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La Notizia Giornale.it – Vendesi verginità, pure le donne sbagliano

di Isabella Rauti

LaNotizia17012018

18 anni… ed un vuoto a perdere! Una studentessa e modella italiana appena maggiorenne, da due anni lavora a questo progetto: vendersi. Vendere la sua verginità, la sua prima volta; e vuole farlo all’asta , al migliore offerente insomma. E non è una Fake news come vorremmo pensare. Lei stessa, infatti, ha raccontato al famoso tabloid inglese “The Sun” la sua misera e studiata storia: “Ho deciso che la mia verginità era preziosa quando avevo 16 anni”, ha sostenuto e, “Volevo una buona istruzione quindi ho cominciato a guardare il web in cerca di modi per finanziare i miei studi e ho trovato una serie di pubblicità di aste ed ho scoperto che c’erano ragazze che si erano vendute per 3,5 milioni di euro, quindi ho deciso che avrei fatto lo stesso a 18 anni”.

La ragazza italiana in vendita, per raccontarsi, ha scelto un nome fittizio, Nicole e lo ha fatto perché l’anonimato è previsto dall’accordo che la impegna con l’Agenzia di escort alla quale si è rivolta per mettersi all’asta e che ha il compito di dirigere e far aumentare le offerte. Ma veniamo alle “nobili motivazioni” che, forse, qualcuno avrà anche il coraggio perverso di esaltare, rovesciando i termini del ragionamento ed invertendo il buon senso.

Lo scopo della vendita della verginità sarebbe quello di trasferirsi nel Regno Unito per studiare Business ( e ne ha la vocazione…) a Cambridge ed oltre che finanziarsi gli studi, quello che resta – e ne resterebbe tanto !- verrebbe utilizzato per aiutare la sorella e la famiglia e, infine, per comprare una casa ai suoi genitori. Tutta l’operazione di donazione, dovrebbe avvenire però all’insaputa dei beneficiati perchè , afferma “Nicole” , i suoi genitori sono molto rigorosi e non approverebbero. Ma forse si chiederebbero da dove vengono tutti quei soldi!

La messa in vendita della sua verginità all’asta sta fruttando parecchio, al momento il migliore offerente è disposto a pagare un milione di euro per trascorrere con “Nicole” la sua prima notte d’amore. Colui che, alzando il prezzo, si aggiudicherà “lo ius primae noctis” potrà scegliere un Dottore che accerti l’effettiva verginità della ragazza, secondo quanto previsto dall’Agenzia di escort coinvolta.

Questa storia assurda non è un caso isolato, nel settembre 2016 una modella russa minorenne volò direttamente a Dubai con lo stesso scopo; aveva messo in vendita la sua verginità ed aveva trovato un emiro disposto a comprarla. Un’amica della diciassettenne avvertì i familiari che partirono per Dubai e la riportarono a casa . E chissà quante altre storie meno note esistono , in questo che sembra un sommerso che scorre come un fiume carsico . E mentre il fiume scorre … le riflessioni si intrecciano e si confondono: le femministe negli anni settanta sfilavano in piazza per rivendicare la proprietà e la gestione del proprio corpo, come affermazione di libertà ed emancipazione del genere femminile; e ,ancora, secondo stereotipo l’’uomo doveva fare esperienza ma la donna doveva arrivare illibata al matrimonio; cosa è successo nel frattempo ? La verginità è tornata da essere un valore – almeno all’Asta – e vendersi, darsi un prezzo non è un disvalore ma una libera scelta? E, ancora, chi è quell’uomo, chi sono quegli uomini deviati che pagano da uno a tre milioni di euro per sverginare una diciottenne che non conoscono?! Dov’è il limite sottile, il confine – se resta – tra la scelta di prostituzione e la schiavitù sessuale? Non vogliamo mettere sullo stesso piano di gravità, l’Asta di “Nicole” con il noto mercato di donne e di bambine in cambio di barili di petrolio o di matrimoni precoci e forzati, ma tutto ci offende e tutto dovrebbe egualmente indignarci e farci riflettere.

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