dovrà definire il monitoraggio della tregua, l’embargo delle armi, il sostegno alle riforme, la fine delle ingerenze esterne.

Rispetto alle vicende che hanno riguardato Iran e Iraq, il Governo ha seguito quattro direttive: contenimento delle tensioni, tutela dei militari italiani, contrasto a Daesh, conferma dell’intesa sul nucleare. L’Italia, che può dare un contributo ad azioni equilibrate, rispetta la sovranità irachena, sostiene la prosecuzione dell’impegno della coalizione contro il terrorismo e chiede all’Iran piena luce sull’abbattimento dell’aereo ucraino. Nella successiva discussione, il senatore Casini (Aut) ha evidenziato l’inconsistenza europea, la crisi del multilateralismo e il ritiro degli Usa; Vescovi, Emanuele Pellegrini e Iwobi (L-SP) hanno sostenuto che vi sarebbe stato un  ruolo da puri spettatori dell’Italia e dell’Europa e hanno chiesto al ministro di chiarire i rapporti con la Francia; le senatrici Sbrollini e Garavaglia (IV) sarebbero favorevoli a un invio di forze Onu in Libia a condizione che si raggiunga un accordo;  Romani e Malan (FI) ritengono che non si possa escludere un intervento sul territorio, hanno evidenziato le analogie tra la Siria e la Libia ponendo l’accento sulla divisione dei sunniti tra forze moderate e fratellanza musulmana; hanno chiesto al ministro perché non abbia sottoscritto il documento che dichiara nullo l’accordo di continuità marittima tra Libia e Turchia; secondo  Alfieri e Roberta Pinotti (PD) il Governo precedente ha sbagliato ad incentrare i rapporti con la Libia sulla questione migratoria, il disimpegno degli USA avrebbe dovuto essere compensato da una forte iniziativa unitaria europea; Ferrara e Petrocelli (M5S) hanno criticato l’azione unilaterale degli USA in Iraq, hanno evidenziato i danni economici derivanti all’Italia dalle sanzioni contro l’Iran, hanno espresso apprezzamento per la lucidità e l’equilibro della politica estera italiana, che mira ad evitare lo smembramento della Libia. La senatrice De Petris (Misto-LeU) ha messo l’accento sull’inversione della politica estera italiana che, abbandonata l’ossessione migratoria, ha ripreso una forte iniziativa diplomatica nel Mediterraneo: il modo migliore per difendere gli interessi nazionali è far parlare l’Europa con una sola voce. Secondo Isabella Rauti e Urso (FdI) l’inconsistenza della politica estera riflette la marginalità dell’Italia e l’impotenza europea, manca chiarezza sulla guida di un eventuale intervento militare in Libia e sulla modalità di realizzare un possibile blocco navale. La seduta è terminata alle 14:30.

Giovedì 16 lAula ha iniziato i lavori alle ore 9:30 la Conferenza dei Capigruppo ha approvato a maggioranza modifiche al calendario dei lavori: i punti già previsti all’ordine del giorno (mozioni e ddl in materia di lite temeraria) sono differiti ad altra data. Il question time con il Presidente del Consiglio si svolgerà il 6 febbraio.

La senatrice Bernini (FI), ritenendo che il rinvio sia dettato dalla paura della maggioranza di affrontare la mozione dell’opposizione, ovvero le conseguenze di plastic tax e sugar tax sulla diminuzione dei consumi, ha proposto di discutere questa mattina le mozioni sul clima e nel pomeriggio la mozione in materia fiscale. Romeo (L-SP), sostenendo la richiesta della senatrice Bernini, ha accusato la maggioranza di voler processare Salvini ma di non avere il coraggio di farlo prima delle elezioni regionali. Ha chiesto quindi la convocazione della Giunta del Regolamento per stabilire la data entro cui la Giunta delle elezioni e delle immunità deve decidere il caso Salvini. Ha segnalato infine che il sindacato ispettivo non viene svolto da due mesi. Faraone (IV) ha evidenziato che l’opposizione ha fatto conoscere il testo della sua mozione soltanto ieri pomeriggio; la mozione è strumentale, se si vuole intervenire in materia fiscale si votino gli emendamenti presentati al decreto proroga termini. Secondo la senatrice De Petris (Misto-LeU) si è commesso un errore accettando di calendarizzare mozioni di cui è stato comunicato un titolo ma non il testo. Quanto al caso Salvini, la Giunta del Regolamento non può essere convocata se non viene prima integrata la composizione al fine di ritrovare l’equilibrio tra maggioranza e opposizione. La senatrice Rauti (FdI), sostenendo le richieste della senatrice Bernini e del senatore Romeo, ha ricordato che la Giunta delle immunità aveva stabilito la data del 20 gennaio per definire il caso Salvini: la Giunta del Regolamento va convocata per stabilire se il rinvio è legittimato dalla sospensione dell’attività parlamentare in vista delle prossime elezioni. Marcucci (PD) ha accusato l’opposizione di non aver avuto un comportamento lineare e di aver celato il testo della sua mozione. Secondo Perilli (M5S) il rinvio è dettato dall’opportunità di procedere in modo più ordinato e anche la maggioranza ha rinunciato a discutere la mozione sui cambiamenti climatici a cui teneva molto. Quanto alla vicenda Salvini, esistono questioni istruttorie da approfondire.  Calderoli (L-SP) ha ricordato che il Regolamento non prevede un termine per la presentazione delle mozioni: l’opposizione ha comunicato l’argomento e i testi entro i termini indicati dagli uffici. Dall’inizio della legislatura la Giunta del Regolamento è composta da cinque senatori di maggioranza e di cinque di opposizione e ciò non ha costituito un problema; il Regolamento prevede che sull’eventuale integrazione, al fine di garantire una maggiore rappresentatività dei Gruppi, debba pronunciarsi la Giunta stessa. La proposta di modifica del calendario è stata respinta. La presidente del Senato, Casellati, ha convocato la Giunta del Regolamento oggi alle ore 16. Ha poi fissato una nuova convocazione alle ore 9 di domani, di cui darà comunicazione all’Aula alle 10,30. La seduta è terminata alle ore 19:00.

Venerdì 17 l’Aula ha ripreso i lavori alle ore 10:30, l’Assemblea si è riunita per comunicazioni del Presidente. Dal 20 al 24 gennaio Aula e Commissioni non terranno seduta in concomitanza con le elezioni regionali di domenica 26.

Martedì 28, alle 16, si svolgerà la relazione del ministro della Giustizia.

Il 29 e il 30 sarà discusso il decreto-legge in materia di continuità del servizio Alitalia. Il 6 febbraio, alle 15, question time con il Presidente del Consiglio.

L’Aula del Senato tornerà a riunirsi martedì 28 alle ore 16, in quanto dal 20 al 24 i lavori parlamentari sia dell’Aula che delle Commissioni sono sospesi per le elezioni regionali di domenica 26. La seduta è terminata alle ore 12.

[Fonte: www.altroquotidiano.it]

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