Percorso: Isabella Rauti > Interventi in Aula Senato > 77ª Seduta Pubblica – Intervento in Aula sul bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021

77ª Seduta Pubblica – Intervento in Aula sul bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021

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RESOCONTO STENOGRAFICO

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Rauti. Ne ha facoltà.

RAUTI (FdI). Signor Presidente, rappresentanti del Governo, onorevoli colleghe e colleghi, sarei tentata di entrare nel metodo e nel merito di questa manovra, che definirei senz’anima. L’ho fatto già ieri e non lo farò con questo intervento; l’hanno fatto i miei colleghi prima di me e lo faranno anche dopo.

Io invece, con spirito costruttivo ma anche combattuto, e per spirito di opposizione patriottica, invece voglio entrare in un merito specifico, anzi in due. Mi riferisco – vorrei davvero l’attenzione del Governo – al comma 326 in cui, nell’ambito delle disposizioni in tema di indennizzo in favore delle vittime di reati intenzionali violenti, con legge di riferimento, si parla di indennizzo corrisposto in favore del coniuge superstite. Vi prego di fare una specifica su questo punto: ove il coniuge non abbia cagionato o contribuito a cagionare la morte della vittima. (Applausi dai Gruppi FdI e Misto-LeU). Altrimenti noi, con questa semplice ma gravissima dimenticanza, andremo a legittimare casi che la cronaca ha restituito, paradossali ma che si sono verificati, di omicidi che, rimessi libertà, hanno potuto godere della reversibilità della pensione della propria moglie o compagna uccisa. Se si fa una manovra – questi non sono dettagli -, vi prego di emendare questa parte.

Ma non è solo su questo che voglio intervenire. C’è un altro punto di merito sul quale voglio e sento di dover intervenire in quest’Aula. Mi riferisco al comma 255 relativamente all’incremento del Fondo per le vittime di violenza domestica per un totale di 5 milioni. Sicuramente è bene incrementare il Fondo, ma lasciate che lo dica senza voler polemizzare su questa materia: non si risparmia però sugli orfani di femminicidio. Voi stessi avevate immaginato un incremento di 12 milioni di euro mentre la misura ne prevede cinque.

Voglio anche dire che in Commissione bilancio alla Camera avete bocciato un emendamento che proponeva 12 milioni di incremento. Qui in Commissione bilancio al Senato avete respinto il nostro emendamento. Lo avete ripreso, respingendo il nostro e lo avete fatto vostro, ma avete ritoccato al ribasso drammaticamente le cifre, perché siete scesi da 12 milioni a 5 milioni. La richiesta era di 2 milioni per le borse di studio e le attività di formazione (ed è rimasta), e ancora di 10 milioni per quelle famiglie affidatarie di orfani di femminicidio, cioè quei parenti, nella maggior parte dei casi nonni, che crescono bambini e a cui è stata uccisa la madre. Stiamo parlando di donne uccise nella maggior parte dei casi dai loro mariti, o comunque dai loro partner o compagni, e nella maggior parte dei casi gli autori dell’omicidio sono i padri degli stessi bambini.

A questi bambini, che non sono numeri ma orfani di femminicidio, bambini a cui è stata uccisa la madre, questo Governo decide di dare alle famiglie che li assistono, li guidano, li crescono, con la difficoltà che tutto questo comporta, 5 milioni di euro.

E allora io mi dico: se avete trovato i fondi per i professionisti del divano, se avete investito tanto e urlato sul reddito di cittadinanza, qualche soldo in più per gli orfani di femminicidio dovevate e potevate trovarlo. Poiché la matematica non è un’opinione – e la politica deve anche ragionare in termini di matematica – siccome gli orfani di femminicidio sono meno di 2.000, se voi dividete le somme che avete stanziato per il numero degli orfani, capirete che si tratta veramente e vergognosamente di pochi spicci. Non si risparmia sugli orfani di femminicidio, non si risparmia sui bambini, non si finanziano i divanisti a danno degli orfani di femminicidio! (Applausi dai Gruppi FdI e FI-BP).

Questo è il punto, questo ve lo dovete ricordare. Vado a concludere, signor Presidente. E questo lo fate in un momento in cui aumentano le violenze e in cui aumentano gli omicidi di donna: 149 donne uccise nel 2016 (il 51 per cento aveva figli), 123 donne uccise nel 2017 (il 54 per cento aveva figli), 106 donne uccise nei primi dieci mesi del 2018, 3.100 donne uccise lasciando figli dal 2000 a oggi. E allora a queste vittime collaterali il Governo deve dare, con senso di responsabilità, maggiore sostegno. A quei 3 miliardi stanziati dal precedente Governo avete aggiunto solo 5 milioni: è uno spot elettorale… (Il microfono si disattiva automaticamente).

PRESIDENTE. La ringrazio, senatrice Rauti. Le ho dato dei minuti in più, ma non posso proprio fare per lei un’eccezione vistosa. La ringrazio. Comunque credo che il suo intervento abbia toccato il cuore di tutti e, se posso permettermi, le do la mia personale solidarietà.

Resoconto stenografico della seduta n 77 del 22 dicembre 2018
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