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76ª Seduta Pubblica – Intervento in Aula sul ritardo della manovra finanziaria

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RESOCONTO STENOGRAFICO

RAUTI (FdI). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

RAUTI (FdI). Signor Presidente, lo devo dire e lo dico proprio con trasporto: siamo in una situazione kafkiana. Anzi, vorrei scomodare una citazione: «Aspettando Godot». Tutti lo conoscono, è un’opera teatrale di Beckett che si associa al dramma dell’assurdo e al teatro dell’assurdo e che crea una situazione di attesa. Noi siamo in questa situazione, in una situazione di attesa, perché, come è noto a quest’Aula e anche fuori, siamo in attesa di un maxiemendamento che tarda ad arrivare; noi siamo qui di rinvio in rinvio. Il maxiemendamento oggi non c’è, non è arrivato per le ore 16 stabilite; il calendario è saltato. Nella lunghissima Conferenza dei Capigruppo, dove abbiamo fatto e disfatto il calendario, cercando di trovare tutti la soluzione migliore per il Paese (non per le nostre vacanze), alla fine dobbiamo dire che ci è stato replicato e spiegato, in modo laconico, che questioni tecniche rinviavano l’arrivo del maxiemendamento. Ci sono sempre questioni tecniche, lo sappiamo bene. Ci sono sempre questioni tecniche, ma ci sono anche – dobbiamo dirlo, dovete dirlo, dovete ammetterlo – questioni politiche.

Voglio anche dire che, di rinvio in rinvio, qua si sfiora una situazione di esercizio provvisorio, perché qui si rischia di non approvare la manovra, finché non arriva il maxiemendamento. Perché la questione è politica? Perché evidentemente bisogna armonizzare gli slogan e le cose urlate nelle piazze con le coperture che non ci sono; ma soprattutto perché c’è da armonizzare il ritocchino europeo. Questo è il punto e il nodo politico. I tecnici devono oggi trovare una quadra rispetto al ritocchino di Bruxelles, perché non ci nascondiamo che di questa manovra ne sa più Bruxelles che questo Parlamento italiano; noi non la conosciamo questa manovra. Questo è il punto. (Applausi dai Gruppi FdI e FI-BP e del senatore Errani).

E allora avranno da fare tutta la notte i tecnici, non c’è dubbio, perché questa maggioranza si muove come un corpaccione bifronte; è difficile per voi trovare una quadra. La manovra del popolo non decolla, ma in compenso il popolo vi guarda e rimane incredulo rispetto a quello che si sta verificando. Increduli siamo anche noi, che per senso di responsabilità ci battiamo in Aula come ci siamo battuti in Commissione, dove per due settimane – chi c’è stato lo sa – abbiamo proceduto di rinvio in rinvio; da lì nasce il ritardo. Noi per senso di responsabilità siamo stati in quella Commissione e siamo presenti in quest’Aula, perché per noi viene prima di tutto il Paese. Noi al Paese una manovra gliela vogliamo dare, una manovra giusta. Questi rinvii e questa pantomima alla quale ci state facendo abituare – ma non ci vogliamo abituare e non ci abitueremo ad essa – sono la metafora plastica, estetica e politica delle contraddizioni di un Governo, di quel corpaccione che dicevo prima, che si ostina a stare insieme barcollando tra un sovranismo che non riesce a esprimere e un globalismo dall’altra parte che rimane soffocato. Siete una somma di contraddizioni e queste contraddizioni nella manovra finanziaria esplodono tutte, perché i nodi vengono al pettine.

E allora, vedete, se non ce la fate e se non avete il tempo, non portatecela e non dateci appuntamento a domani. Prendetevi un giorno in più; noi siamo disposti a lavorare domenica e lunedì, per il bene di questo Paese. Se non ce la fate, ditelo e non rinviate, prendendo in giro il Parlamento, perché questo è un altro nodo: la mancanza di rispetto nei confronti delle istituzioni e nei confronti del Parlamento, calpestando veramente la dignità del Parlamento. Noi per senso di responsabilità – lo ripeto – siamo qui, ma vorremmo vedere linearità, coerenza e capacità di incidere e di produrre. Producetela questa manovra, cercate i tempi e i modi. Noi a questo calendario siamo contrari, perché è evidente che c’è una dilazione di tempi che non siete in grado di governare (sottolineo governare) e non siete in grado di controllare. E non è colpa dei tecnici, ma delle vostre contraddizioni politiche. (Applausi dal Gruppo FdI).

Resoconto stenografico della seduta n 76 del 21 dicembre 2018
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