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Il Giornale d’Italia – Vietato parlare di aborto

Prima il manifesto rimosso dalla Raggi, ora la Cgil che contesta pure i convegni

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Guai a mettere in discussione certi totem di un finto laicismo all’italiana. Come l’aborto: nei giorni scorsi abbiamo assistito alla gazzarra attorno ad un manifesto affisso su un palazzo romano e poi fatto togliere con una rapidità senza precedenti dalla sindaca Raggi (e ancora non si capisce perché visto che l’autorizzazione era regolare e la relativa tassa assolta). 

Ieri, sempre sull’aborto e ancora da parte di ProVita, la stessa associazione di quel manifesto, è stata indetta una conferenza stampa in Senato, ed ecco la Cgil starnazzare, parlando di “pericoloso clima di regressione”. Boom! E tutto questo perché sono stati presentati dati inoppugnabili, con tanto di documento relativo ai danni alla salute delle donne provocati dall’aborto. 

“Nelle donne che hanno abortito – ha detto ad esempio Raffaella Marin, della Lega –  i suicidi sono +155%, +37% le depressioni e +230% l’utilizzo di sostanze illegali e psicofarmaci. Queste donne, inoltre, soffrono gravi conseguenze anche sul piano psicologico”, ha chiosato la senatrice, che nella vita fa proprio la psicologa. 

E la collega Isabella Rauti, di Fratelli d’Italia, ha aggiunto: “Il grande assente del dibattito resta questo: i rischi per le donne. Anni fa intervistai le prime donne che avevano fatto ricorso all’aborto: erano tutte molto provate. Vorrei che si parlasse di più di una legge che esiste, che permette il parto in anonimato e la adozione neonatale”. 

E infine Toni Brandi, presidente di ProVita: “Se si prende il più innocuo farmaco, c’è il bugiardino che informa su tutto, ma se una donna vuole abortire non c’è alcuna informazione sulle conseguenze fisiche e psichiche”. Parole chiare, insomma, e nessun “terrorismo”. 

Eppure per la signora Loredana Taddei, dirigente nazionale della Cgil, si tratta di un attacco fatto addirittura “nel cuore delle istituzioni”. Loro che di certe frasi devono intendersene, tanto più che poche ore prima erano in piazza a difendere non i lavoratori, come si converrebbe ad un sindacato, ma l’ex presidente brasiliano Lula, a sua volta strenuo difensore di Cesare Battisti, terrorista italiano. E tutto torna.

@IgorTraboni

[Fonte: www.ilgiornaleditalia.org]

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